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SARDEGNA - Colle di Tuvixeddu, un passo avanti e due indietro
Roberto Paracchini
La Nuova Sardegna 02/11/2008

CAGLIARI. Un passo avanti e due indietro. La vertenza Tuvixeddu di nuovo in alto mare. Venerd mattina c stato un vertice del comitato di sorvegliaza per lapplicazione dellaccordo di programma del 2000: fumanta nera. Per la Regione erano presenti lassessore alla Cultura Maria Antonietta Mongiu e i funzionari; per il Comune il sindaco Emilio Floris; e per la Coimpresa Gualtiero e Giuseppe Cualbu, titolari della Compresa, la societ interessata alla lottizzazione integrata su Tuvixeddu-Tuvumannu. Il governo dellisola fa presente che con la nuova legge urbanistica sar possibile intervenire per rendere inedificabile tutta larea del colle. Il sindaco Floris riadisce che la Regione vuole fare tutto da sola. E i Cualbu ribattono che loro sono nel diritto e che le proposte che provengono dal palazzo pi importante di via Roma nn sono attendibili. Il presidente Renato Soru in particolare, si incontrato diverse volte con Gualtiero Cualbu. Ma laccordo non mai stato raggiunto. La Coimpresa ritiene (come dimostrato dalle sentenze del Tar e del Consiglio di Stato) di avere maturato dei diritti e che le propposte della Regione non tengano conto dei danni derivati dal blocco di quasi due anni dellattivit. Il governo dellisola, della cosa pubblica quindi, sulla base del moderno concetto di paesaggio , vuole allargare il vincolo a tutto il colle per impedire che le edificazioni della Coimpresa (che fa capo al gruppo Cualbu) ne compromettano la fisionomia. Limpresa, invece, vanta i diritti derivanti dallaccordo di programma del 2000, firmato anche dalla Regione e dal Comune. Intesa, questa, che prevede un intervento di riqualificazione urbana con al centro una lottizzazione integrata: un parco archeologico naturalistico di ventitre ettari (al cui interno si trova la necropoli punico romana pi grande del Mediterraneo) e, in unaltra parte del colle (a lato di via Is Maglias) e su Tuvumannu ledificazione di circa quattrocento appartamenti. Pi strade e servizi. Il governo dellisola, sulla base dellarticolo 14 della legge urbanistica, aveva anche emesso a settembre un provvedimento durgenza per fermare le opere sul colle per novanta giorni. Ma la Compresa aveva fatto ricorso al Tar, che aveva sospeso la delibera regionale. Da ricordare poi che lallargamento del vincolo a tutto il colle di Tuvixeddu (varato dalla Regione nel 2007 su indicazioine della commissione al Paesaggio) era stato annullato dal Tar con convalida successiva del Consiglio di Stato: cera stato lazzeramento degli atti (compreso quello che aveva costituito la precedente commissione al Paesaggio). Allaccordo di programma del 2000 si era arrivati passando anche tramite un serrato confronto con lopinione pubblica: cominciato dagli anni Novanta del secolo scorso. Periodo in cui venne presentata la prima ipotesi di intervento della Coimpresa (con una cubatura iniziale doppia dellattuale). Laccordo di programma un istituto che permette, appunto, accordi coi privati nel reciproco interesse. Quello del Comune era: ottenere un parco naturalistico archeologico in unarea da decenni abbandonata, riqualificare la zona con una serie di servizi e ridurre lonere di un pesante contenzioso perso (di cui la Coimpresa aveva acquisito i diritti) per un vecchio esproprio irregolare. In cambio veniva data, al privato, la possibilit di edificare i quattrocento alloggi residenziali accennati con una modifica del piano regolatore. E la Regione medi sui finanziamenti per il parco coi vari programmi. Gli ambientalisti e molti archeologi (guidati dallaccademico dei Lincei Giovanni Lilliu) chiedesero sin dagli anni Novanta lallargamento del vincolo di inedificabilit a tutto il colle, lamentando la pressione edilizia, che non insiste sulla zona archeologica, ma su unarea che a questa richiama come territorio complessivo. Poi nel 2004 c stata lapprovazione del Codice Urbani, la legge nazionale che norma i beni culturali, che tra le altre cose precisa il concetto di bene paesaggistico come valore non commercializzabile: una conquista che arricchisce la nozione di ambiente anche coi valori storici del vissuto che producono il paesaggio. Un qualcosa che rid dignit al territorio trasformandolo anche in luogo di memorie e di significati simbolici, che sedimentano pure in aree morfologicamente compromesse (vedasi, ad esempio, le cave di Tuvixeddu). Dopo le sentenze del Tar, la Regione vuole trattare, ma la Coimpresa ribadisce che si dialoga sulla base di indennizzi adeguati e non di compensazioni su cui non si sa nemmeno quando si potr costruire. E il sindaco chiede che il Comune, come previsto dal Codice Urbani , sia maggioremnte coinvolto. Mentre ora la Regione procede in modo autoritario.



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