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in difesa dei beni culturali e ambientali

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AGRIGENTO - I Templi DELL'ABUSO
di Elio di Bella
30 settembre 2009, il manifesto

- AGRIGENTO
altra italia - PER LA SANATORIA GLI IRREGOLARI PUNTANO AL CUORE

L'ufficiale giudiziario sta bussando alle porte delle case costruite abusivamente nella Valle dei Tempi di Agrigento. Ma la storia continua. L'espediente per evitare lo sgombero potrebbe spuntare con una nuova perimetrazione. E ora a difesa degli abusivi si schiera anche qualche ambientalista
«La Signoria Vostra è invitata a lasciare libero il proprio immobile da persone e cose e ad essere presente alle operazioni (di esproprio, ndr), al fine di costatare lo stato effettivo dell'immobile all'atto di immissione in possesso». Poche righe per comunicare agli abusivi della Valle dei Templi che case e terreni diventano definitivamente di proprietà dell'assessorato regionale ai beni culturali. E dopo la lettera è arrivato, puntuale, il funzionario.
Di buon mattino, alle nove, con i vigili urbani al seguito per notificare l'esproprio. Per ora sono solo una ventina i provvedimenti eseguiti e riguardano soprattutto terreni che sorgono proprio nel cuore della Valle dei Templi, nella zona che si estende all'interno dei fiumi Akragas e Ipsas, dove i coloni provenienti da Gela, nel sesto secolo avanti Cristo, edificarono la città di Akragas e, successivamente, i templi dorici più famosi e meglio conservati al mondo: Concordia, Giunone, Ercole, Giove, Dioscuri, ecc.
«In esecuzione al decreto di espropriazione definitiva e di autorizzazione di occupazione permanente emesso dall'assessore dei beni culturali ed ambientali, si procederà alle operazioni di immissione in possesso dell'immobile anche nelle altre zone in cui si estende la zona A - precisa però il funzionario della sovrintendenza Artemide De Mira - Si continuerà fino quando tutto l'esproprio non sarà completato».
La zona A è quella che un decreto del ministri Gui e Mancini nel 1968 indicarono come area di inedificabilità assoluta perché archeologica. Due anni prima ad Agrigento un evento franoso aveva buttato giù centinaia di case del centro storico. Era la conseguenza della cementificazione selvaggia dei palazzinari e delle speculazioni mafiose, contro cui gli amministratori locali facevano ben poco o erano complici. Ma oltre che sulla collina sopra la Valle in cui sorge la città moderna, le case venivano costruite, approfittando dell'assenza del piano regolatore, anche nella Valle dei Templi.
Così venne deciso di perimetrare la Valle e tutelarla dalla cementificazione, imponendo in un'ampia zona l'inedificabilità. Molti però considerarono allora quella perimetrazione troppo ampia. E gli stessi amministratori incoraggiavano i proprietari della terre a costruire, perché un nuovo piano regolatore avrebbe poi risanato tutto. Così, in barba ai vincoli si continuò a costruire attorno alla Valle nelle fasce dove non si poteva e dove la sovrintendenza non concedeva i nulla osta.
Così dal giorno alla notte nascevano sui terreni venduti spesso per poche lire al metro quadrato case e anche palazzi. Nel giugno del 1991 il presidente della Regione Rino Nicolosi firmò un nuovo provvedimento per una nuova perimetrazione della Valle in vista della istituzione del parco della Valle dei Templi. E così vennero individuati tutti gli abusi realizzati sino a quella data. Ben 670 i procedimenti di esproprio arrivati agli abusivi.
«Stiamo concludendo oggi formalmente una procedura che si è già decisa di fatto con la registrazione di questi beni immobili nel registro del demanio. In realtà tali beni sono iscritti da diverso tempo in questo registro. Siamo all'ultima fase di un iter burocratico durato alcuni decenni», dice il funzionario della sovrintendenza Artemide De Miro, figlia di un sovrintendente che negli settanta e ottanta aveva cercato invano di opporsi alla costruzione delle case nella zona A.
Ma contro i provvedimenti con cui gli immobili vengono incamerati nel registro demaniale ci sono soprattutto gli amministratori locali e persino qualche ambientalista. In una seduta straordinaria del consiglio comunale si approvano atti di indirizzo per chiedere di bloccare le operazioni di esproprio, adducendo che la città è in attesa dell'approvazione di un nuovo piano particolareggiato dell'Ente parco che dovrebbe restringere la zona di inedificabilità assoluta alla sola area più strettamente archeologica. Questa piccola fascia viene definita, negli stessi atti dei tecnici dell'Ente Parco, «cuore della Valle».
Sarebbe la fascia dentro cui si trovano la via sacra, con i templi della Concordia, di Ercole e Giunone e poco più in là i resti di quello di Giove e le altre colonne lasciate dalla civiltà greca e da quella ellenistico-romana. In questa zona non ci sarebbero case da abbattere, secondo molti, ma solo terreni agricoli. In tanti ad Agrigento infatti sostengono che la Valle dei Templi non è stata cementificata e che le scelte della sovrintendenza di impedire persino ordinari lavori di manutenzione a proprietari che hanno costruito in aree lontane dai templi, sembrano eccessive, anzi un abuso.
Il senatore agrigentino del Pd Benedetto Adragna e uno dei dirigenti più in vista di Legambiente, Giuseppe Arnone, intendono presentare all'assemblea regionale siciliana un disegno di legge che consenta di lasciare le case in uso agli abusivi per almeno una decina di anni, dando anche la possibilità alla gente di renderle abitabili con interventi di manutenzione. Negando loro però per il momento il riconoscimento della proprietà, che passerebbe al demanio regionale. Trascorsi dieci-quindici anni si pensa che i legislatori potranno essere più «comprensivi» verso gli abusivi, tenuto conto che ormai da diversi anni non si registrano più nella Valle dei Templi gravi casi di abusivismo edilizio.
Un compromesso che non piace innanzitutto ai diretti interessati. Intervenendo al consigli comunale aperto, gli abusivi hanno detto, chiaro e tondo, che hanno diritto alla sanatoria quanti hanno costruito nelle fasce della zona A distanti dal cuore della Valle. E vogliono una modifica del piano particolareggiato della Valle dei Templi, che restringa l'area di inedificabilità assoluta e salvi le abitazioni che sorgono nelle contrade più vicine al mare e in quelle ad est e ad ovest, dove non vi sono aree archeologiche. Inizia dunque nella Città dei Templi una nuova guerra tra gli abusivi e la sovrintendenza.



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