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Tra demanio e patrimonio oltre 26mila i beni dello Stato
Saverio Fossati
Il Sole 24 Ore 27-APR-2004

AGENZIE FISCALI Nella convenzione con l'Economia il dettaglio dei dati sugli immobili pubblici.
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ROMA Pi trasparenza nel contratto di servizi dell'agenzia del Demanio, che si appresta a fronteggiare una "crisi di vocazioni" di notevoli proporzioni.

Quest'anno per la prima volta dalla sua trasformazione in ente pubblico l'Agenzia, diretta da Elisabetta Spitz, ha stipulato con il ministero dell'Economia un contratto di servizi triennale (2004-2006).
La convenzione 2003 comunque, secondo l'Agenzia, si chiusa con il raggiungimento degli obiettivi al 100 per cento.

Ma il dato pi importante, descritto con chiarezza negli allegati dal contratto, la situazione dei beni di demanio e patrimonio dello Stato. I beni demaniali in s e per s sono solo
2.550 (escluse le coste del demanio marittimo), variamente gestiti e con diversi destinatari delle relative entrate (si veda la tabella qui a fianco).

Ma sul resto dei beni, che costituisce il patrimonio dello Stato, che il Demanio punta.
Soprattutto sul patrimonio disponibile vero e proprio, con oltre 6mila terreni, 8mila fabbricati non abitativi e 562 abitativi, gestibili secondo criteri economici.

Il resto , in sostanza, bloccato (cio indisponibile): sono prevalentemente fabbricati abitativi (circa 8mila) affidati agli Iacp e immobili non abitativi (circa 3.200) che servono a ospitare pubbliche amministrazioni. Per questi ultimi sarebbe prevista la possibilit di una dismissione anche in blocco, rimasta per nel limbo.

Uno degli aspetti pi evidenti del nuovo spirito imprenditoriale costituito dalle tariffe: per ogni tipo di servizio che verr chiesto al Demanio, l'Economia pagher in percentuale o a forfait.
Per il 2004 stato per fissato l'importo massimo di 137,75 milioni, sulla base di un valore di libro di 30 miliardi per i beni patrimoniali.
Si tratta di un valore assolutamente simbolico, perch il valore di mercato subordinato alla ricognizione da ultimare entro il 2005.

La gestione dei beni patrimoniali,
comunque, coster lo 0,2% (quindi 60 milioni, a fronte di una redditivit netta di 39,6), mentre per quella dei beni demaniali c' un forfait di 20 milioni.
Ma per il 2006, ultimato il censimento nel 2005, le entrate potrebbero aumentare di parecchio, dato che i valori di libro sono probabilmente meno della met di quelli di mercato. E il Demanio comincer a essere una potenza economica e una miniera d'oro.

I problemi, probabilmente transitori, potrebbero nascere dall'esodo dei dipendenti, cui stata data la possibilit di scegliere se rimanere nel nuovo ente pubblico e o transitare nell' amministrazione finanziaria o ad altra Pa.
Si tratta di almeno la met dei dipendenti dice Sebastiano Callipo, segretario generale del sindacato Salfi . E a sostituirli potrebbero essere chiamati stagisti neolaureati e contrattisti con master. Ma ci che ci preoccupa la riduzione delle relazioni sindacali a pura forma.

Il Demanio, che non quantifica l'"esodo", getta acqua sul fuoco: L'Agenzia si sta impegnando a fondo per garantire a tutti la possibilit di una ricollocazione al dipartimento delle Politiche fiscali e o in altre amministrazioni. E smentiamo difficolt di relazioni sindacali.





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