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NAPOLI - URBANISTICA: Cercando casa si trova un piano
GIUSEPPE GUIDA
LA REPUBBLICA, 11 NOVEMBRE 2008 - NAPOLI



La Campania cerca casa. Potrebbe essere questo il senso sotteso al convegno tenutosi ieri alla Citt della Scienza.
Al di l di un suo significato meramente politico, il convegno "Abitare in Campania. II conferenza sulle politiche abitative regionali" organizzato dalla Regione, ha posto alcune questioni utili allente regionale (cui sono devolute le questioni in materia di politiche abitative) a riorganizzare le idee in vista della redazione definitiva di un Piano Casa meno velleitario e incerto di tutte le strategie finora messe in campo. opportuno ricordare che, con il 4 per cento di case popolari sul totale delledilizia residenziale, lItalia allultimo posto in Europa e che, anche in Campania, a partire dagli anni Novanta c stata una diminuzione del 95 per cento di questo tipo di offerta abitativa. Su questi temi si possono trarre utili indicazioni dalloccasione offerta dallultima Finanziaria, come la possibilit di inserire ledilizia residenziale sociale tra gli standard urbanistici o la previsione di premialit edificatorie nei piani regolatori, nonch le prospettive associate alla legge 133/2008 di conversione del decreto legge 112 e al Piano Casa del governo. Si tratta, in sostanza, di nuove norme che stanno riconfigurando le politiche abitative e il comportamento degli operatori tradizionali delledilizia residenziale sociale (Iacp, cooperative e imprese), costretti a rivedere il loro approccio anche di fronte alla comparsa di nuovi soggetti attuatori, come le fondazioni bancarie.
In attesa di un Piano Casa regionale, utile riflettere, per, sulle premesse e sulle analisi tecniche da cui si dovrebbe ragionevolmente partire, per la sua redazione. Secondo i documenti messi a disposizione dalla Regione, il cosiddetto "disagio abitativo", ad esempio, si distribuisce secondo quattro fasce (alto, medio-alto, medio-basso, basso); la conseguente mappatura, per, non pu che suscitare qualche dubbio. Tra i Comuni a disagio abitativo "alto" vengono incluse aree di pregio come Sorrento e Massalubrense, accomunate improvvidamente a realt urbane come Casal di Principe o Cardito, anchesse a disagio abitativo alto. Secondo la Regione, infatti, con la definizione di "disagio abitativo" si intende la condizione della popolazione di un determinato territorio ad accedere ai due mercati della propriet e della locazione, misurata attraverso le dinamiche dei prezzi e dei redditi. chiaro che, partendo da queste premesse si giunge a un quadro del disagio quanto meno alterato e foriero di politiche errate che non interpretano n le vocazioni dei territori, n i valori ambientali e dei diversi paesaggi, n la qualit della vita a parit di condizioni al contorno, n tutti i parametri cosiddetti immateriali.
Appare pi convincente, invece, la volont della Regione di dare priorit alla riqualificazione e alla "densificazione" di aree gi in parte urbanizzate e di abbandonare, di conseguenza, la logica di grandi nuovi insediamenti popolari, orientandosi verso la rimodellazione e riqualificazione dellesistente e innesti di tipologie "diffuse" di nuove abitazioni che possano essere maggiormente integrate con i tessuti urbani preesistenti.



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