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CAMPANIA - Intellettuali, appello a Napolitano contro il piano casa della Regione
Simona Brandolini
CORRIERE DEL MEZZOGIORNO - NAPOLI - 14 - 07 - 2009

Tra i firmatari: Settis, Asor Rosa, Marotta, Mirella Barracco e le sorelle Croce




Un appello al Presidente della Repubblica contro il piano casa varato dalla giunta regionale. un attentato al territorio e al suo intangibile patrimonio culturale e paesaggistico , scrivono i firmatari. Tra loro, Salvatore Settis, Alberto Asor Rosa, Lidia e Silvia Croce, Gerardo Marotta, Aldo Masullo e Mirella Barracco, per citarne alcuni. Nellappello al Capo dello Stato si legge: Il piano casa rappresenta una gravissima minaccia per il paesaggio, i centri storici e per lassetto del territorio. Sotto accusa gli articoli 5 e 6, che riguardano laumento di volumetrie e il cambio di destinazione duso in zone soggette al vincolo paesaggistico.


La petizione. Case, appello al Presidente Blocchi il piano regionale

Urbanisti, architetti, giuristi: un attentato al territorio


Gi raccolte 48 firme, da Asor Rosa a Salvatore Settis, Piero Craveri e Mirella Barracco

NAPOLI Un attentato al territorio. Si conclude con questa frase un appello al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, contro il piano casa varato dalla giunta regionale il 28 giugno scorso. Lappello reca in calce firme eccellenti. Dallitalianista Alberto Asor Rosa, a Lidia e Silvia Croce, al direttore della Scuola Normale di Pisa, Salvatore Settis, a Giovanni Pugliese Carratelli accademico dei Lincei, allo storico Piero Craveri, a Mirella Barracco dellassociazione Napoli 99, allurbanista Vezio De Lucia, a Luigi Labruna, Aldo Masullo, Gerardo Marotta, Carlo Iannello, Fulco Pratesi e Guido Donatone di Italia nostra, solo per citarne alcuni.

Il piano casa in discussione in consiglio regionale si legge nella missiva inviata al Capo dello Stato rappresenta una gravissima minaccia per il paesaggio, i centri storici e per lassetto del territorio. In spregio ai valori del paesaggio campano universalmente riconosciuti, la proposta della giunta consente ampliamenti e sostituzioni di volumi esistenti anche in zone soggette al vincolo paesaggistico. I poteri di pianificazione urbanistica dei comuni sono completamente esautorati. Per i firmatari, in sostanza, il piano regionale funzionerebbe in deroga alla deroga. Ancora pi scandalosa ancora poi la possibilit di sostituire volumetrie anche modificandone la destinazione duso, senza escludere con chiarezza i centri storici, compromettendo scelte urbanistiche fondamentali di competenza dei comuni. Soprattutto lassetto del comune di Napoli verrebbe sconvolto da radicali trasformazioni in base a semplici istanze di privati cittadini (si pensi a cosa accadrebbe nella zona industriale di Napoli est). Assisteremo cos allo stravolgimento del territorio campano, gi compromesso dalla speculazione e da anni di abusivismo edilizio. In conclusione si appellano al presidente della Repubblica per scongiurare un irreparabile attentato al territorio e al suo intangibile patrimonio culturale e paesaggistico . Il disegno di legge approvato dallesecutivo di Palazzo Santa Lucia il 28 giugno scorso ora al vaglio della commissione Urbanistica. Sotto accusa sono soprattutto due articoli, il 5 e il 6 che riguardano i cambi di destinazione duso e gli aumenti di volumetrie, del 20per cento per villette mono e bifamiliari e del 35 per cento per gli edifici abbattuti e ricostruiti secondo le norme pi avanzate. Facciamo un esempio: in Toscana hanno previsto laumento di volumetria soltanto dove i piani regolatori gi prevedono ristrutturazioni con aumenti di volumetrie spiega Carlo Iannello, docente di diritto dellambiente . Quindi la deroga quasi nulla. Invece in Campania si mette una pietra tombale sul governo pubblico del territorio che passa nelle mani della propriet fondiaria.

Se questo progetto di legge per noi scellerato, oltre che incostituzionale prosegue Guido Donatone di Italia nostra , addirittura sconcertante la richiesta avanzata dagli ordini degli architetti e ingegneri. Tale richiesta prevede che il micidiale articolo 5 consenta ulteriori aumenti di volumetria per gli interventi di demolizione, ricostruzione e ristrutturazione degli edifici e ci sempre in deroga alla pianificazione urbanistica. Conclude Luigi De Falco, segretario Italia nostra: Occorre cancellare larticolo 5 (che avrebbe effetti dirompenti sul territorio e sulloccupazione), il 6 (che prevede una inammissibile delegificazione in materia urbanistica), chiarire allarticolo 1 che i centri storici, le zone agricole, nonch tutti gli immobili tutelati ai sensi del codice dei beni culturali e del paesaggio sono esclusi dallambito di applicazione della legge. Inoltre, deve essere necessariamente previsto, come hanno fatto peraltro le altre regioni governate dal centrosinistra, come la Toscana, lEmilia e la Puglia, che la normativa in questione si applichi solo nelle zone in cui la pianificazione urbanistica comunale gi consenta ristrutturazioni edilizie .





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