LEGGI
BENI IN PERICOLO
INTERVENTI E RECENSIONI
RASSEGNA STAMPA
COMUNICATI DELLE ASSOCIAZIONI
EVENTI
BIBLIOGRAFIA
STORIA e FORMAZIONE del CODICE DEI BENI CULTURALI E DEL PAESAGGIO
LINK
CHI SIAMO: REDAZIONE DI PATRIMONIOSOS
BACHECA DELLE TESI
per ricevere aggiornamenti sul sito inserisci il tuo indirizzo e-mail
patrimonio sos
in difesa dei beni culturali e ambientali

stampa Versione stampabile

I Video di Arte & Dintorni: Il degrado e lo stato di abbandono di Palazzo Penne
MARCELLO MOTTOLA
Agenzia radicale, 23 - 11- 2008

domenica 23 novembre 2008


Palazzo Penne costituisce uno dei pochi esempi rimasti di architettura angioino-durazzesca che sia giunto sino a noi. La famiglia da Penne (originaria della cittadinanza abruzzese) giunse a Napoli ai tempi di Roberto d'Angi, con Luca da Penne, uno tra i pi importanti giuristi dei tempi angioini. A far costruire il palazzo fu Antonio di Penne anch'egli giurista, consigliere e segretario di Ladislao di Durazzo.

Storia e Architettura

Nelle fascia marmorea del portale una lapide ricorda l'anno di costruzione del Palazzo, il 1406, grazie a un'incisione che recita XX ANNO REGNI - REGIS LADISLAI - SUNT DOMUS HAEC FACTE - NULLO SINT TURBINE FRACIE - MILLE FLUUNT MAGNI - BISTRES CENTUM QUATER ANNI.

Non si hanno invece notizie certe a proposito dell'architetto ideatore. Secondo alcuni fonti storiche architetto del palazzo fu Baboccio da Piperno che lavor assiduamente per i Penne, come attesta la tomba Penne, che si pu ancora ammirare a Santa Chiara. Il palazzo congiunge, come il Palazzo Carafa, elementi catalani con quelli toscani (bugne in facciata) e si compone di tre piani, di cui uno al livello del cortile interno e due sfalsati in corrispondenza della scala interna.

Antonio di Penne antepose, ad un'imponente palazzo tradizionale, un'abitazione comoda e ben disposta su un terreno che scendeva gradatamente verso il mare seguendo il pendio di Santa Barbara, che oggi conduce in via Sedile di Porto, alle spalle di Piazza della Borsa. A tale fine si deve la soluzione adottata che prevede pi corpi di fabbrica a quote differenti, alternati a giardini e cortili. Nella sua forma completa il palazzo aveva un cortile porticato con pilastri polistiliil corpo della facciata formava un unico ampio salone cui faceva seguito il cortile con a sinistra la stalla e di fronte il corpo principale del fabbricato; altri ambienti si aprivano su un secondo cortile, dal quale, per una scalinata, si scendeva in un atrio con fontane e statue, con uscita sul pendio di Santa Barbara.

La facciata, elemento distintivo del palazzo, rivestita da piccole bugne in pietra rettangolari e coronata da un cornicione, anch'essa con bugne, sostenuto da archetti acuti trilobati. Sul secondo ordine di bugne del cornicione si individuano scolpiti dei gigli angioini ed inoltre riprodotta la corona reale, in onore di re Ladislao, e delle piume, stemma della famiglia del fondatore. Scomparsa la famiglia Penne (non si conoscono i motivi, se per estinzione o per allontanamento forzato causa l'arrivo degli aragonesi) la propriet pass in poco tempo ai Rocca, poi, nel 1558, ai Scannapieco ed infine ai Capano, che la tennero per poco pi di un secolo.

Nel 1683 fu ceduta all'Ordine dei Padri Somaschi della vicina chiesa San Demetrio. Dopo la soppressione degli ordini religiosi, durante il decennio di dominazione francese del primo Ottocento, il palazzo fu acquistato dal celebre vulcanologo, l'abate Teodoro Monticelli, che abit il terzo piano del palazzo. La sua casa era un vero e proprio museo di mineralogia ed era comprensiva di una ricca biblioteca; era frequentata da illustri studiosi dell'epoca. L'abate mor nel 1845 ed il museo e la biblioteca furono donati all'Universit, mentre il palazzo fin ai suoi pronipoti.

