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ROMA - I velocisti del condono
Massimo Giannetti
Il Manifesto


A Roma l'effetto sanatoria ha provocato un aumento del quaranta per cento degli abusi edilizi.
Ville, palazzine, alberghi e capannoni industriali scoperti e demoliti in periferia e in aree pregiate.
Ieri mattina le ruspe sono entrate in azione nel Parco di Veio: abbattuti cinquemila metri cubi di cemento illegale. E nel centro storico impazza mansarda selvaggia


Il funzionario del comune che coordina la demolizione dice che l'autore del mega abuso edilizio appena demolito un costruttore recidivo. In passato avrebbe infatti scaricato, sempre nel parco di Veio, migliaia di metri cubi di cemento trasformati poi in un villaggio residenziale, attualmente condonato. Stavolta per gli andata male: i cinque grandi capannoni - apparentemente industriali ma destinati forse allo stesso scopo - vengono buttati gi senza piet dalle ruspe capitoline mobilitate di buon mattino. A occhio si tratta di almeno cinquemila metri cubi di immobili allo stato grezzo, costruiti in poche ore ai primi di gennaio, lavorando di notte.
Per simulare una data precedente hanno utilizzato materiali invecchiati - spiegano gli addetti comunali mostrando il colore ingiallito degli scheletri abbattuti. Se non li avessimo scoperti, il proprietario avrebbe tentato di dimostrare che l'abuso era stato fatto prima del 31 marzo scorso - data ultima per accedere alla sanatoria, e ottenuto il condono.

Qualcuno per l'ha denunciato in tempo e ha cos mandato in fumo l'ennesima speculazione edilizia nel parco di Roma nord.

C' poco da commentare - allarga le braccia il sindaco Valter Veltroni, che presenzia la demolizione insieme all'essessore ai lavori pubblici Giancarlo D'Alessandro - l'effetto condono stato devastante. Fino ad ora abbiamo demolito gi duecentomila metri cubi di nuovo cemento abusivo, ma non ci fermeremo, continueremo il lavoro di rispetto della legalit, dell'ambiente e dei cittadini onesti. E' un lavoro difficile, ma d'intesa con la magistratura metteremo presto mano anche agli abusi edilizi effettuati nel centro storico.

E' una giornata un po' triste, nonostante l'evento sia stato organizzato come fosse una festa (bench riservata a fotografi e giornalisti).
Nel parco di Veio - circa 15 mila ettari di verde supervincolato ma nel quale i controlli lasciano spessissimo il tempo che trovano - di case, casali e villette costruite illegalmente se ne incontrano infatti a decine mentre il pulmino del comune ci accompagna sul luogo dell'ultimo delitto.
Sono tutti abusi del passato e poi quasi tutti sanati dal condono dei primi anni `90. La storia ora si ripete, pi brutta di prima.
La nuova realt, quella entrata appunto in vigore in dicembre col decreto salva abusi, a Roma ha infatti rimesso in moto una corsa all'abusivismo che non si vedeva da molti anni. Negli ultimi sei mesi, da quando cio la parola sanatoria cominciata a circolare a Palazzo Chigi, l'aumento delle costruzioni illegali stato di circa il 40% rispetto all'anno scorso.
Una percentuale gi di per s impressionante ma che sale anche di dieci volte in alcuni municipi.

Massimo Miglio, il coordinatore delle ruspe nel parco di Veio, dirige l'Area centrale abusivismo edilizio del Campidoglio, una struttura creata un paio d'anni fa con il compito di combattere mattone selvaggio.

Il funzionario, tra una pausa e l'altra della demolizione, snocciola dati a memoria e sottolinea che l'abusivismo non ha confini n caratteristiche sociali esclusive: Negli ultimi due mesi abbiamo demolito abusi sia in periferia sia in zone pregiate. E fa l'elenco: Tre ville sull'Appia Antica, diverse palazzine nella zona di Boccea, sulla Casilina, a Torbellamonaca, un albergo sull'Aurelia, altre case a Casal del Marmo. Abbiamo fatto una strage anche a Ostia... .

L'elenco delle demolizioni effettuate che ci fornisce il comune molto pi lungo e vengono catalogate sotto la voce abusi di qualit, quelli cio che consumano e devastano il territorio.
Ma si stima che tantissimi altri abusi che rientrano in questa categoria, quindi punibili dal codice penale, sfuggano sia al satellite di cui si dotato il comune per controllare il territorio, sia ai pochissimi vigili urbani destinati allo scopo.

E' il caso del centro storico, dove il condono sembra abbia scatenato gli abusivi pi che altrove.
Certo, non si tratta di costruzioni come quelle scoperte perfino interrate nel parco dell'Appia Antica o quelle abbattute ieri nel parco di Veio, ma sono comunque abusi di grave entit, spiega Paolo Merosi, responsabile edilizia del corpo dei vigili urbani del primo municipio: Solo tra dicembre e gennaio abbiamo calcolato un aumento degli abusi intorno al 500 per cento rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. Mentre nel 2002 la media era di uno-due abusi al mese, adesso la media di due-tre a settimana. L'annunciato e poi attuato decreto sul condono ha moltiplicato il nostro lavoro e con il poco personale che abbiamo a disposizione non possibile avere il territorio sotto controllo.
Appena 14 vigili in un'area grande come una media citt italiana. E' l'altro aspetto che di fatto garantisce impunit a chiss quanti abusivi. Alla domanda se non sono un po' pochini, il sindaco svicola: Sono questioni interne al Corpo dei vigili urbani e non intendo interferire.

Ma torniamo all'ispettore Merosi, al quale chiediamo: ma se i vigili non controllano, o controllano poco, come fate a rilevare gli abusi? Sono soprattutto i cittadini che li segnalano. Nel novanta per cento dei casi si arrivato al sequestro grazie alle denunce dei privati.

Ovviamente, con pochi vigili che vigilano - e anche qualche complice chiusura d'occhio - molti abusi, pur segnalati, non vengono presi neanche in considerazione. In ogni caso, in queste ultime settimane e mesi sempre nel centro storico - dove il valore immobiliare di un appartamento oltre 10 milioni di vecchie lire a metro quadrato - di sigilli ne sono scattati parecchi. Gli abusi penali pi diffusi: sopraelevazioni e mansarde. E' accaduto, solo per fare qualche esempio, in via dei Banchi Nuovi (dietro piazza Navona), in via del Tritone, in via del Boschetto (quartiere Monti-Colosseo), in via Garibaldi e in via del Mattonato (Trastevere), in via del Corso, in via della Scrofa e altri ancora vicino la stazione Termini. I proprietari sono stati tutti denunciati alla magistratura. Il giorno del giudizio ammetteranno s l'abuso, ma diranno di averlo commesso prima del 31 marzo scorso. E chiss quanti, c' da giurarci, la passeranno liscia.



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