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Tutti ci invidiano le capacit di restauro
il Giornale, 23 novembre 2008

Magnifico!. Il ministro della Cultura, Sandro Bondi, ha usato questa espressione quando si trovato di fronte la Madonna del Cardellino di Raffaello appena restaurata e riconsegnata all'ammirazione del pubblico. Come noto, il capolavoro torna visibile praticamente a 10 anni da quando ne venne deciso il ricovero, lo studio, la pulitura e il restauro pittorico. Oggi che l'opera recuperata, fino al primo marzo rester a Palazzo Medici Riccardi, protagonista assoluta di una mostra a lei dedicata che stata inaugurata dal ministro Bondi. Arrivato intorno alle 18.30, si prima trattenuto nello studio del presidente della Provincia, Matteo Renzi (insieme ai protagonisti del restauro, cio i soprintendenti Acidini e Santi, a Marco Ciatti e Patrizia Riitano dell'Opificio delle Pietre Dure e al direttore degli Uffizi, Antonio Natali) poi sceso nel Cortile di Michelozzo dove ad attenderlo c'era praticamente una folla da stadio. I rituali discorsi - previsti nell'ambito dell'inaugurazione della mostra L'amore, l'arte e la grazia. La Madonna del Cardellino - hanno visto succedersi al microfono il presidente Renzi e poi la soprintendente al Polo Museale Fiorentino, Acidini, che ha ricordato la decisione di far fare tappa al capolavoro nella casa che fu di tutti i fiorentini (all'epoca dei Medici) prima di tornare nella Galleria degli Uffizi. Il soprintendente dell'Opificio delle Pietre Dure, Santi, ha rammentato le vicende legate al restauro, ha detto che Firenze deve essere fiera che sia arrivato il momento in cui possa esprimere un coordinamento tra tante eccellenze, e che la tutela, la conservazione e la valorizzazione del nostro patrimonio culturale non hanno bisogno di alcun manager perch le professionalit del ministero sono sufficienti a garantirle. Quindi, dopo l'intervento del direttore generale dei Beni Culturali, Lolli Ghetti, ha preso la parola Bondi che ha ricordato di non essere nato in questa citt ma di essere cittadino fiorentino sin dalla fine del XV secolo, da quando cio Fivizzano, sua citt natale, entr a far parte delle terre sottomesse a Fiorenza. Dopo numerosi ringraziamenti - a Renzi e alla Provincia, al personale del Ministero e dell'Opificio, ha aggiunto di essere consapevole di essere titolare del ministero pi importante del paese, perch un paese che non scommette sulla cultura non ha futuro. Quindi il ministro ha parlato della grande capacit di restauro delle opere d'arte dimostrata anche nei lavori che hanno permesso, dopo molti anni, di rendere visibile al pubblico la Madonna del Cardellino di Raffaello grazie al delicato restauro compiuto dall'Opificio delle Pietre Dure di Firenze), e che rappresenta una delle cose che pi viene invidiata all'estero. Da quando sono ministro e incontro i colleghi all'estero - ha detto Bondi - tutti ci invidiano non solo il patrimonio, ma anche la capacit di tutela e di restauro delle opere, e l'Opificio delle Pietre Dure un eccellenza in questo campo. Rispondendo a Santi - sulla questione della nomina del supermanager dei musei - Bondi ha ribadito come questa proposta nasca dalla necessit di valorizzare i nostri beni culturali e il nostro patrimonio, che fino ad oggi abbiamo tutelato perfettamente ed egregiamente, ma che ora dobbiamo valorizzare anche per lo sviluppo turistico del paese. Dalla visita del ministro alla mostra - durante la quale ha ricevuto ampie e dettagliate spiegazioni sui temi e le simbologie dell'opera - sono anche emerse due novit: innanzitutto il 17 dicembre sar posata a Firenze la prima pietra del nuovo audito-rium della musica, il nuovo teatro del Maggio. La seconda riguarda la ripresa della ricerca dell'affresco di Leonardo Da Vinci nel Salone dei Cinquecento raffigurante La Battaglia d Anghiari. L'operazione, ferma dalla tarda primavera di quest'anno potrebbe presto riprendere. Lo ha detto il soprintendente Acidini, parlando con il ministro Bondi. Al ministro, che chiedeva notizie del progetto e della collaborazione con l'Enea, Acidini ha risposto che con l'assessore alla cultura Eugenio Giani stiamo valutando di riprendere in mano il progetto, fermo ormai da tempo, per la ricerca del dipinto di Leonardo andato perduto. In realt la ricerca ferma per una serie di motivi, tra cui diatribe tra sponsor e permessi negati dall'amministrazione comunale di Firenze. Ma il vero problema sembrava essere la possibilit che la metodologia usata dall'in-gegner Seracini nella ricerca - cio la scansione della parete affrescata con un dispositivo per l'attivazione neutronica -lasciasse tracce di radioattivit. L'altol stato posto lo scorso agosto dall'Opificio (che nel frattempo usava lo stesso sistema per indagare la Porta del Paradiso del Ghiberti...), ma adesso appare superato da una presa di posizione ufficiale dell'Enea (che ha effettuato studi grazie a cui stata dimostrata l'infondatezza di ogni obiezione) cui si aggiunta una dichiarazione favorevole del ministro Bondi. Questi, in definitiva, pi che informarsi presso la soprintendente Acidini, dovrebbe premere perch la ricerca riprenda al pi presto possibile.



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