Lo stato di abbandono di palazzo Penne

Palazzo Penne un cimelio prezioso dell'arte napoletana come si evince facilmente osservando la straordinaria valenza storica ed artistica intrinseca. Allo stato attuale dei fatti, per, necessario auspicare che un intervento di restauro e gestione del Bene Culturale avvenga prossimamente al fine di permettere che questo tesoro non vada perso.

In effetti Palazzo Penne doveva rinnovarsi in un polo letterario, un'officina per migliaia di studenti universitari, luogo detentore di laboratori culturali atti a formare intellettuali e professionisti competitivi.

Era quanto si attendeva nel biennio 2002-2004 quando la Regione Campania acquist l'edificio, allora privato, per la cifra di 5 milioni di euro, e, in seconda istanza, lo cedette in comodato d'uso all'Universit Orientale. Il piano di gestione prevedeva la realizzazione di un polo universitario d'eccellenza con laboratori, aule per seminari e convegni, e, secondo preventivi generici, ipotizzava lo stanziamento di circa 5 milioni di euro per gli interventi di restauro e sistemazione della struttura.

Contrariamente alle aspettative, a sei anni dall'acquisto da parte della Regione Campania, uno dei gioielli del Quattrocento chiuso in attesa di restauro e nel pi totale stato di degrado ed abbandono. Non serve ricordare che il centro storico di Napoli, incluso Palazzo Penne, Patrimonio Mondiale dell'Umanit dal 1995 e che quindi la mancanza di tutela e gestione di tale Bene Culturale indubbiamente grave. Va sottolineato che sial il "caso Penne", sia altri casi di monumenti chiusi ed abbandonati saranno sottoposti all'attenzione delle pi alte autorit dell'UNESCO, che visiteranno il centro storico di Napoli nella prima decade del mese di dicembre, al fine di valutare se sia opportuno mantenere l'onorificenza concessa nel 1995.

Come si arrivati ad una situazione tanto estrema? Nel caso di Palazzo Penne, la risposta pi semplice di quanto si possa credere: i lavori per il recupero dell'edificio non sono stati mai avviati! Nonostante gli appelli del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e nonostante gli sforzi degli intellettuali Alda Croce e Marta Herling (rispettivamente figlia e nipote del filosofo Benedetto Croce), che nel 2007 ottennero la sospensione dei lavori abusivi all'interno dell'edificio salvo poi costatare che tali lavori furono riavviati poco tempo dopo.

Eppure gi nell'ottobre 2007 il Consigliere Regionale e Componente della Commissione Ambiente Pietro Diodato aveva indirizzato al Presidente della Regione Campania Antonio Bassolino una interrogazione per conoscere le ragioni del mancato recupero dell'antica magione della famiglia Penne in quanto "le risposte del Settore Demanio e Patrimonio - spiegava il Consigliere - ponevano in evidenza l'esistenza di un assurdo conflitto di competenze tra Universit e Regione che puntualmente stigmatizzavo con una successiva nota". Ma la triste vicenda non termina qui. All'incirca un anno fa il Comitato Centro Storico Unesco, assistito dall'avvocato Lucio Minervini, presentava in Procura una denuncia sullo storico palazzo, ormai fatiscente e abbandonato.

Dopo la relativa inchiesta, il 20 maggio 2008, il pm Pasquale Ucci firma sei avvisi diretti al gi citato Presidente della Regione Antonio Bassolino, al Magnifico Rettore dell'Istituto Universitario Orientale Pasquale Ciriello (neo deputato del Pd), a due esponenti dell'Ufficio Demanio e Patrimonio della Regione, Francesco Vitale e Luigi Rauci; e infine a Salvatore Maglione e Maurizio Solombrino, entrambi Componenti del Comitato di Gestione. L'imputazione la violazione dell'articolo 733 del Codice Penale (un reato a carattere contravvenzionale), che consiste nel presunto danneggiamento perpetrato su manufatto di interesse storico ed artistico per mancati interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, nonch per mancata azione di restauro e di messa in sicurezza del Bene Culturale.

