NAPOLI — Galleria Principe, restauro scempio Luca Marconi Corriere del Mezzogiorno, 21 APRILE 2009
Monumenti Il progetto del gruppo Romeo. Vandali: dopo Castel dell’Ovo scritte al Maschio Angioino
Vernice nera sulle basi di piperno. Gli operai: pochi soldi e bisogna fare presto
Non è solo un danno estetico alla struttura borbonica: la pittura impedisce alla pietra di respirare e col tempo potrebbe cedere
I commercianti hanno visto i restauratori sgomenti «fuggire» dalla Galleria Principe Umberto quando un gruppo di operai ha cominciato a spennellare di nero pilastri e scale in piperno, tra l’altro spiegando, a chi chiedeva che stessero facendo, che «non ci sono soldi per finire i lavori e si deve far presto ». Gli esperti del comitato di Portosalvo con la macchina fotografica hanno ripreso lo scempio. E come già per i graffiti realizzati da un writer sul piazzale dei cannoni a Castel dell’Ovo l’altro giorno, o apparsi sulla facciata di Castelnuovo o per il basolato borbonico della Rotonda Diaz che finisce in mare, anche per la Galleria Principe, altro restauro annunciato in pompa magna — al quale ha partecipato, tra l’altro, la onnipresente multiservizi napoletana, la Romeo Gestioni del gruppo Romeo — non è chiaro dove siano finiti i massimi organi di vigilanza, le soprintendenze. «Alla conclusione dei costosissimi lavori di restauro della Galleria Principe, che l’amministrazione ha annunciato come 'il nuovo salotto della città', si ammirano già gli straordinari effetti del pessimo intervento estraneo ad ogni metodologia di conservazione dei beni culturali» protesta Portosalvo denunciando, con Pariante, «lo scempio sulla Galleria, patrimonio mondiale Unesco». Se i graffiti sulla facciata della Galleria non sono stati rimossi, in compenso i basamenti in piperno sono stati verniciati con pitture nere, «un intervento inaccettabile», «condotto da presunti restauratori che hanno cancellato in maniera violenta l’unità stilistica dei portali d´ingresso della galleria», sostengono Rizzo, Mottola e Vitiello, gli esperti del comitato, secondo i quali «la verniciatura dei basamenti è contro qualsiasi norma e quella vernice removibile solo con sostanze abrasive — ma a che prezzo?— non permette al piperno di traspirare e col passare degli anni causerà gravi danni alla pietra». Il progetto complessivo è magnificamente illustrato sul sito del Gruppo Romeo-Romeo Gestioni dove si legge: «Il programma di riqualificazione funzionale della Galleria Principe di Napoli, nasce dall’esigenza di rafforzare l’azione di recupero del centro storico già avviata dal Comune di Napoli. Romeo Gestioni, forte della sua esperienza e del ruolo di advisor per il Comune, ha elaborato un modello di gestione integrata predisponendo il progetto generale sia nelle parti comuni, sia nelle singole unità immobiliari e proponendo il raggiungimento di tre principali obiettivi di carattere sociale ed economico: promuovere l’attività turistica cittadina; riqualificare il tessuto storico monumentale; assicurare un corretto restauro filologico e la valorizzazione dell’immobile di pregevole fattura..». Peccato per quei basamenti listati «a lutto» (da chi, è tutto da scoprire). Nemmeno i graffitari degli ultras del centro antico avrebbero potuto fare di meglio.
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