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in difesa dei beni culturali e ambientali

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Forza Ambiente
Maria Serena Palieri
l’Unit 24/01/2004

Sar il ministro Urbani il principe azzurro che salver Biancaneve (ovvero il paesaggio del Bel Paese), dalla morte cui la condanna la mela avvelenata? La richiesta di vestire questi panni, al titolare del dicastero dei Beni e le Attivit Culturali, stata rivolta ieri, nel suo linguaggio accorato e immaginifico, da Giulia Maria Mozzoni Crespi, presidente del Fondo per l'Ambiente Italiano. E, a onor del vero, bisogna dire che Urbani, pur esaltando - nel meato della tempesta in cui, tra Finanziaria, nuovo Codice per i Beni Culturali e condono edilizio, si trova il suo dicastero - il proprio operato in senso legislativo, almeno sul piano del physique du rle da principe ha dichiarato di non essere all'altezza. Scenario, il primo convegno nazionale del Fondo per l'Ambiente italiano, l'associazione che dal 1975 tenta di inoculare nel nostro Paese la logica, per noi aliena, del National Trust che riunisce tre milioni di sudditi di Sua Maest britannica e che possiede, tutela e gestisce una fetta rilevantissima del patrimonio ambientale e culturale del Regno Unito. Alla presenza del presidente della Repubblica Ciampi dei rappresentanti delle proprie ottantotto delegazioni nella penisola, il Fai ha illustrato la sua nuova iniziativa, un decalogo di dieci principi sui quali chiama gli italiani a dichiararsi (via internet, www.fondoambiente.it): Riconoscere il valore dell'eredit culturale; Opporsi alla tirannia di un presente smemorato; Agire e progettare con responsabilit e rispetto; Individuare e rispettare nuove regole; Difendere la propria identit; Integrare il passato con il presente; Promuovere la partecipazione; Promuovere la conoscenza del patrimonio; Educare attraverso l'esperienza diretta; Conservare, vivere, integrare. Consapevole, il Fai, di venir fuori con questo elenco di valori in giorni singolarmente tormentati per chi s occupa di tutela e conservazione (vedi appunto nuovo Codice, condono, prossima legge delega sull'ambiente e depenalizzazione degli illeciti edilizi, schivata, questa, per un soffio grazie alla protesta delle associazioni che si battono per la tutela), E d'altronde, decalogo a parte, il convegno, ospitato a Roma nella sala dorata dello splendido Complesso monumentale di Santo Spirito in Sassia, con la cronaca ha fatto i conti. Mattinata con interventi del sindaco di Roma Walter Veltroni, la presidente Crespi, il ministro Giuliano Urbani, Umberto Vattani gi rappresentante permanente dell'Italia presso la Ue, Salvatore Settis, direttore della Normale di Pisa e consigliere di Urbani, Domenico De Masi, sociologo, Marco Magnifico, direttore generale dei Fondo, pomeriggio con interventi di Domenico Fisichella, ex-ministro per i Beni Culturali, e Martin Drury (ex-direttore del National Trust britannico) e tavola rotonda, coordinata da Fabio Isman, con Pio Baldi, direttore generale per l'Architettura e l'Arte contemporanee del Mbac, l'economista Giampaolo Barbetta, il presidente della Regione Campania Antonio Bassolino, don Carlo Chenis, segretario della Pontificia Commissione per i beni culturali della Chiesa, lo psicologo Fulvio Scaparro e, per dare un po' di colore, Antonio Ricci. In platea, in gran cappa nera, Vittorio Sgarbi che profetizza: Urbani la principale ragione per cui Berlusconi perder le prossime elezioni.
La notizia del giorno che il nuovo Codice ha smesso di essere un Ufo: oggi sulla Gazzetta Ufficiale. Urbani rivendica, nell'ordine: che esso per la prima volta tutela il paesaggio come bene culturale, che bandisce la possibilit di ricorrere a un mostro: le autorizzazioni in sanatoria, che recupera la collaborazione tra Stato e periferia, ripete che l'altro mostro vero, il silenzio-assenso introdotto all'ultimo momento nel Codice da Tremonti in Consiglio dei ministri va bene perch i centoventi giorni di tempo per decidere concessi alle Sovrintendenze per apporre un vincolo, sono tantissimi e che il condono edilizio (che di fatto surclassa il suo Codice gi nel nascere) dovuto a ragioni di disperazione. La gestazione della sua creatura stata tanto fuori dai normali iter istituzionali che, per clamoroso paradosso, qui, ancora stamattina, rivendicano di non conoscerla in toto e non potersi pronunciare un suo direttore generale, Baldi, e il suo consigliere per lo stesso Codice, Settis (che, peraltro, aveva espresso un modico dissenso al Tg3 sette giorni fa).
I temi su cui va avanti la giornata sono parte legati alla cronaca stretta di queste settimane, parte su un altro registro politico-temporale. Il Codice nato da una delega in origine assai pi ristretta: compito del governo, armonizzare il Testo unico dei Beni Culturali alla riforma del titolo V della Costituzione. E, sul piano del federalismo, sguainar di spade. Fisichella ritiene che la cessione di poteri a Regioni ed Enti Locali favorisca l'infiltrarsi di egoismi, particolarismi. Bassolino (l'intervento pi applaudito) ricorda che la Campania stata la prima Regione a rivolgersi alla Corte Costituzionale contro il condono edilizio, quindi se la Corte si pronuncer sar perch oltre al Parlamento e al Governo che fanno leggi che scempiano l'ambiente ci sono altre istituzioni, tutti siamo Stato, che si sono mosse. Mentre Veltroni, al mattino, aprendo i lavori, ricordando la stagione che ha visto a Roma la restituzione della Galleria Borghese, di Palazzo Braschi, di Palazzo Massimo, Palazzo Altemps, la Cripta Balbi, cos come della stilatura della carta della qualit che censisce 27.000 piazze, giardini, resti archeologici, palazzi, chiese della Capitale, s'era meritato il commento della Crespi: Le sue parole sono lievi. Vorrei volassero a Milano dal sindaco Albertini,...
Sul piano del che fare, la mattinata offre due suggestioni: un dato fornito da Barbetta, in Italia ci sono 40.000 organizzazioni no profit che si occupano di arte e cultura con 480.000 cittadini che ci lavorano come volontari; e il richiamo all'articolo 9 della Costituzione, che impegna la Repubblica a tutelare il suo patrimonio artistico e paesaggistico e che Ciampi - ricorda Settis dal palco, presente il Presidente - ha pi volte definito il pi originale della nostra Carta. Succeder che, come chiede il Fai, gli italiani si sveglieranno e prenderanno consapevolezza?



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