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SARDEGNA - Il Fai: «Salviamo Villa Sanna»
MARCO VITALI
L'Unione Sarda 04/02/2009

Salviamo Villa Sanna, restituiamo l’originaria bellezza al cuore di una delle più belle tenute nobiliari della Sardegna, il Parco di Monserrato. Lo chiede il Fai, il Fondo ambiente italiano, alla luce dei risultati della quarta edizione dei «Luoghi del cuore», iniziativa nazionale che ha per obiettivo la salvaguardia o il recupero di beni arcnitettonici o ambientali du eccezionale pregio sparsi nel Belpaese e in stato di abbandono o di pericolo. «Cancelliamo insieme le brutture d’Italia» è il sottotitolo della manifestazione nella quale hanno detto la loro oltre centodiecimila cittadini, i quali hanno votato attraverso le 5.600 filiali di Intesa Sanpaolo ma anche per posta o via internet. Per l’edizione 2008 dei «Luoghi del cuore» il Fai aveva chiesto di segnalare ciò che rovina i luoghi più amati. E gli italiani hanno votato di tutto: castelli e chiese abbandonati, negozi storici che rischiano di scomparire, aree verdi condannate alla cementificazione, paesaggi rovinati da antenne abusive e da scheletri di costruzioni in disuso. E anche i sardi hanno risposto con grande senso civico, in modo tale che ben sei “emergenze” dell’isola sono entrate nella classifica nazionale. Tra queste, la prima è proprio Villa Sanna, con 4184 voti, un dato che la porta al sesto posto nella graduatoria nazionale. Ma anche la Baia Concas Caddinas, in territorio di Golfo Aranci a rischio «speculazione edilizia», pericolo segnalato anche per Baia di Santa Reparata a Santa Teresa Gallura e per il Colle di Tuvixeddu a Cagliari. Diamo un rapido sguardo alla classifica nazionale. In testa ai luoghi segnalati dai cittadini, con 7.052 voti, c’è il Castello della Colombaia di Trapani. Non una bruttura, anzi, un capolavoro le cui fondamenta risalgono addirittura ai Cartaginesi. Ma la “bruttura” sta nell’intrico burocratico che ne sta da anni ritardando il recupero e causando di conseguenza un degrado sempre più accentuato. Al secondo posto la possibile scomparsa della storica Libreria Bocca di Milano, al terzo posto tenne, già esistenti e in progetto, e i resti di un albergo diroccato sul Monte Gennaro a Palombara Sabina (Roma). A seguire 4.659 segnalazioni contro il progetto di abbattimento delle Carceri storiche di Trento, e 4.635 voti per l’Area Militare in dismissione di Vitinia, nel Comune di Roma. Al sesto posto figurano, come si diceva, le segnalazioni contro il degrado e l’abbandono di Villa Sanna a Sassari. La storia di questo straordinario edificio comincia nel 1600. Monserrato era forse la più prestigiosa delle tenute nobiliari della campagna. La acquistarono i Navarro, una facoltosa famiglia spagnola che approdò nell’isola con grande e spirito di commercio. La tenuta passò nella seconda metà dell’Ottocento a Giovanni Antonio Sanna, imprenditore, parlamentare, mecenate e benefattore della città che abbellì e ingrandì la villa padronale e trasformò il parco di Monserrato in un raffinato giardino con la costruzione di architetture, vasche e fontane con giochi d’acqua. La famiglia Di Suni fu l’ultima a custodire con amore un bene così prezioso. Poi, dal secondo dopoguerra, ebbe inizio il declino: il parco venne smembrato e villa Sanna andò all’Inail, che non potendone ricavare gli uffici per il veto della Soprintendenza, se ne disinteressò. Oggi la villa versa in condizioni di forte degrado. Totalmente diversa invece la situazione del parco che la circonda, un grande spazio verde all’ingresso della città abbandonato per lungo tempo ed ora interamente restarurato e trasformato in un meraviglioso giardino dall’amministrazione comunale. Oltre all’agrumeto, conosciuto dai sassaresi come «il giardimo degli aranci», e i prati che sono stati interamente rifatti dove prima per qualche decina d’anni c’erano soltanto erbacce, sono state anche recuperate l’antica fontana, l’abbeveratoio, parte della torre di vedetta e la chiesetta con la campana. È stato anche ricavato un parcheggio interrato che dall’esterno è invisibile. Resta soltanto il recupero di Villa Sanna. E veniamo alle altre emergenze segnalate dai cittadini. Al 24º posto con 584 segnalazioni figura la baia Concas Caddinas, con il suo fondale smeraldino e la sabbia fine, una delle insenature più suggestive del Golfo degli Aranci. Nonostante l’area sia tutelata da uno specifico vincolo paesaggistico in quanto fascia costiera con ambiti dunali e macchia mediterranea evoluta sono in corso lavori per la realizzazione di un grande complesso edilizio residenziale. Al 72º posto con 135 segnalazioni, ecco la Baia di Santa Reparata, situata nel Comune di Santa Teresa di Gallura, dove è in programma la costruzione di un complesso turistico. All’82º posto con 99 segnalazioni, figura la necropoli di Tuvixeddu-Tuvumannu, uno dei più grandi e importanti contesti funerari ipogeici del mondo antico. Questa testimonianza della Cagliari punica e poi romana, corre oggi il rischio di essere deturpata dall’assalto della cementificazione. Al 101º posto con 62 segnalazioni, ecco il Poetto, una delle più belle spiagge metropolitane del Mediterraneo, distante cinque chilometri dal centro di Cagliari: i cittadini chiedono l’abbattimento di quello che un tempo era l’Ospedale Marino.



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