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SARDEGNA - «Legge sul paesaggio? La cambieremo per ridare sviluppo»
Roberto Petretto
La Nuova Sardegna 06/02/2009

ORISTANO. Dopo aver mancato l’elezione alla Camera, Giovanni Marras, deputato di Forza Italia per due legislature, riparte dal consiglio regionale. O, perlomeno, ci prova. Suscitando anche qualche malumore nel partito, tra coloro che erano convinti di non avere un concorrente così ingombrante. Nel suo fortino di via Pietri, Marras dirige un manipolo di fedelissimi per la caccia al voto. - Da deputato a candidato al consiglio regionale: non è una diminutio? «No, per me non lo è. Anche perché avevo detto, in tempi non sospetti, che, una volta conclusa l’esperienza in parlamento, mi sarebbe piaciuto dedicarmi alla politica regionale. Non è un ripiego, è un’ambizione». - Però questa candidatura ha prodotto innanzitutto un bel po’ di malumori in Forza Italia... «La richiesta di poter essere candidato avrebbe potuto creare frizioni se qualcuno fosse stato escluso. Ma così non è stato. Il partito, ai massimi livelli, mi ha chiesto di candidarmi, perché si è ritenuto che la mia presenza avrebbe dato risultati più ampi alla lista. “Sei uno che porta voti”, mi è stato detto». - Come sono ora i suoi rapporti con l’onorevole Licandro? «Da parte mia la competizione è assolutamente orientata contro il centrosinistra nel suo insieme, contro Soru e contro chi ha governato la Regione in questi cinque anni». - Però Licandro c’è rimasto male... «Bisogna distinguere. Il partito alle ultime politiche mi ha assegnato il 12º posto in lista. Capivo la difficoltà, ho combattuto una battaglia e ho risposto alla chiamata. E questo perché quando sposo un’idea la porto avanti. E distinguo tra le scelte politiche e l’amicizia. Detto questo, aggiungo che mi dispiace moltissimo se Licandro l’ha presa male...». - La competizione farà bene o sarà dannosa? «Farà aumentare, e di molto, il numero dei voti. E non bisogna dimenticare che la competizione non è solo tra me e Licandro, ma ci sono candidati molto forti come Gallus, Cherchi, Diana. Tra noi la competizione è tranquilla e leale». - Obiettivo? «Credo saremo in grado di eleggere 4 consiglieri come Pdl, se vinceremo le elezioni». - E Ugo Cappellacci come lo vede? «È un ottimo professionista, ha la giusta esperienza. Sta crescendo e continuerà a crescere. E soprattutto era l’unico fuori dalla politica delle rappresentanze ideologiche del Pdl. L’unico in grado di tenere unite tutte le anime del partito». - Non c’erano scelte migliori? «No». - Neppure Beppe Pisanu? «Lui non ha mai dato la propria disponibilità. Lo aveva detto in modo chiaro pubblicamente. Voleva continuare a operare su una dimensione nazionale. E poi bisogna tenere conto di un fatto: la sfida della presidenza della Regione è molto pesante». - Eppure molti, nel Pdl, non hanno gradito il decisionismo di Berlusconi sulla scelta di Cappellacci... «No, non è così. Almeno in Forza Italia io non ho colto alcun muguno. All’interno del partito c’è stata una discussione lunghissima, durata mesi, che ha coinvolto i vari livelli di rappresentanza». - In questa competizione ritrovate qualche alleato che alle Politiche avevate perso di vista. Com’è il rapporto con l’Udc? «Personalmente sono molto amico di tanti esponenti dell’Udc, con i quali abbiamo fatto un cammino comune. C’è piena sintonia con Oppi e con i responsabili provinciali. C’è un rapporto cordiale, nonostante le ultime comunali, che potrei definire un incidente di percorso. Spero che le Regionali ci facciano ritrovare l’unità interna». - Abbiamo guardato nel vostro giardino. Guardiano ora in quello dei vostri avversari: ritiene veramente che il bilancio della Giunta Soru sia così negativo? «Il bilancio che io vedo è quello di chi osserva stando in trincea tutti i giorni. Vedo un Piano paesaggistico che ha bloccato tutto e che non è arrivato a compimento. Ha vincolato le coste, ha toccato le zone interne e quelle agricole. Ha bloccato l’edilizia e l’indotto. Stendiamo un velo pietoso sulla situazione dell’agricoltura, che ha subìto un danno irreparabile dalla perdita dei fondi europei». - Soru sostiene che sono stati prodotti oltre 20mila posti di lavoro... «I dati Istati ci dicono che i disoccupati sono 180mila. E Oristano non sta meglio di altri. Ma la cosa più grave è che è riemersa l’emigrazione. I nostri paesi si spopolano. Il danno maggiore che ha fatto la Giunta Soru è quello di non aver innescato lo sviluppo». - L’Oristanese arranca: non sarà colpa solo di Soru. Qui il centrodestra governa a tutti i livelli... «La Regione non ha consentito alle autonomie locali di essere protagoniste dello sviluppo, compresa la pianificazione territoriale. La Giunta ha avocato a sé poteri. Cosa può fare l’autonomia locale se si trova cinturata e impossibilitata a muoversi, anche considerando che questa è l’unica provincia amministrata dal centrodestra?». - Ritiene che Comune e Provincia siano quindi esenti da colpe? «Ci sarà tempo per fare valutazioni su cose positive e negative. Di certo ci sono le colpe di Soru e del suo entourage. Non dimentichiamo che in Giunta c’erano tre assessori oristanesi che non hanno pesato». - Se dovesse vincere Cappellacci, quali le priorità? «Una profonda modifica del Ppr. I sindaci e i consigli comunali devono poter decidere del proprio territorio e della pianificazione dello sviluppo economico. La prossima legislatura dovrà vedere un grande impegno da parte degli eletti per le province che sono rimaste indietro: Oristano, Nuoro, l’Ogliastra. C’è una Sardegna che soffre da troppi anni e che ha bisogno di un occhio di riguardo».



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