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Le caserme? Hotel a 5 stellette
Carlo Mercuri
Il Messaggero 7/3/2009

La Difesa presenta i gioielli da dismettere: potrebbero diventare alberghi.

Sono un migliaio i beni della Difesa da dismettere, duecento dei quali sono considerati di grande pregio artistico. Nel catalogo , che l'Amministrazione presenterà nei prossimi giorni nientemeno che al Mipim di Cannes, c'è l'Arsenale di Venezia, il castello aragonese di Brindisi e altri capolavori. Alcune strutture site in aree di particolare valore artistico o paesaggistico potrebbero essere riconvertite in alberghi. Vendita, affitto o permuta che sia, il ricavato dovrebbe andare soprattutto alla costruzione di nuove case per i militari.
ROMA - Sullo schermo dietro le spalle del ministro La Russa scorrono immagini di opere d'arte: l'Arsenale di Venezia, il Castello aragonese di Brindisi (quello del ponte levatoio), il Palazzo Brasini di Taranto; poi delle diapositive da mari del Sud: l'isola Palmaria di fronte a La Spezia, Punta Cugno ad Augusta dove ci sono i depositi della Marina, l'isola di Sant'Andrea a Venezia. E poi ancora palazzi, palazzine e palazzoni, che sono caserme ma che sembrano residenze patrizie, tutte nei centri storici delle principali città italiane. Sono i gioielli della Difesa, un migliaio circa di opere censite in tutt'Italia (di cui 200 considerate di gran pregio), considerate non più immediatamente funzionali alle nuove esigenze del nostro strumento militare e perciò dichiarate dismissibili . Il catalogo con tutte le bellezze artistiche italiane messe in vendita sarà presentato nei prossimi giorni al Mipim di Cannes, la principale fiera immobiliare del mondo. Abbiamo detto bellezze messe in vendita ma non è proprio esatto. Infatti il ministro La Russa ha affermato, testuale, che «non andiamo lì per vendere ma per far conoscere le opportunità di investimento future su immobili di gran pregio». Pare che a Cannes ci sia già la fila di prenotazioni allo stand della Difesa italiana. Perché non tutto si potrà comprare, è logico (come si potrebbe vendere l'Arsenale di Venezia?); ma molto si potrà affittare e molto altro ancorasi potrà permutare. Come spiega il sottosegretario Guido Crosetto, l'uomo che rappresenterà ufficialmente l'Italia allo stand di Cannes, «molti di questi beni verranno dismessi e ceduti a Comuni, Province e Regioni in cambio di infrastrutture sostitutive utili alla Difesa o di manutenzione su altri edifici militari; altri ancora, è il caso degli ex arsenali, potrebbero essere venduti o affittati all'industria privata, per una riconversione civile. E infine, ci saranno le strutture che potranno essere trasformate in alberghi». Si tratta, in quest'ultimo caso, di residenze militari in zone di interesse turistico, che potrebbero passare a una gestione civile. Sono dunque cominciate le grandi manovre: tra pochi giorni Comuni, Province, Regioni o altri Enti interessati potranno partecipare all'asta. Essi tratteranno direttamente con la Difesa servizi Spa , l'Agenzia che sta attendendo il sì del Parlamento per iniziare a funzionare («Vogliamo far capire che ci stiamo dotando di strumenti più snelli», ha detto La Russa). L'obiettivo delle dismissioni? Risponde La Russa: «Migliorare l'operatività e l'efficienza dei nostri militari. E per farlo ci sono due strade, entrambe da percorrere: il riordino del settore e maggiori introiti». Se si pensa che uno dei punti più critici dell'Amministrazione della Difesa è la carenza degli alloggi peri militari, è facile ritenere che molte delle trattative con gli Enti locali abbiano proprio questo come scopo principale: io ti do una caserma a te in pieno centro storico urbano per farne quello che vuoi e tu, in cambio, dai a me una soluzione abitativa per un certo numero di famiglie di militari. Un do-ut-des che potrebbe funzionare. Quanto al riordino, La Russa procede spedito per accorpamenti e riduzioni. Ieri, dopo il Consiglio dei ministri, ha annunciato che «la cassa previdenze delle.Forze armate era divisa in sei e l'abbiamo riordinata, costituendo una sola cassa e un solo consiglio d'amministrazione». Altri Enti riordinati dalla Difesa sono stati la Lega navale, l'Unione italiana Tiro a segno e l'Unione nazionale ufficiali in congedo.



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