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SARDEGNA - Il governatore: mi ricandido ma quanti trasformisti Anche in Sardegna abbiamo i nostri Villari
Aldo Cazzullo
Corriere della Sera 27/11/2008

Comunque vada a finire, io mi ricandider alla presidenza della Sardegna. Per governare altri cinque anni, alla guida del centrosinistra, e terminare il lavoro.
Il giorno dopo, Renato Soru torna sulla vicenda che l'ha indotto a dimettersi. E ripercorre i cinque anni in cui il padre della new economy italiana si ritrovato a fare politica, alle prese con professionisti che a volte l'hanno assecondato, a volte l'hanno guardato come un estraneo. Ma io rivendico tutto quanto abbiamo fatto. Non credo sia un minusvalore per la politica che qualcuno vi si accosti per un certo periodo della vita, senza farne una professione. Cre-
do anzi sia una scelta di alto valore morale. Cinque anni in cui successo di tutto. Abbiamo avuto anche noi i nostri Villari. Consiglieri eletti con il centrosinistra e passati subito al centrodestra. Poi c' stata la caduta di Prodi con la sparizione delliJdeur: altri personaggi traghettati dall'altra parte. Quindi la rottura a sinistra, con una competizione interna all'ala radicale della coalizione. Ora, la spaccatura dentro il Pd. Veltroniani contro dale-miani. No, qui in Sardegna lo schema non quello. Il Pd diviso, ma non tra sostenitori di leader diversi. diviso tra chi si sente legato all'impegno con gli elettori per una Sardegna diversa, dignitosa, competitiva; e chi resta legato a vecchie logiche di raccolta del consenso.
Il caso che ha portato Soru alle dimissioni e la Sardegna a un passo dalle elezioni anticipate indicativo. Nel 2006 la mia giunta ha avuto la delega a predisporre il piano paesaggistico. La prima parte, che riguarda le coste, gi stata approvata, e ha bloccato la speculazione. Manca la seconda, che riguarda l'interno della Sardegna. Due mesi fa c' stato un referendum per toglierci la delega: solo il 17% dei sardi ha votato s. Ma ora qualcuno, anche dentro la maggioranza, sta tentando di usare la nuova legge urbanistica per tornare indietro nel tempo, mettere le mani su aree protette lungo la costa, e cementificare zone dell'interno, come gi accaduto alla periferia di Alghero e di Sassa-ri. Ora vorrebbero fare lo stesso nell'area vasta attorno a Cagliari. Ci sono i grandi capitali; ma non solo quelli. C' una pletora di tanti piccoli interessi, che vorrebbero sottrarre la campagna all'agricoltura e farne un'immensa periferia urbana, un'unica grande lottizzazione.
Da qui, di fronte a un voto contrario, la scelta di andarsene. Togliere la delega alla giunta per la tutela del paesaggio sardo significa togliere la fiducia. Per cinque anni abbiamo lavorato a smantellare le vecchie logiche: abbiamo tagliato mille posti di sottogoverno, tra 25 comunit montane ed enti dal consiglio d'amministrazione pletorico; abbiamo eliminato nove enti agricoli e altre societ inutili, unificato decine di piccoli organismi in un unico ente per la gestione delle dighe e delle acque. Abbiamo risanato il bilancio e iniziato a ridurre i debiti, che con la destra in cinque anni erano passati da 300 milioni a tre miliardi. Siamo
l'unica regione del Centro-Sud in equilibrio con la sanit, senza commissari ma con i ticket pi bassi. Ora, in vista del voto, le vecchie logiche tendono a riemergere. Allora meglio fare chiarezza. Io mi sono dimesso. Tra non meno di venti giorni e non pi di trenta, come da statuto, le dimissioni saranno discusse. Se ritroveremo compattezza, andr avanti. Altrimenti si voter entro 60 giorni. E io mi ripresenter. Sono disposto anche a sottopormi alle primarie, come vuole lo spirito del partito democratico. Ero pronto a correre alle primarie per il Pd, ma non si presentato nessuno. Sono pronto alle primarie di coalizione, anche se pure qui per il momento non ci sono altri candidati.
Racconta Soru che la prima telefonata del mattino stata di Veltroni. Per capire cos'era successo, e per sostenermi. Apprezzo molto la passione con cui Veltroni interpreta il desiderio di rinnovamento di larga parte del centrosinistra. Berlusconi come si comportato? In campagna elettorale ha detto di me cose tremende. Ha ritenuto di dover aggiungere alla presentazione del suo programma la denigrazione dell'avversario, e questa una cosa grave. E da presidente del Consiglio? Non hacambiato metodo. Di punto in bianco, ha cancellato 14 miliardi di fondi gi stanziati per le Regioni. E vorrebbe sospendere le norme antitrust per favorire la Tirrenia, come ha gi fatto per Alitalia.
I ricchi che frequentano la Sardegna, da Briatore in gi, non hanno preso bene la tassa sul lusso. Una definizione sciagurata. Io non sono contro la ricchezza. Sono per chiamare i ricchi, anche quelli delle barche e delle seconde case, a collaborare al bene comune. Credo sia giusto chiedere in base alla capacit, esigere quanto uno pu dare. Per me, questi cinque anni sono stati anche una riscoperta della mia terra E di beni preziosi, che a Milano avevo perduto, e che pure ai sardi rischiano di sfuggire. Il buio, n silenzio. Gli spazi vuoti. Perch inquinare la notte con luci superflue e costose? Io non voglio una Sardegna deserta. Ma non voglio neppure una Sardegna trasformata in parco giochi. Voglio una terra laboriosa, dinamica, seria. E intendo governarla ancora.



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