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Migliaia di reperti ancora da catalogare sono a rischio: la Senna potrebbe straripare
Giampiero Martinotti
la Repubblica, 22 GEN 2003

Fuga dai sotterranei del Louvre l'acqua minaccia i tesori dimenticati
Un labirinto di 8.500 metri quadri da svuotare. Gli oggetti saranno poi trasferiti

La decisione riguarda anche altre gallerie storie che di Parigi. In ricordo del 1910

Statue, quadri, scatole di cartone, buste, frammenti di pietra, reperti ancora vagamente impacchettati, scaffalature in cui si ammucchiano preziosi documenti di vario tipo: i sotterranei del Louvre sarebbero certamente piaciuti a Jacques Prvert, autore di un celebre "Inventario" surrealista in cui accostava le
cose pi disparate. Gli sarebbe senz'altro piaciuto quell'affastellamento di oggetti simili e pur diversi, a volte catalogati e a volte in attesa di essere inseriti nell'ordine razionalista di un inventario. E sarebbe ancor pi contento se potesse vedere in queste settimane i frenetici preparativi per difendere i tesori conservati nelle riserve da una possibile, ma non imminente, alluvione.

L'ordine arrivato dal questore, infatti, stato tassativo: una decina di musei devono mettere i loro tesori al riparo dai capricci della Senna. Decine di migliaia di oggetti da traslocare in tutti gli angoli disponibili del
museo che non potranno essere raggiunti dalle acque.

Un lavoraccio, cui i conservatori del museo si sottopongono con disappunto, perch le riserve sono il loro regno segreto: 8.500 metri quadri con migliaia di oggetti in cui lavorano da anni per mettere ordine. La creazione di una banca dati ancora in corso e il trasloco rischia di rinviare alle calende greche il suo completamento.

Non ci sono fantasmi nei sotterranei del Louyre, con gran scorno dei fanatici di thriller. Solo un labirinto di gallerie, dove si affollano impiegati in camicie bianco. La paura delle alluvioni sembrava cosa d'altri tempi. Certo, nel 1910 la Senna ha trasformato Parigi in un acquario, ma dopo i faraonici lavori avviati vent'anni fa da Francis Mitterrand per il Grand Louyre era lecito pensare che il pericolo fosse scongiurato. E invece no: nell'au-tunno scorso, i conservatori, allibiti, hanno appreso che i sotterranei possono essere invasi dalle acque del fiume. Al momento dei lavori avevano sollevato la questione, ma gli ingegneri avevano risposto seccamente che nonc'erano problemi grazie ai lavori effettuati sul Lungosenna. Purtroppo, non era vero. Gli esperti lo hanno detto chiaro e tondo in autunno, quando tutta la regione stata messa in allarme contro la possibile alluvione, che pu ripetersi una volta al secolo. Altri musei, a cominciare da quello d'Orsay, hanno subito cominciato a svuotare le riserve. Il problema pi grosso, tuttavia, quello del Louvre. La cosa pi semplice sarebbe stato difendere le riserve con pareti a tenuta stagna, ma l'operazione sarebbe troppo costosa e in tempi grami per le finanze pubbliche impossibile.


Non resta che riportare in superficie gli oggetti pi preziosi, in attesa di un trasloco verso depositi in periferia. Un'idea che fa rizzare i capelli in capo ai conservatori, perch spezza definitivamente la riorganizzazione delle riserve e il loro inventario.


Ogni tanto, da quel labirintico mondo che abbiamo tante volte immaginato come il rifugio di Belfagor, salta fuori qualche tesoro nascosto. Soprattutto dalle carte, spesso ancora non identificate. Recentemente, in mezzo a un pacco di documenti stato rinvenuto un testo di musicologia e un reperto rarissimo un partitura dell'antica Grecia. Una benedizione per gli studiosi, poich ne esistono solo una cinquantina in tutto il mondo. Il trasloco render pi difficile, se non impossibile, questo lavoro di catalogazione di tutti gli oggetti, compresi i frammenti, che una volta assemblati potrebbero fornire elementi decisivi per le ricerche archeologiche.


Pi facile, invece, il lavoro sulle statue e i quadri, tutti inventariati. Le sculture conservate nei sotterranei sono quasi il doppio di quelle esposte al pubblico, ma non ci sono tesori nascosti. I conservatori hanno gi portato via quelle in gesso e in legno, pi delicate. Quelle in marmo, pi resistenti all'acqua, sono state imballate in attesa di trasloco. Le riserve del Louvre erano l'orgoglio del museo, proprio perch strettamente collegate alle sale pubbliche. Il direttore del museo, Henri Loyrette, capisce il disappunto dei conservatori, ma giustifica la decisione: Lasciare tutte quelle opere d'arte in una zona a rischio inimmaginabile.



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