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Parco del Cilento, internet e il satellite incastrano i costruttori abusivi a Camerota
Patrizia Capua
la Repubblica, Napoli - 04-03-2009

Sovrapponendo le immagini satellitari di Google Earth e Visual di Pagine gialle.it la Guardia di Finanza ha bloccato una sfacciata violazione del vincolo paesaggistico, nel cuore del Parco del Cilento. Così a Marina di Camerota è stata bloccata una lottizzazione abusiva che sorgeva al posto di una vasta area di macchia mediterranea nonostante i vincoli urbanisti


MARINA DI CAMEROTA (Salerno) - Google earth, il satellite che fotografa le nostre città, non aggiornato, mostra la collina prima dello scempio, e Visual di Pagine gialle.it quella della lottizzazione in corso, al posto di una vasta area di macchia mediterranea. Un pugno nello stomaco. Agli uomini della Guardia di finanza è bastato sovrapporre le schermate per verificare l'impatto sul territorio di 22 villette del condominio "Castello". L'inchiesta che ha portato ai sigilli dell'intera area di 30 mila metri quadrati, con trenta unità abitative previste, è nata quasi per caso a dicembre 2008. Sequestrati anche i viali di collegamento e la strada costruita dal Comune prima della lottizzazione, come variante dal porto in su, verso via Bolivar.


Nora Sciré e Carmelo Mola, tecnici della soprintendenza di Salerno, hanno visto le ruspe in azione che divoravano pezzi di roccia sulla collina. Sono andati a cercare in archivio le carte di quella lottizzazione e gli è basta poco per scoprire che era tutto abusivo. "La colata di cemento", come la chiama il procuratore capo di Vallo di Diano, Alfredo Greco, che ha messo sotto indagine 42 persone. A cominciare dal capo dell'ufficio tecnico di Marina di Camerota, l'indagato principale, l'architetto Pietro D'Agostino. "È una sfacciata violazione del vincolo paesaggistico, nel cuore del Parco del Cilento, patrimonio dell'Unesco" s'indigna Greco che l'anno scorso ha avviato un'inchiesta molto simile a Pisciotta, "l'attività predatoria nel Cilento, purtroppo, si sta diffondendo".

Quattro anni prima, la soprintendenza aveva dato un parere di massima sulla lottizzazione, ma nessun ok sui progetti esecutivi. La piccola task force antiabusivismo, l'architetta ex volontaria del terremoto, e l'ingegnere, venuta a Camerota per controlli ai lavori del porto turistico, ha fatto i controlli che fino a quel momento a nessuno, ma proprio nessuno, erano sembrati necessari. Negli atti dell'indagine si legge che "la collina è stata selvaggiamente aggredita soprattutto con rilevanti e superflui sbancamenti anche in roccia e con costruzioni che per la diversa tipologia e consistenza, hanno determinato un impatto paesaggistico notevole". Ville con il tetto a coppi, rifinite con pietra viva, alcune costruite nella roccia. Gli inquirenti parlano di "danni irreparabili".

Tutto abusivo, semplicemente perché privo di autorizzazioni. "Non c'è un piano attuativo" spiegano gli investigatori, "con indicazioni progettuali dettagliate che possano giustificare le villette, i terrazzamenti, i giardini, le strade, i riporti di terreno, muri di roccia". Francesco Iannuzzi, sindaco dal 1993 al 1998, ex consigliere di minoranza nella giunta di centro destra guidata da Antonio Troccoli, sindaco fino al giugno scorso, racconta: "Quando la lottizzazione arrivò in Consiglio comunale, c'era il parere di conformità dell'ufficio tecnico, e fu approvata all'unanimità. Invece ci voleva un piano particolareggiato di dettaglio, una "super dia" e le autorizzazioni della Soprintendenza. Quando io ero sindaco è stato approvato il Ptp, piano territoriale paesistico, ma dopo cinque mesi mi hanno fatto lo sgambetto. È arrivato Troccoli, dirigente dell'Agenzia delle entrate rimosso, sindaco per 9 anni. Ha approvato il Piano regolatore e lì ci si è sbizzarriti, con le speculazioni di seconde e terze case, che hanno stravolto il territorio".

I sigilli sono stati apposti anche a due lotti già abitati. Per loro c'è il sequestro con "facoltà d'uso". In uno di questi c'è la famiglia di Giovanni Parlati, 51 anni, malato di sclerosi multipla. "La prima casa costruita dall'ingegnere Leo, è stata la nostra, due anni fa. Non siamo abusivi", assicura la moglie Eugenia Sasso, "abbiamo tutte le licenze, il permesso del Parco. Giovanni ora è felice davanti alla sua finestra affacciata sul mare. Non si può non avere niente dalla vita".

Il problema, si domanda Iannuzzi, è: "La tutela paesaggistica può essere veramente decentrata ai Comuni? Si può affidargli la gestione dei condoni e delle sanatorie?". Nella lottizzazione ci sono anche ex amministratori come Francesco Leo, titolare di imprese e proprietario di un lotto, e ora candidato sindaco perché a Camerota, commissariata, a giugno si votE
(03 marzo 2009)

http://napoli.repubblica.it/dettaglio/parco-del-cilento-internet-e-il-satellite-incastrano-i-costruttori-abusivi-a-camerota/1599095


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