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Labbandono delle Biblioteche nazionali
Paolo Di Stefano
Corriere della Sera 7/6/2009

Deposito legale Gli editori devono inviare alle due Centrali copia della produzione: 60 mila novit lanno

Prestito Servizio solo al mattino, mentre in Francia sale aperte fino a sera
E si pensa di superare leredit ottocentesca scegliendo ununica sede

A Roma e Firenze 14 milioni di volumi, come a Parigi
Ma lItalia stanzia venti volte meno per la gestione


Le cifre, nella loro brutalit, dicono gi molto. E confrontando, a titolo di esempio, gli stanziamenti dello Stato italiano per le due Biblioteche nazionali centrali, di Roma e Firenze, con quelli francesi per la famosa Bibliothque Nationale (BnF) di Parigi, si rimane interdetti. Il rapporto di circa uno a venti: per la sola gestione, 4.5 milioni allanno da noi contro i cento milioni francesi. Eppure, quanto a dotazioni, i due istituti italiani nel loro complesso equivalgono a quello parigino. Siamo attorno ai 12-14 milioni di unit bibliografiche . Ma sulla questione del personale che si sono concentrate le pi recenti polemiche italiane dovute alla minacciata (e in parte gi realizzata) chiusura di alcuni servizi al pubblico delle nostre due maggiori biblioteche: meno di 500 impiegati tra Roma e Firenze, 2600 a Parigi. Un rapporto di 1 a 5.

Per capirci qualcosa nel dedalo delle biblioteche italiane necessario un breve excursus storico. Che Paolo Traniello, docente di Biblioteconomia a Roma 3 e autore di numerosi saggi sullargomento, ha ben chiaro: Con lUnit le varie biblioteche esistenti furono assorbite nellamministrazione statale e oggi la situazione rimasta quella ottocentesca. Bisogna distinguere due grandi gruppi: le biblioteche pubbliche dello Stato e le biblioteche gestite dagli enti locali, che sono diverse migliaia e la cui consistenza varia, dalla Sormani di Milano alle minuscole realt rionali, in netta crescita. Le statali, che fanno riferimento al ministero dei Beni culturali, sono 36, tra cui istituti di grandissimo pregio (dalla Braidense alla Marciana, allAngelica): Nove ricorda Traniello portano ancora sulla carta la definizione di nazionali, perch svolgevano funzione nazionale nei rispettivi stati preunitari e diverse sono le biblioteche universitarie, che si trovano negli antichi atenei, da Pavia a Padova a Pisa.

Sono due, invece, le Nazionali a tutti gli effetti, ovvero le Nazionali centrali, quella di Firenze, che nacque nel 1861, e quella di Roma, fondata nel 1875. Che cosa significa a tutti gli effetti? Significa che hanno compiti che le altre non hanno: conservare lintero patrimonio bibliografico italiano (i libri e i periodici, oltre al ricchissimo tesoro dei fondi antichi), acquisire e catalogare le nuove pubblicazioni (un flusso di 50-60 mila novit librarie e circa 300 mila numeri di testate allanno), informare il pubblico attraverso bollettini completi. Per le nuove acquisizioni vige in Italia il diritto di deposito legale, per cui leditore tenuto a inviare alle due Centrali copia delle sue produzioni. Insomma, le Biblioteche nazionali rappresentano, come ovunque nel mondo, la cultura del Paese, la custodiscono e la tramandano alle generazioni future. Il numero abnorme di biblioteche statali precisa Traniello un gravame notevole sulle spalle dellamministrazione, specie per il personale, che assorbe la gran parte degli stanziamenti .

Nasce da qui il recente casus belli. Se da una parte le entrate per la gestione sono state decimate, anche vero che da un decennio circa gli impiegati dei due istituti sono progressivamente diminuiti (quasi dimezzati), e i direttori faticano a mantenere gli stessi orari di servizio al pubblico. Cos, dopo Roma, anche Firenze ha deciso che da luglio chiuder la distribuzione pomeridiana, a differenza di quel che accade a Parigi, dove il servizio funziona fino alle otto di sera, domenica compresa. Due giganti moribondi e abbandonati. Lultima preoccupazione dei politici, in questo momento. Anche se le due Nazionali ospitano quotidianamente studenti, ricercatori, studiosi: sui 700 mila in totale.

