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CAPANNORI. Larea archeologica in stato di degrado
MERCOLED, 27 AGOSTO 2008 IL TIRRENO - Lucca

Strada sterrata e piena di buche, pochi cartelli per i visitatori



Il consigliere Picchi: Gli scavi non vengono valorizzati


Il sito archeologico di Fossanera e delle 100 fattorie romane si trovano in una condizione di degrado. A evidenziare il problema il consigliere comunale Liano Picchi della lista civica Per Capannori, che dopo aver indirizzato al sito archeologico una famiglia di turisti inglesi, ha ricevuto poi le loro lamentele per le condizioni del luogo. A cominciare dalla strada sterrata - che parte da via del Rogio - che permette di raggiungere il sito.
La strada bianca, al cui inizio posto il cartello che indica il parco archeologico e naturalistico di Fossanera, per la maggior parte cosparsa di buche di media grandezza, che rendono scomodo il passaggio alle automobili.
La strada - afferma Picchi - che dovrebbe essere accogliente per i visitatori, in realt una strada non curata e difficilmente agibile. Mi domando come mai le istituzioni non abbiano gi provveduto a riempire le buche con della ghiaia, un lavoro economicamente irrisorio.
Il percorso che conduce alle fattorie fino ad oggi ritrovate, fa notare Liano Picchi, cosparso di rovi di piante, anche intorno ai cartelli che indicano i vari siti. In prossimit dellinizio degli scavi, vi un casottino in plastica - forse contenitore per attrezzi - a cui stato sfondato il vetro della finestra, e allinterno ci sono coperte, bicchieri, stoviglie in alluminio.
Lo stato attuale del sito di Fossanera - commenta Liano Picchi - tutto fuorch accogliente. I resti e il luogo non sono valorizzati affatto. C da chiedersi quale sia la causa di lasciare un luogo cos importante dal punto di vista culturale e storico in uno stato di disordine e degrado. Credo che ci siano varie forze contrapposte in gioco, che portano a un disimpegno nel mantenimento del sito archeologico.
Si parla tanto di dare risalto a questi importanti ritrovamenti - prosegue Picchi - ma gli scavi, vengono fatti solo circa un mese lanno, nel periodo estivo, per il resto dellanno il sito per lo pi fermo, ed in questo modo i lavori progrediscono molto lentamente.
I resti delle fattorie che sono gi alla luce, nel resto dellanno in cui i lavori sono fermi, vengono interrate, e questo non permette di apprezzare completamente il valore storico e culturale della scoperta. Lassenza di una guida a disposizione dei turisti, ed i cartelli mono lingue sono altri fattori che impediscono il pieno sviluppo del sito archeologico, dichiarato dallUnesco patrimonio dellumanit - anche perch il sito si trova in un luogo cosiddetto integro, ovvero allo stato naturale.
Il palazzaccio - continua Picchi - posto vicino allingresso della zona archeologica, rappresenterebbe il luogo ideale per poter creare una sorta di reception per laccoglienza turistica. Inoltre il palazzaccio rappresenta anche una valida alternativa per la creazione del museo della civilt contadina, di cui si parla da vari anni.
Al di l dei pochi volenterosi che si animano per mantenere in vita il sito - commenta Picchi - le istituzioni non si impegnano, lasciando il sito in uno stato che sembra chiuso e abbandonato, quando allo stesso tempo si parla di dare al luogo un valore adeguato.
Infine, su via del Rogio, sempre in prossimit dellentrata al sito archeologico, si trovano un paio di piccole discariche abusive, con materiale di vario tipo. Anche queste contribuiscono a rendere la zona del parco poco accogliente e trascurata.
Alessandra Bandoni



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