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ABRUZZO - Palazzo a tre piani spunta tra i calanchi
Marco Mutoschi
il Centro 08/03/2009

ATRI. Una grossa palazzina in costruzione sul crinale di un calanco, alle porte di Atri, scatena polemiche nella città ducale. Il costruendo edificio, esteso ed imponente, è sorprendentemente spuntato nel bel mezzo di un’importante area protetta, cioè la riserva regionale ed oasi Wwf dei calanchi, in un contesto paesaggistico di grande pregio, unico per la presenza di calanchi. Oltre a far storcere il naso a molti cittadini e turisti, quella impattante struttura in cemento non è andata giù agli ambientalisti, i quali hanno chiesto ufficialmente spiegazioni al riguardo al Comune di Atri, l’ente a cui compete il rilascio delle concessioni edilizie. A contestare l’approvazione di quel progetto edificatorio di un privato sono stati il Wwf ed Italia Nostra. «Circa tre mesi or sono, assieme ad Italia Nostra, con due lettere abbiamo chiesto chiarimenti al Comune circa quel cantiere, chiedendo anche la convocazione del comitato della riserva», spiega in una nota Augusto De Sanctis , coordinatore regionale delle oasi Wwf, «infatti l’ufficio della riserva non era stato messo a conoscenza né di richieste di concessione edilizia, né tantomeno del rilascio della stessa». E gli organi del parco «non erano stati coinvolti neanche nella valutazione di incidenza ambientale». Dopo le lettere degli ambientalisti, però, il Comune ha riunito il comitato della riserva per illustrare l’iter della concessione edilizia rilasciata. «In quella sede ci hanno mostrato alcuni documenti», riferisce De Sanctis, «e comunicato che, da un sopralluogo, erano risultate delle difformità nei lavori eseguiti rispetto al progetto consegnato. Di conseguenza, l’ufficio tecnico del Comune aveva emesso un’ordinanza per la sospensione dei lavori». Ora l’ufficio legale regionale e nazionale del Wwf sta valutando tutto l’incartamento, per capire se la concessione edilizia potesse essere data e, in tal caso, se potesse essere concessa in quei termini. Da quanto appurato dall’associazione ambientalista, nel 1996 ci fu la prima richiesta di demolizione e ristrutturazione di un vecchio edificio preesistente, con una prima concessione data in quell’epoca. Poi i lavori sarebbero stati sospesi per anni, con una nuova richiesta di riattivare il cantiere fatta nel 2006.



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