FIRENZE - Opificio, Isabella Lapi Ballerini nuovo soprintendente Valeria Ronzani Corriere fiorentino 26/02/2009
È arrivata ieri l'ufficialità: Isabella Lapi Ballerini è il nuovo soprintendente dell'Opificio delle pietre dure di Firenze. Di lei a capo dell'Opificio si era già parlato allorché lo scorso anno il Ministero decise la nomina di Bruno Santi. La Lapi Ballerini, era il maggio del 2008, fu dirottata alla soprintendenza di Lucca e Massa Carrara, fino a quel momento gestita con un interim proprio da Santi. Che era all'epoca soprintendente dei beni storico artistici per le provincie di Firenze, Pistoia e Prato, triturata nell'ennesima riforma ministeriale. Tanto per non smentirsi, il Ministero dei beni culturali ha deliberato che la Lapi Ballerini conserverà, contestualmente alla titolarità dell'Opificio, l'interim della soprintendenza di Lucca e Massa Carrara. Un'impegnativa soprintendenza mista, dai beni storico artistici, a quelli architettonici, al paesaggio. «Sono orgogliosa, e naturalmente felicissima di avere la responsabilità di un istituto prestigioso come l'Opificio - ci dice-. Non voglio pronunciarmi sulle problematiche che dovrò affrontare, immagino siano legate soprattutto all'autonomia, se ne parlerà quando ci sarò entrata veramente dentro». Provando intanto a clonarsi per proseguire nella gestione della soprientendenza lucchese. «Continuerò nell'alveo di quanto fatto finora, con un forte impegno anche sul fronte della tutela paesaggistica, basti dire che sotto la competenza di Lucca c'è tutta la Versilia». A completare il quadro, solo a novembre dello scorso anno, una manciata di mesi fa, la Lapi Ballerini aveva ricevuto la nomina ad interim della soprintendenza ai beni storico artistici della Liguria. Che naturalmente, almeno quella, sarà dirottata verso altri lidi. Intanto Bruno Santi, soprintendente in scadenza dell'Opificio, ha quasi ultimato il conto alla rovescia che lo separa dalla pensione: «Farò un salto anche sabato, perchè mi sento ancora coinvolto a tutti gli effetti. Sono stato soprattutto un ponte fra Cristina Acidini, che mi ha preceduto, e chi mi succederà. Da aprile 2008 sono passati appena 10 mesi, la nomina ufficiale è arrivata addirittura nell'agosto del 2008». Dieci mesi molto molto intensi. «In questo periodo ho avuto la fortuna di assistere alla conclusione di restauri importanti, come la Madonna del Cardellino di Raffaello » riflette Santi. «C'erano anche diverse questioni da mettere a punto, un'ordinaria amministrazione, ma veramente intensa per la complessità dell'Istituto e la limitatezza delle risorse», minimizza, riferendosi a problemi che così ordinari non sono. Tipo il paventato assoggettamento al romano Istituto centrale del restauro, sventato quasi a furor di popolo fiorentino, o l'autonomia, ormai in dirittura di arrivo, ma ancora da limare nei risvolti ministeriali. «Una cosa importante: finalmente abbiamo il regolamento dell'autonomia dell'Opificio. Firenze era già a posto, mancavano ancora alcuni adempimenti a livello centrale. Proprio pochi giorni fa ero a Roma e direi che siamo in dirittura d'arrivo». |