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VENEZIA - Il mio ponte dei sospiri
Anna Detheridge, interv. a Santiago Catatrava
Il Sole 24 Ore 31/08/2008

E' stata realizzata a Venezia un`opera di architettura contemporanea di grande bellezza a firma di Santiago Calatrava, architetto e ingegnere spagnolo celebre per le sue costruzioni monumentali, finalmente portata a termine laddove quelle di altri protagonisti dell`architettura moderna quali Le Corbusier, Frank Lloyd Wright, Louis Kahn e Alvaro Siza sono rimaste per vari motivi allo stadio progettuale.
Tuttavia l`inaugurazione del nuovo ponte che si chiamerà Ponte della Costituzione (l`occasione è il6oesimo anniversario della Costituzione italiana) che collega la Stazione di Santa Lucia a piazzale Roma, fissata per il 18 settembre alla presenza del presidente della Repubblica non avrà luogo. A causa di una incomprensibile escalation di polemiche e «sospiri» verrà, invece, sostituita da una conferenza stampa, martedì prossimo, presenti il sindaco Cacciari e lo stesso Calatrava.
Santiago Calatrava, valenciano, architetto e ingegnere, ha rivoluzionato il nostro modo di vedere le infrastrutture, tornando a esprimere attraverso l`innovazione tecnica non solo
il linguaggio del nostro tempo, ma una visione poetica. Ha al suo attivo circa 6o ponti monumentali in 17 Paesi diversi. Lo incontriamo nel suo studio a Zurigo. Racconta Calatrava.
«Ho una grande gratitudine per la quantità di cose che ho imparato vedendo le città italiane; Venezia è una città che ho frequentato molto ed è stato un onore professionale aver potuto costruire un ponte su invito del sindaco Cacciari oltre dieci anni fa».
Dopo aver realizzato un progetto esposto allo spazio Olivetti in San Marco per un anno, dopo averlo presentato alla soprintendenza
e alle associazioni competenti, riceve l`incarico e si mette a lavorare secondo le indicazioni del committente: l`utilizzo del ponte, i profili da rispettare per la navigazione, eccetera. Nel settembre zooi sottomette l`elaborato finale al collaudo da pàrte della ditta ICMQ di Milano. Tra i nodi principali delle polemiche vi è stato il problema dell`accesso per i diversamente abili, risolvibile, secondo il Comune, attraverso il vaporino ai piedi del ponte, valutazione in seguito riconosciuta dal sindaco stesso come errata.
«Posizione che all`epoca ho trovato giustificabile - continua Calatrava - in quanto a Venezia le barriere architettoniche sono ovunque. In seguito all`infittirsi dei pareri, proposi di cambiare radicalmente il progetto, ma questo avrebbe obbligato i committenti a ricominciare daccapo l`iter delle approvazioni
durato diversi anni».
Ma le proteste non si placano e investono altre presunte colpe quali le lungaggini e l`aumento dei prezzi. Come tutti sanno, la Legge Merloni che impone come vincitrice l`impresa che fa il prezzo più basso è un provvedimento inadeguato per qualsiasi costruzione di qualità, una modalità penalizzante di fronte alla quale, secondo Calatrava, il committente avrebbe dovuto imporre una preselezione in base al curriculum e le comprovate capacità tecniche dell`appaltatore. La stima preventiva dello studio di Calatrava è stata di 4.535.000 curo, oggi largamente sorpassata,
la cifra quotata dalla ditta appaltatrice vincente Cignoni è stata di 4.074.906 euro, addirittura più bassa del preventivo. La direzione lavori è stata del Comune.
Sottolinea Calatrava: «La mancata inaugurazione mi rattrista soprattutto per le maestranze locali che hanno lavorato con amore e cura eccezionale». Il ponte slanciato e discreto nella forma, ha una campata di 94metri, larga quasi sei alla base e poco meno di 10 al centro. Il raggio di curvatura larghissimo è disegnato
in acciaio, gli scalini e pavimento sono di vetro e pietra d`Istria, la pietra bianca tipica di Venezia, i parapetti sono in vetro, il corrimano in bronzo. Di notte, viene illuminato da
piccole fonti di luce.
Le motivazioni latenti dietro le polemiche, le boutades ingenerose dei critici, i tempi lunghi delle approvazioni, appaiono nella migliore delle ipotesi una sorta di auto protezione
che la città (in questo caso Venezia, ma rimane vero per tante città italiane) oppone, una sorta di resistenza inconscia al cambiamento.
Eppure, come ha affermato Calatrava: «in una città d`arte enormemente sollecitata da milioni di persone si fanno continuamente delle opere. Come ha dichiarato anche Cacciari, la città è in continua trasformazione, cambia comunque veste, sotto la spinta di una pressione enorme, e del tessuto originario non rimane quasi nulla».
Le cose si capiscono meglio dai dettagli, e Calatrava si dimostrauomo del suo tempo nella scelta, per esempio, dell`arco ribassato rispetto a quello di tutti gli altri ponti di Venezia.
«Il raggio di curvatura larga rappresenta l`epoca contemporanea, realizzabile da quando sono disponibili certi ma teriali. Molta innovazione e integrazione di elementi passa anche dal colore e dai materiali. Se si guarda il lavoro nel centro storico di architetti quali Albini o Scarpa che hanno con cura enorme trasgredito il vocabolario moderno, realizzando lavori di una grande preziosità quale è, per esempio, il Querini Stampalia. Se si osserva un`opera di Bellini su un cavalletto disegnato da Scarpa con i mezzi che avevano, lavorando con artigiani quali Morselletto e altri, quegli oggetti fanno parte di un insieme metafisico. Mi commuove sempre il profondo amore che trascende i
linguaggi. Venezia come tante altre città, ha subito violenze quali quelle imposte da Napoleone che cala sulla città come unabestia, ordinando la chiusura del terzo lato di Piazza San Marco copiando la loggia sansoviniana, intervenendo brutalmente dentro la sacralità del luogo, ma anche questo è stato assorbito dalla trama della città che ha una grande capacità di integrare
tutto, e oggi non lo nota più nessuno».



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