Nel 2008 l'attenzione si polarizza proprio su questo edificio in particolare, indice dell'abbandono in cui versa buona parte del vasto patrimonio monumentale partenopeo. Perch proprio su questo edificio? La risposta sia nella delibera con la quale la Regione Campania acquistava Palazzo Penne, sia nell'accordo stipulato con l'Universit Orientale, in quanto si siglava la volont di recuperare un gioiello dell'umanesimo napoletano. In tal senso ogni iniziativa dell'ateneo napoletano vedeva bloccarsi di fronte allo sconvolgente stato di degrado della casa signorile.

Qual' la causa primaria che causa il decadimento della struttura? Il fenomeno della pioggia battente rappresenta una delle principali cause degenerative delle strutture murarie, ed anche a Palazzo Penne la persistente precipitazione ed infiltrazione delle acque meteoriche nella struttura costituiscono un alto indice di pericolosit, in quanto il fenomeno dell'acqua discendente tra i principali fattori atmosferici degenerativi che causano degrado. Come ricorda il Presidente del Comitato Civico di S. Maria di Portosalvo Antonio Pariante "la situazione di rischio costante, non mai avvenuta in maniera efficace la messa in sicurezza, per non parlare del restauro, nonostante si tratti di un palazzo bellissimo".

http://www.agenziaradicale.com/index.php?option=com_content&task=view&id=6653&Itemid=40


news

17-09-2019
RASSEGNA STAMPA aggiornata al giorno 17 settembre 2019

14-09-2019
Da Artribune: Franceschini sospende i decreti Bonisoli

05-09-2019
Franceschini, il primo appuntamento al Museo della Liberazione di via Tasso

02-09-2019
Giuliano Volpe: Ci piacerebbe un ministro più educato

29-08-2019
Da Finestre sull'arte vi segnaliamo...

25-08-2019
Sul Financial Times si parla dei provvedimenti Bonisoli

22-08-2019
Trasferito il Soprintendente di Pisa che si era opposto alle bancarelle in piazza dei Miracoli

20-08-2019
In Finestre sull'arte: Gli accorpamenti della riforma Bonisoli affosseranno definitivamente i musei piccoli?

20-08-2019
Caos musei. Nel sito Emergenza Cultura vi segnaliamo...

16-08-2019
Da Finestre sull'arte: Musei, tutti gli accorpamenti decisi da Bonisoli

14-08-2019
Bonisoli firma decreto musei, ecco cosa prevede

01-07-2019
APPELLO - Per il parco archeologico dell'Appia Antica

30-06-2019
Documento dell'API sulla riforma del Ministero: riorganizzazioni perenni

27-06-2019
La FCdA per il Museo Etrusco di Villa Giulia e il Parco Archeologico dell'Appia Antica

26-06-2019
Firenze, l'annuncio di Bonisoli: "Accademia formerà polo unico con gli Uffizi"

21-06-2019
Lorenzo Casini sulla riforma del Ministero: Linsostenibile leggerezza ovvero la nuova riorganizzazione del Ministero per i beni e le attività culturali (Mibac)

05-06-2019
Alinari. Quale destino per la più grande raccolta museale di fotografie in Italia? Un comunicato della SISF

30-05-2019
Bando per il premio Silvia Dell'Orso 2019: scadenza 30 settembre

07-05-2019
Dal blog di Carlo Pavolini: Luca Nannipieri e l'abolizione delle Soprintendenze

25-03-2019
Pisa. Bonisoli: Sarà trovata soluzione per ambulanti ma non in piazza Miracoli

25-03-2019
E' mancato questa mattina Andrea Emiliani

28-02-2019
Associazione culturale Silvia Dell'Orso: VIII edizione di Visioni d'arte

26-02-2019
Mai più bancarelle in piazza dei Miracoli. Firmate l'appello

14-02-2019
Appello. Contro lo smantellamento dello Stato Italiano

13-01-2019
Per unarcheologia fuori dallimpasse. Lettera al Ministro Bonisoli di API (Archeologi Pubblico Impiego)

11-01-2019
Sulla riforma delle Soprintendenze e dei musei di archeologia. Dichiarazione di archeologi accademici Lincei

29-12-2018
Per un rafforzamento delle soprintendenze uniche

29-12-2018
A proposito dell'appello agli archeologi: "Firme e coerenza" di Pier Giovanni Guzzo

18-12-2018
APPELLO AGLI ARCHEOLOGI

28-11-2018
Nell'anniversario dei Washington Principles. Lo Stato italiano ha fatto poco per la restituzione dei beni culturali di proprietà ebraica

Archivio news