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LA POLEMICA: Fa discutere la normativa su beni culturali e paesaggio firmata dal ministro Urbani e presentata oggi a Roma
Pasquale Esposito
IL MATTINO 29-APR-2004

Il Museo di Capodimonte fino a pochi mesi fa sede della Soprintedenza, ora a Sant'Elmo.

Sul Codice voci di protesta.

Critici Spinosa, Guglielmo e Donatone, favorevole De Negri (Archivio di Stato)

SAR presentato questa mattina, ma le polemiche son sorte subito, al varo in Consiglio dei ministri, il 16 gennaio scorso, del Codice dei Beni culturali e del Paesaggio: nell'imminenza della presentazione - oggi alle 12 a Roma da parte del ministro Urbani con l'intervento di Sabino Cassese e Salvatore Settis - le perplessit, le contrariet si sono rifatte vive. Aumento di lavoro contestualmente alla carenza di organici, rischio di soppressione per alcune Soprintendenze (Pompei tra queste) e -peggio, e pi ancora - rischio di alienazione (leggi: vendita) di alcuni edifici monumentali: attorno a questi tre punti si arroccano le ragioni di quanti non apprezzano il "Codice" di Urbani, che tra i suoi commi conterrebbe - dicono i critici pi allarmati - le condizioni per una sanatoria programmata di abusi, perpetrati e perpetrabili, e per peggiorare lo stato della tutela e della conservazione dei beni culturali e paesaggistici. Esattamente il contrario di quanto afferma Urbani.
, quello della vendita, uno dei punti-cardine della protesta, della polemica. Le Soprintendenze devono dare un parere, entro 120 giorni, alla richiesta di alienazione di un immobile di pregio storico-monumentale ( il caso, a Napoli, della ex Manifattura Tabacchi a via Galileo Ferraris: in un primo momento nell'elenco c'era - pare - anche la Certosa di San Martino...) ma dagli uffici territoriali di chi ha la responsabilit del patrimonio museale non uscita una voce favorevole a questa normativa, che prevede la "tagliola" del silenzio-assenso: se non ci sar il parere, equivarr ad un "s" e il monumento (certo, non il Colosseo...) passer ai privati.
Contro questo aspetto, e altri passaggi del "Codice", si pi volte espresso il soprintendente per il Polo museale di Napoli, Nicola Spinosa: Abbiamo pochissimo personale, come pensabile in queste condizioni di poter rispondere alle richieste d'acquisto? Il rischio di dare via libera alle alienazioni, stando cos le cose, altissimo.... E il suo collega di Palazzo reale (Beni ambientali, architettonici, artistici, storici, paesaggistici) Enrico Guglielmo, concorda: II "Codice" ci carica di compiti e impegni, ma contestualmente assistiamo ad un depauperamento delle risorse umane e finanziarie, invece che ad un potenziamento delle stesse... Sul fronte paesistico, poi, la nuova normativa priva le Soprintendenze del parere di annullamento: dall'entrata in vigore del "Codice", sabato, questo parere diventer non vincolante, un sindaco potr andare avanti nella redazione dei piani paesistici anche in difformit di quanto sosterranno le Soprintendenze... Certo, potremo ricorrere al Tar, ma a che cosa servir?.
Ma quale attendibilit pu avere la legge di un ministro che dipende totalmente da Tremonti? si chiede con la consueta vis polemica il presidente della sezione napoletana di Italia Nostra, Guido Donatone. Che continua: A livello nazionale prepareremo un documento per esprimere tutta la nostra contrariet al "Codice" che comporta molti e seri rischi per il patrimonio artistico e paesaggistico nazionale: tra questi, per limitarci alla Campania, il passaggio alle Regioni di alcuni beni come la Reggia di Caserta, il che vuol dire che sar l'assessore il responsabile delle decisioni. E il soprintendente che fa, il funzionario dell'assessorato? Le Soprintendenze, poi, vengono incaricate di un lavoro di catalogazione impensabile per quantit assoluta e ancor di pi in relazione alle carenze d'organico pi volte lamentate. Quanto al coinvolgimento dei privati, Italia Nostra non pu che manifestare grandi perplessit per un'apertura senza regole nella gestione dei beni culturali. In definitiva, per noi il "Codice" non assicura garanzie di tutela n ai monumenti n al paesaggio, siamo preoccupati per la possibilit di vendita di edifici storici che il "Codice" contempla.
Tra tante voci di dissenso, c' chi guarda con fiducia alle nuove norme. Nel settore di cui ho competenza - spiega Felicita De Negri, direttrice dell'Archivio di Stato - il "Codice" da accogliere positivamente perch finalmente i beni archivistici vengono considerati beni culturali: mi sembra, questo, un aspetto importante, gli Archivi dovrebbero essere valorizzati e tutelati dalla nuova normativa. Certo, ci sono aspetti da capire meglio... Il lavoro aumenter? La catalogazione in parte gi partita, ad ogni modo noi siamo pieni di buona volont.



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