Forse sarebbe una passo avanti se lanomalia italiana della doppia Nazionale fosse rivista: in fondo negli altri Paesi ne basta una. Ida Antonia Fontana dirige la sede di Firenze: difficile razionalizzare un sistema cos stratificato. Anche in Germania ci sono una sede centrale a Francoforte, una distaccata a Lipsia e una sezione audiovisiva a Berlino. Caduto il Muro, i vari Stati dellEst misero a disposizione enormi finanziamenti per costruire bellissime biblioteche nazionali: in Croazia, in Estonia Erano la dimostrazione fisica dellindipendenza. E da noi? Si potrebbe dire che Roma, dove confluirono i fondi dei conventi e dei monasteri soppressi, la biblioteca della cultura religiosa, mentre Firenze la cultura civile. Come si fa a riunirle?.

La direttrice Fontana risale piuttosto a una scellerata legge del 79 per mettere a fuoco i problemi attuali: Si riempirono di organici i cosiddetti giacimenti culturali, facendo pervenire giovani in esubero, e da allora non sono pi state fatte assunzioni. Il risultato che il personale invecchiato, e negli ultimi tredici anni sono andati via 150 impiegati senza essere sostituiti: La loro esperienza e i loro saperi sono andati perduti e non sono stati trasmessi a nessuno, gli ultimi lavoratori hanno sui sessantanni Cos si creata una cesura incolmabile nel passaggio di competenze e si sono prodotti problemi quotidiani urgenti per mancanza di persone che possano fare anche i lavori pesanti richiesti da una struttura come la nostra, nei cui magazzini arrivano tra i 70 e i cento pacchi al giorno. Il risultato un arretrato preoccupante nella catalogazione: 150 mila volumi e la met delle 15 mila testate in arrivo continuo.

C poi il capitolo informatico: le schede digitali da compilare, un sistema SBN che offre informazioni online su un catalogo unico nazionale, il Tesaurus da implementare ogni sei mesi, la consapevolezza che le schede elettroniche sono pi deperibili della carta. Resta il sospetto che si possa verificare uno spreco di energie se Roma e Firenze catalogano gli stessi volumi: Gi adesso le due biblioteche interagiscono osserva Fontana e presto andranno ad agire come polo unico, in modo che la catalogazione nostra serva a Roma e viceversa. In futuro Roma dovrebbe lavorare soprattutto sulla fruizione e noi sulla catalogazione . Anche Traniello ritiene inutile uneventuale riduzione a una sola Nazionale ma dice: Potrebbero trasformarsi in una sola struttura pur mantenendo le due sedi: la cosa pi importante che le altre biblioteche vengano trasferite agli enti locali e le universitarie alle rispettive universit, in modo da sgravare il ministero. la formula adottata con successo in Spagna, dove la gestione di trenta biblioteche passata alle comunit autonome .

Sulla enorme sproporzione finanziaria rispetto agli altri paesi insiste Osvaldo Avallone, da sei anni direttore della Biblioteca nazionale di Roma. Avallone lamenta la riduzione del personale da 400 a 280 unit: Andando avanti cos fra dieci anni non ci sar pi nessuno e la trasmissione di saperi si perder del tutto. Se dovesse parlare con il ministro competente? Chiederei il ripristino delle risorse che cerano nel 2001, in modo da recuperare la piena funzionalit della Biblioteca. Come funzionario posso solo dire che a differenza dellAlitalia noi rappresentiamo la vera identit nazionale, la memoria storica, le radici, il presente e il futuro. Si ricade sulle colpe della politica. Con unavvertenza: La tradizione di insensibilit per le biblioteche una costante di tutti i governi, senza eccezioni.



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