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L'arte salvata da una e-mail
Andrea Benvenuti
L'Espresso 3/6/2004

Fontane e laghetti, torchi e mulini, borghi, chiese, rocche e ville medievali, L'Italia è un puzzle di piccoli e grandi monumenti, con decine di migliaia di perle architettoniche e gioielli storico-naturalistici che tappezzano la penisola. Un patrimonio artistico e paesaggistico unico al mondo, ricchissimo, soprattutto se si pensa che il 60 per cento dei beni culturali del pianeta si trova nel nostro paese e che 37 siti nazionali sono stati riconosciuti dall'Unesco patrimonio storico dell'umanità. Eppure questa straordinaria ricchezza rischia sempre di perdere qualche pezzo, esposta al degrado e all'incuria di politici e amministratori locali. Contro questi pericoli, il Fai, Fondo per l'ambiente italiano, 60 mila aderenti e quasi trent'anni di attività, ha lanciato il secondo censimento nazionale dei "luoghi del cuore". Dal primo giugno al 15 settembre, in collaborazione con Banca Intesa, gli italiani potranno segnalare (www.fondoambiente. it/) quei luoghi d'arte o siti paesaggistici a cui sono particolarmente legati e che hanno bisogno di un tempestivo intervento. « Ciascuno porta nel cuore un legame profondo con un posto segreto nel quale si identifica. L'Italia è un insieme di tanti piccolissimi luoghi. Se ogni cittadino difenderà quello a cui è legato, tuteleremo meglio il nostro patrimonio artistico e culturale», spiega il presidente del Fai, Giulia Maria Crespi.
Agli italiani, ma anche ai sindaci di 210 comuni, l'idea è piaciuta. La prima edizione
del censimento ha raccolto oltre 24 mila segnalazioni. Per la seconda edizione l'obiettivo è più ambizioso. Lo scorso anno sono arrivate richieste d'intervento soprattutto per le chiese dei piccoli comuni, ma anche per fontane, ville, castelli di centri urbani. E ancora, per borghi medievali, santuari, palazzi, rocche, teatri e conventi. Punte di diamante di un arcipelago di opere d'arte. Circa l'80 per cento delle segnalazioni ha riguardato beni artistici, fatte in maggioranza da uomini, con un'età media di 39 anni, e residenti soprattutto in Lombardia, Lazio, Liguria, Piemonte e Puglia. Venti i luoghi più votati. Tra questi, le chiese di Santa Lucia a Marinasco, vicino La Spezia, e quella della Madonna del Carmine a Vasto; l'Oliveto in Fascia Lago a Torbole sul Garda, e il Borgo medievale di Paravicino d'Erba, Como; il Teatro comunale di Novoli a Lecce e quello Aycardi di Finalborgo a Savona. « L'aspetto più importante è che tre dei cinque luoghi più segnalati nella scorsa edizione hanno ottenuto risorse per interventi di cura e ristrutturazione», sottolinea Giulia Maria Crespi. A partire dal più votato del 2003, la Fontana Acqua Acetosa a Roma che prende il nome da un'antica sorgente conosciuta dai romani fin dal XVI secolo per le sue virtù diuretiche,
apprezzata da papa Paolo V che, nel 1613, diede incarico all'architetto Giovanni Va-sanzio di costruire una fontana attorno alla sorgente con una lapide in marmo che magnificava (in latino) gli effetti salutari per "reni, stomaco, fegato, milza e mille altri mali".
Ebbene, grazie alla Sovrintendenza ai beni culturali di Roma e al Circolo canottieri Aniene, è stato annunciato l'avvio del completo restauro del monumento che comprende anche il progetto e la deviazione della strada e la creazione di un piccolo giardino attorno alla sorgente. Buone notizie anche per il secondo luogo più segnalato, quello del Torchio e Mulino di Baresi a Roncobello, vicino Bergamo, nel cuore della Valle Brembana. Anno di costruzione 1672. La ruota del mulino ricomincerà a girare grazie al contributo del gruppo Banca Intesa che ne ha permesso l'acquisizione e la restaurazione da parte del Fai. Terzo, ma non ultimo, l'Ospedale Niguarda di Milano, costruito a metà del 400 come unico presidio medico-sanitario della città, e che ha ottenuto dalla Soprintendenza ai beni ambientali la conservazione della parte monumentale che rischiava di essere demolita per adeguarla alle nuove esigenze ospedaliere. In questo caso, dicono i volontari del Fai, è stato l'interessamento di medici, infermieri e addetti alle pulizie a salvare il Niguarda, il suo grande viale alberato, la sua facciata in marmo bianco, il parterre con le due grandi fontane e la chiesa. Un eccezionale esempio di impegno civile e di attaccamento alla città: il salvabile è stato salvato e grazie al vincolo posto dalla Soprintendenza solo i padiglioni saranno smantellati e rifatti. Il resto non verrà toccato.



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