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in difesa dei beni culturali e ambientali

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Conventi e chiostri nel Sud, un incanto di religiosità
Pierfranco Bruni
Secolo d'Italia, 09-MAG-2004

I contesti territoriali sviluppano una loro difesa e innescano, forse anche involontariamente, un processo che si lega, inevitabilmente, con le risorse e le vocazioni di tutta l'area circostante.

Soprattutto sul piano del rapporto cultura-ambiente un tale processo ha una sua caratteristica valorizzante. Conoscere il territorio è avere sempre più consapevolezza dell'ambiente e della cultura stessa del paesaggio. Le strutture dentro il paesaggio.

Il paesaggio nella natura tra paesaggio, natura e ambiente sono l'anima dell'uomo. I beni culturali sono una realtà primaria che insiste sul territorio.

La realtà dei Conventi e dei Chiostri ci offre delle interpretazioni sul territorio.

Un itinerario sui Chiostri diventa un modello culturale, paesaggistico e di rilettura storica Un esempio tra i tanti che potrebbero essere fatti, hi questi giorni è stato pubblicato per conto dell'Irai una ricerca dal titolo: "Il Chiostro. Isola Mediterranea", il lavoro, curato da chi scrive, vede i contributo di Tonino Filomena, Silvano Trevisani e Rosario Quaranta, è stato pubblicato con il patrocinio del Ministero per i beni e le attività culturali.

I Chiostri e i Conventi dei Frati Minimi, ovvero le strutture che rimandano al culto o alla presenza di un Santo qual è San Francesco di Paola Un percorso di conoscenza e di valorizzazione di quei complessi monumentali che hanno uno straordinario valore architettonico e di testimonianza religiosa: da Paola (dove il Santuario-Basilica è un punto centrale di riferimento) al Convento dei Paolotti di Grottaglie.

Lo scopo è quello di rivitalizzare (attraverso fasi di conoscenza e di salvaguardia) questi luoghi di culto e di rileggere e valorizzare attraverso apposti investimenti i simboli della storia degli Ordini dei Minimi.
Infatti, oltre alla questione relativa al contesto storico e letterario (San Francesco di Paola è stato studiato anche in un attraversamento nella letteratura meridionale) è possibile riscontrare elementi che toccano la realtà ambientale del territorio e del paesaggio compresa la valorizzazione dell'area rupestre nella quale poggia l'asse geografico che guarda i Conventi e i Chiostri.

Ambiente e paesaggio sono tas-selh' cer rali per una maggiore conoscenza del territorio sul quale è sorto lo stess i Convento dei Paolotti di Grottaglie, in provincia di Taranto. Eidentità rupestre è dentro i suoi attraversamenti.
Tra grotte e pozzi.
In un incastro tra storia e messaggio religioso lo sguardo non può che restare puntato sulla educazione alla conoscenza di un bene culturale e ambientale di estremo interesse religioso in tutto il contesto riferito alla civiltà del rupestre e delle grotte. La visione e la concezione di un Santo Mediterraneo costituiscono una chiave di lettura fondamentale. C'è un rapporto importante tra il Chiostro e il vivere in grotta La civiltà rupestre assume una valenza storico-antropologica oltre che religiosa in una dimensione di simboli che richiamano sottolineature mediterranee.
Ecco perché si sono voluti creare modelli di comparazione con altre realtà Eesempio del chiostro di Maruggio (che appartiene ad un altro profilo storico e religioso, come documentato nello scritto di Tonino Filomena che compare nel testo) è una testimonianza che inserisce questa ricerca oltre i riferimenti legati a San Francesco di Paola Entriamo in un campo suggestivo sia dal punto di vista storico che religioso. Il racconto attraverso le lunette del Chiostro di Maruggio, comunque, è un viaggio di straordinaria importanza simbolica ma anche rappresentativa dal punto di vista dei processi Maruggio presenta una realtà di estremo interesse religioso e monumentale ma crea delle comparazioni anche dal punto di vista della lettura storica Non si esce, comunque, da quei parametri che d indirizzano verso l'idea di struttura mediterranea, i cui riferimenti sono una chiave di lettura fondamentale all'interno di un processo antropologico e di un contesto storico che è quello della cultura del rupestre.
Un percorso diverso rispetto alle realtà che rimandano a San Francesco di Paola ma importante proprio per una utile interpretazione di modelli comparativi su un tema di vasta portata religiosa e storico-monumentale.
Come leggerlo questo paesaggio? La storia è tra le case di pietre e tra i diroccamenti che in lontananza, di notte, sono un presepe di immagini e di luci. Questo paesaggio non si può ricostruire. Lo si può leggere. Lo si può ascoltare. Lo si può interpretare. Ma la storia vi cammina dentro ed è fatta del sonno degli uomini che vi hanno abitato. È fatta dai sogni dei popoli che d riportano i segni di un vissuto. Questi paesaggi sono entrati nell'in-terpretazione collettiva come i luoghi delle radici, dell'appartenenza, dell'identità, del passaggio tra i deh della storia e la storia stabilisce costantemente un dialogo con l'uomo, con il territorio, con la penetrazione di una riscoperta del paesaggio stesso come bene culturale e, quindi, come bene della comunità hi un percorso del genere non vi sono soltanto i segni della religiosità ma vi sono dentro storia e antropologia Vissuto di una comunità e identità perdute e ritrovate. Vi sono dentro tradizioni e infanzie di popoli abbandonati. Ricostruire, se pur letterariamente, dò è vivere un nuovo senso del tempo. I Chiostri i Conventi, i simboli e le testimonianze di una religiosità profonda sono beni culturali che devono essere riconsiderati e sui quali occorre un investimento serio se si vogliono tutelare e valorizzare non solo come patrimonio storico ma anche come patrimonio dell'anima fl Convento è uno di quei reperti che racconta la dviltà in un processo religioso che ha lasdato segni indelebili anche in una visione di modelli di comparazione. D'altronde sia il Convento sia la Chiesa che il Refettorio (nel caso di Grottaglie e non solo) non costituiscono tre spazi, o tre luoghi separati e avulsi dal corpus generale. Ma sono ben collegati tra loro e restano legami morfologicamente omogenei all'interno del territorio.
Attraverso la metafora del Chiostro si passa dall'omogeneità alle diversità degli affreschi e delle strutture; l'omogeneità o la diversità tra i Conventi degli ordini dei Paolotti e dell'ordine dei Francescani (di San Francesco d'Assisi); la lettura storica del territorio nel cui interno è ubicato il monumento. Ritorna qui l'esempio del Chiostro di Maruggio. Un'isola mediterranea
Il Mediterraneo non è solo una metafora che viaggia tra i circuiti di un sentimento popolare. È una coscienza storica che è dentro la consapevolezza dell'identità dei popoli. Memorie di pietra E queste pietre sono fatte di parola, di saperi di riti. Un collegamento diretto tra archeologia e storia bisogna fare in modo di difendere questo patrimonio cercando di difendere tutto il paesaggio. Un paesaggio che è fatto dall'uomo, un patrimonio che esiste se l'uomo riesce ad occuparsi del patrimonio come valore dell'esistere. Il Chiostro è un luogo ma anche una metafora dell'anima come si cercherà di sottolineare nelle pagine che seguono. Appunto, un'isola mediterranea



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