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SAN FRANCISCO. Un museo firmato dallecologia
Fulvio Irace
il sole 24 ore, 26-09-2008




Domani sar inaugurato a San Francisco il nuovo edificio progettato dallarchitetto genovese. Non c laria condizionata e il tetto percorribile Le sale sono aperte alla brezza del Golden Park. Renzo Piano: Una Ferrari a zero consumi e zero emissioni - Hi-tech e vivibilit

Acrobati cinesi e suonatori di tamburo nigeriani, ballerini e artisti del circo: con le loro esibizioni, domani al Golden Park di San Francisco, apriranno un lungo weekend dedicato al rispetto ambientale e ai segreti della natura. Scelta obbligata nello Stato dellUnione pi convintamente ambientalista, e quanto mai opportuna per il battesimo di quello che gi la stampa definisce il "museo pi verde degli Stati Uniti", la California Academy of Sciences.
Ledificio ospita in ununica sede dodici edifici costruiti avarie tappe in circa ottanta anni di vita, alcuni dei quali seriamente danneggiati dal terremoto del 1989 che distrusse anche i padiglioni in stile coloniale del vicino De Young Museum, ricostruito lanno scorso su progetto degli svizzeri Herzog&deMeuron.
Lautore in questo caso un italiano, anzi litaliano pi famoso in America visto che ha firmato in poco pi di dieci anni tutte le pi prestigiose istituzioni culturali del Paese, dalla sede del New York Times e della Morgan Library a New York, dal Kimbell Art Museum di Forth Worth alla Columbia University di New York: Renzo Piano.
Una Ferrari a zero consumi e zero emissioni, la definisce Piano con ironia: un gioiello di alta tecnologia ad elevato gradiente poetico, dove per la prima volta in maniera convincente la sostenibilit esce fuori dal gergo degli ecologisti e dei costruttori edili per entrare organicamente nellarte del costruire. Visto da lontano, infatti, il segno distintivo del museo una sorta di prato sospeso al posto del tetto: una leggera ondulazione di colline erbose alta circa dieci metri sul suolo, come se un lembo di parco fosse stato sollevato per nascondervi sotto il mondo della scienza.
Non un pensiero nuovo questo per larchitetto genovese: a Basilea, ad esempio, il Paul Klee Zentruln si presenta con laspetto di un campo coltivato, appena sollevato in un gioco di onde che estendono lorografia caratteristica del luogo, nascondendo alla vista la struttura del museo. Mentre in Svizzera per le sale espositive sono calate in grandi caverne sottoterra, in California il prato che levita sopra terra, creando unintercapedine luminosa che dallatrio si protende in direzione delle grandi sfere del Planetario e dellAcquario, in una drammatica sequenza di spazi bassi e di vuoti altissimi. Come al solito per Piano, lidea del progetto non nasce mai da una forma precostituita, ma da un processo di interpretazione del luogo e di individuazione dellanima dellarchitettura.
Quando nel 1999 fu invitato a un colloquio con i curatori e il direttore del Centro, fu lunico ad arrivare senza una presentazione del futuro lavoro: davanti allo sguardo perplesso dei suoi interlocutori, raccatt dal tavolo dei fogli di carta e, ammettendo che non aveva nessuna idea di come sarebbe potuta essere larchitettura del nuovo museo, si mise a tracciare con pochi segni a matitale idee di base di un programma da seguire. Prima di tutto, la convinzione che bisognasse trovare un modo pi adeguatodi comunicare al pubblico il senso della ricerca scientifica. Poi la necessit che per convincere i visitatori dellimportanza di rispettare e comprendere la Natura, ledificio stesso doveva essere come un laboratorio per la dimostrazione che si pu costruire senza ferire la Terra.Per questo, la linea di colmo del museo non avrebbe sorpassato i dieci metri daltezza e, come un tappeto flessibile, avrebbe girato attorno alle alte sfere del planetario e dellacquario, costituendo la base per una serra allaria aperta dove trapiantare alcune delle essenze originarie della California, prima che luomo intervenisse per trasformare il suolo arido della baia in un giardino.
Nellarchitettura di Piano il tetto sempre stato una componente essenziale per la definizione degli spazi e dei volumi: nella Fondazione Bayler di Basilea, ad esempio, le sale delle collezioni sono distribuite in un vuoto ininterrotto, coperto da una lastra sottile di metallo e di doghe mobili, che come palpebre di un occhio si aprono e chiudono al riverbero del sole. A San Francisco il tetto per vivente, metafora costruita di unarchitettura che si presenta come un organismo capace di respirare e di trasudare: rifiutando la pratica modernista del contenitore sigillato, il Centro non ha aria condizionata e la caratteristica pi rivoluzionaria costituita dalle maniglie delle grandi vetrate dei laboratori, apribili alle brezze della baia. I musei spiega Piano - di solito sono opachi e pieni di luoghi chiusi al pubblico. Sono il regno delle tenebre dove si entra con un certo timore. Qui siamo nel mezzo di un parco straordinario e non ha senso chiudersi dentro, tagliando fuori la natura.
Anche il tetto infatti percorribile: e immergendosi nellosservazione dellhabitat naturalistico ricreato in alta quota, il visitatore avr la sensazione di cavalcare il dorso di un docile drago.



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