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Esempi da seguire. Fai da trent'anni custode del bello in Italia
Giulia Crivelli
Sole 24 dossier 22-MAG-2004

Sono passati quasi trent'anni dalla nascita del Fai, il Fondo per l'ambiente italiano. Negli ultimi vent'anni i soci sono quadruplicati, passando da 15mila a 60mila; un'impennata molto simile l'hanno avuta anche le donazioni e i contributi a vario titolo di aziende e imprenditori, spiega Marco Magnifico, direttore dell'associazione. L'idea di dare vita al Fai fu di Elena Croce, figlia del filosofo Benedetto Croce, che si ispir al National Trust inglese, fondato nel 1895, a cui fanno capo oggi oltre 2mila beni fra castelli, ville, dimore, parchi e tratti costieri. Il Fai prese poi una forma concreta nell'aprile del 1975, quando Giulia Maria Mozzoni Crespi, Renato Bazzoni, Alberto Predieri e Franco Russoli ne firmarono l'atto costitutivo e lo statuto. In 29 anni sono cambiate molte cose: il Fai cresciuto, si guadagnato la fama di ente serio e affidabile — continua Magnifico —. Questo ci fa sentire ancora pi responsabili di gni singola iniziativa, pensiamo di dover rendere conto a tutti i soci ordinari che ci danno contributi, a volte anche milionari, e all'opinione pubblica in generale.
La missione del Fai recuperare e salvaguardare antichi monasteri, castelli, dimore; restaurare affreschi, statue, fontane, dipinti, arazzi e mosaici; prendersi cura di giardini all'italiana e boschi; proteggere aree naturali incontaminate. I luoghi restaurati e gestiti dal Fai ora aperti al pubblico sono oltre venti, sparsi per tutta Italia: dall'Abbazia di San Fruttuoso, vicino a Genova, al Castello di Masino, in provincia di Torino, dalla Villa Gregoriana a Roma al Giardino della Kolymbetra, nella Valle dei Templi. Il Fai organizza anche manifestazioni speciali e iniziative per le scuole. Le aziende che ci sponsorizzano, o per tutto l'anno o per singoli eventi, hanno un grande ritorno di immagine: negli anni le donazioni dal mondo delle imprese sono aumentate moltissimo, spiega ancora il direttore del Fai. Noi viviamo di beneficenza: c' chi da il suo tempo, chi ci sostiene in senso strettamente economico — dice Magnifico —. Il Fai ha contribuito a rafforzare il legame tra gli italiani e il patrimonio culturale, artistico, naturale del loro Paese. Salvaguardarlo viene oggi visto non solo come un dovere dello Stato, ma anche una possibilit per i privati, una sorta di beneficenza laica, che in Italia ha una storia meno recente che in altri Paesi ma che piano piano sta crescendo.
Gli ultimi due anni, per, sono stati difficili, perch la crisi economica globale, il super euro e le incertezze che hanno frenato i consumi, hanno pesato anche sulle spese in beneficenza. Come tutti, speriamo nella ripresa, perch purtroppo quando si costretti a risparmiare, si risparmia anche sulle donazioni.



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