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IRAQ: Archeologi USA contro il Pentagono, rischi a Ninive
24/01/2003 17:42


(ANSA) - NEW YORK - Gli archeologi americani sono scesi in guerra contro il Pentagono. A colpi di lettere e testimonianze sui giornali hanno messo in guardia i generali di George W. Bush da un particolare tipo di danno collaterale: le rovine di Ninive, l'antica capitale assira che Sennacherib 2700 anni fa pose al centro della civilta'. Ninive e' solo uno delle migliaia di siti archeologici - scavati e non scavati - che potrebbero venire danneggiati forse per sempre dalle bombe intelligenti di Bush: ''Tutto l'Iraq e' un sito archeologico'', ha messo in guardia McGuire Gibson, studioso di civilta' mesopotamiche all'universita' di Chicago e uno degli esperti che hanno lanciato l'allarme. Il caso di Ninive e' particolare: i tesori del palazzo di Sennacherib, i suoi colossali leoni alati e le sfingi a testa di leone, sono da oltre un secolo in salvo nei musei di Parigi e di Londra. Nel 1991 i bombardamenti della Guerra del Golfo hanno incrinato le strutture ancora in situ e nuovi raid, inevitabili perche' le rovine sono adiacenti a una torre radar irachena, darebbero certamente loro il colpo di grazia. Gli archeologi hanno manifestato il loro allarme direttamente al ministro della Difesa Donald Rumsfeld: Rumsfeld - ha dichiarato un portavoce del Pentagono - li ha invitati a fornire informazioni supplementari. ''I nostri leader civili e militari dovrebbero conoscere l'ubicazione dei luoghi religiosi e culturali piu' significativi dell'Iraq: noi siamo disponibili a dare loro una mano'', ha detto Ashton Hawkins, presidente dell'American Council for Cultural Politics. Ma sono gli stessi archeologi ad ammettere che il compito e' arduo: secondo alcune stime l'Iraq - centro delle culture sumera, amorita, persiana, omayyade, abbaside, mongola e ottomana - e' ricco di centinaia di migliaia di siti, molti dei quali mai scavati e neppure contrassegnati come tali. La protesta degli archeologi americani riecheggia quella di undici anni fa: durante la prima guerra del Golfo gli studiosi dell'arte artica inviarono petizioni ai militari Usa chiedendo di fermare le bombe o quanto meno limitare i raid risparmiando monumenti o antichita' del paese di Saddam Hussein. Il loro allarme non si era rivelato infondato: dopo il cessate il fuoco era venuto in luce che l'antico ziggurat di Ur era stato crivellato di bombe come un formaggio groviera, mentre nel sito ancora non scavato di Tell al Lahm i soldati Usa avevano provveduto a ricavare trincee in quelle che ritenevano fossero colline ma erano invece cumuli contenenti rovine. Anche siti non presi direttamente di mira soffrirono nel 1991: crepe vistose si aprirono nell'arco di Ctesifonte, una trentina di chilometri a sud di Baghdad, a causa delle vibrazioni provocate dalle bombe. (ANSA).



http://www.ansa.it/beniculturali/fattidelgiorno/20030124174298053/20030124174298053.shtml


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