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Piano casa, unoccasione da non perdere anche per il Sud
Giuseppe Galasso
Corriere del Mezzogiorno Bari 7/6/2009

Le Regioni meridionali fanno bene a prendere sul serio il piano casa

Il piano casa del governo era una materia di discussione non esauribile nell'ambito politico, e neppure in quello dell'economia, che pure ne era un fine primario. La materia riguarda, infatti, tanto strettamente il campo urbanistico e sociale, ambientale e paesistico da far subito vedere che la discussione al riguardo non pu esserne solo politica o economica.

Del piano si finito, invece, col parlare ben poco. Effetto, certo, degli eventi sopraggiunti, che hanno monopolizzato lattenzione dellopinione pubblica, dal sisma abruzzese alla campagna elettorale, risoltasi in un dibattito su vita e opere di Berlusconi. Le speranze di chi pensava che i temi urbanistici, sociali, ambientali, paesistici, economici, politici implicati nella questione del piano casa costituissero un punto qualificante del confronto elettorale sono andate, cos, ben presto deluse. Intanto, proseguito, per, liter normativo e amministrativo del piano. Da una parte, si dovrebbe giungere entro un certo termine a una ridefinizione dellintervento legislativo a livello nazionale; dallaltra, le Regioni vanno preparando, per quel termine, gli interventi normativi di loro competenza, di cui quello nazionale finale dovr fare il debito conto.
A dire il vero, e comera prevedibile, la normativa in elaborazione presso le Regioni varia dalluna allaltra di esse. Solo la Toscana ha gi fatto la sua legge, che esclude da ogni deroga i centri storici e le case condonate e limita gli ampliamenti al 20% e solo per case uni o bifamiliari, oppure al 35% per chi demolisce e ricostruisce. In Piemonte si ammette, invece, la deroga ai piani regolatori, ma solo per villette uni e bifamiliari e per ledilizia sovvenzionata al di sotto di 1000 metri cubi, sempre che si realizzi un congruo risparmio energetico. Misure di favore si prevedono pure in Veneto per la bioedilizia (fino a un + 40%) e nella Provincia di Bolzano al fine di un alto standard energetico. In Friuli-Venezia Giulia si favorisce chi acquista una casa; in Liguria si pensa a un intervento per ben 200.000 case, ma con criteri di stretta tutela del territorio, privilegiati anche in Umbria. Nelle Marche si mira soprattutto a superare la crisi delledilizia. In Lombardia si pensa a incrementi del 20%, raddoppiabili dai Comuni; e al 40% si pensa pure in Val dAosta per alberghi e ristoranti. Le misure del 20 (per le villette) e del 35% (per demolizioni- ricostruzioni) sono previste anche in Campania, cos come a cambi di destinazione per capannoni da trasformare in abitazioni. In Puglia escludono le zone di pregio storico- culturale e/o paesistico da ogni intervento, lasciando il 35%, con incentivi, alle demolizioni-ricostruzioni ecosostenibili. In Sicilia si pensa a due interventi per incrementi del 20 o 30% secondo i casi, anche in deroga ai piani regolatori, ma rispettando le norme di sicurezza. A due interventi si pensa pure in Abruzzo, ma fermando tutto, per ora, in vista di regole pi severe. Trentino, Lazio, Molise, Basilicata, Calabria e Sardegna sembrano meno avanzate nel preparare le loro misure. necessario ora, certamente, che la discussione sul piano casa, passato il momento elettorale, riprenda e si svolga in tutte le sue implicazioni, e, ormai, sui testi da approvare in sede legislativa. In linea di massima, i testi regionali in preparazione, come si vede dai nostri brevi cenni, si muovono, ovviamente nellambito fissato dallindirizzo generale del governo. Le divaricazioni che si intravvedono sono, tuttavia, notevoli, e pongono varii problemi. Il punto principale , come notammo per il piano del governo, che non si elaborino sotterfugi per un condono anticipato o per dissimulate sanatorie. Soprattutto, i centri storici e i beni storico-culturali e paesistico-ambientali andrebbero tutelati con norme estremamente precise. La deroga ai piani regolatori preoccupante, se non ben definita per casi ristrettissimi e ben specificati, e cos pure le portate degli ampliamenti oscillanti fin oltre il 35%. Per le demolizioni-ricostruzioni, se io abbatto un vecchio edificio con vani di grande cubatura e lo ristrutturo in vani di cubatura minore, facendone cinque piani al posto di tre, poi con laumento del 35% giunger a sette piani e a un numero molto maggiore di appartamenti rispetto al 35% in pi di quelli del fabbricato iniziale? E con quali ripercussioni urbanistiche e sociali. E,infine, che cosa sono le villette ? E perch non tenere anche presenti le necessit sociali (case per studenti,, giovani sposi e simili)? Sono dubbi e sono problemi. Se, per, le Regioni del Sud, senza nulla sacrificare dei fini economici e sociali del piano, si illustrassero per norme ottime per il territorio e il paesaggio, per i beni storici e culturali, sulla sicurezza, sul piano ecosostenibile ed energetico, sarebbe molto bello. E sarebbe, poi, un modo concreto di rovesciare, su un punto strategico- politico rilevante, lopinione negativa del paese su di esse. Unoccasione da non perdere.



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