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VERONA - PROGETTO INFINITO.Piazza Viviani, addio al parcheggio
11/11/2008 L'ARENA



Da un vertice in Comune arriva un no definitivo al garage delle polemiche. Non passa l'esame neanche l'ipotesi di spostarlo di qualche metro
Parere contrario della Soprintendenza dopo la scoperta di nuovi reperti. Il cantiere sar chiuso e gli scavi ricoperti

A L'assessore Corsi e la strada romana recentemente portata alla luceMolto rumore per nulla, commenterebbe lapidario Shakespeare. Dopo anni di proteste, disagi, polemiche, carotaggi e ritrovamenti di resti storici, ora sulla storia infinita del parcheggio sotterraneo di piazza Viviani cala il sipario. E si conclude con un niente di fatto. Nessuno dei 250 posti auto previsti dal progetto verr infatti realizzato. Inoltre, le cantine medievali e la strada romana, venute alla luce con gli scavi, verranno riconsegnate all'oscurit della terra. Di queste opere, patrimonio storico per tutti i veronesi, rimarranno solo gli scatti e le riprese fatte dagli esperti in questi mesi.
A pronunciarsi definitivamente contro la possibilit di realizzare un parcheggio in piazza delle Poste, stato ieri il Sovrintendente regionale Ugo Soragni, che ha incontrato a Palazzo Barbieri l'assessore al traffico e alla mobilit Enrico Corsi, insieme alle due soprintendenti veronesi, ai beni archeologici Giuliana Cavalieri Manasse e ai beni ambientali Sabrina Ferrari. Dopo il ritrovamento delle cantine e dei muri medievali, a pochi mesi dall'apertura del cantiere, la cooperativa Cangrande Parcheggi aveva ipotizzato di spostare gli scavi e quindi l'intero parcheggio verso i giardini, con l'obiettivo di realizzare comunque i 250 posti auto sotterranei previsti e insieme tutelare la memoria storica della citt. In questo progetto erano stati inseriti anche la riqualificazione dei giardini, il riposizionamento in superficie della strada romana (scoperta sondando il terreno per valutare la fattibilit dell'operazione) e una sorta di recinzione per i reperti medievali, in modo che si potessero vedere.
Ci saremmo accollati noi le spese, ci sembrava un buon compromesso e un valore aggiunto per la citt era anche quello di avere nuovi giardini, ha spiegato Paolo Campion, presidente della cooperativa. Ma anche questa ipotesi sembra ora archiviata. La Soprintendenza ha detto che presumibilmente procedendo con gli scavi molti altri reperti verrebbero alla luce, in primis il proseguo del pezzo di strada appena scoperto. E quindi i costi di salvaguardia e riposizionamento in superficie dell'intera strada sarebbero insostenibili per l'azienda, ha spiegato Corsi nel sopralluogo al cantiere dopo l'incontro.
Ora l'ultima parola spetta ai soci della Cooperativa Cangrande. Convocheremo una riunione nei prossimi 15, 20 giorni, in cui dovremmo decidere cosa fare. Ma a questo punto mi pare evidente che non rimangono molte scelte. Come ditta abbiamo gi perso oltre 780 mila euro e ciascuno dei soci aveva gi investito 3.100 euro, ha spiegato Campion. Le avvisaglie che la vicenda si sarebbe conclusa cos c'erano gi, tuttavia rimane l'amaro. Ormai abbiamo perso l'interesse in questo progetto, ci vorranno un paio di settimane prima di ufficializzarne la chiusura, tuttavia probabile che con il passaparola gi nei prossimi giorni si arrivi alla decisione. Poi ci vorranno un paio di mesi per chiudere il cantiere risotterrando tutto.
I reperti verranno coperti con uno speciale tessuto e sotterrati nuovamente. A breve, quindi, verranno rimossi dopo oltre due anni i pannelli bianchi che delimitano il cantiere e su cui sono stati affissi in questi mesi striscioni e slogan. L'ultimo proprio ieri, con la scritta Verona, patrimonio mondiale dell'umanit. E rimossa anche l'ultima attrezzatura, ricoperta l'ultima pietra, la piazza torner a mostrarsi come era prima che iniziassero i lavori. Insomma, molto rumore e proprio nulla di fatto.
Ilaria Noro

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