LEGGI
BENI IN PERICOLO
INTERVENTI E RECENSIONI
RASSEGNA STAMPA
COMUNICATI DELLE ASSOCIAZIONI
EVENTI
Per saperne di più: bibliografia orientativa
NUOVO CODICE SOS
LINK
CHI SIAMO: REDAZIONE DI PATRIMONIOSOS
BACHECA DELLE TESI
per ricevere aggiornamenti sul sito inserisci il tuo indirizzo e-mail
patrimonio sos
in difesa dei beni culturali e ambientali

stampa Versione stampabile

Il Bel Paese senza soldi - La manovra d´estate chiude con i maxitagli riservati ai Beni culturali
SALVATORE SETTIS
VENERDÌ, 08 AGOSTO 2008 LA REPUBBLICA




Nonostante i meritori tentativi del ministro Bondi, la manovra finanziaria d´estate si chiude con tagli assai pesanti ai Beni culturali. Un miliardo di euro in meno nel prossimo triennio peserà sull´Amministrazione come un macigno, riducendone drasticamente la funzionalità: e ciò all´indomani di una riforma del Codice che le assegnava nuovi e più impegnativi compiti nella difesa del paesaggio. Cresce a ogni giorno che passa l´età media dei funzionari (oltre i 55 anni), e senza soldi di turnover non se ne parla. Il già ridicolo finanziamento della Cultura (0,28% del Pil, ai livelli più bassi d´Europa) è stato ulteriormente falcidiato.


Eppure, chi trova questa situazione preoccupante viene accusato di "statalismo". Interessante rimbrotto, che si può interpretare in due soli modi: o nel senso che proteggere beni culturali e paesaggio è di per sé deplorevole, e dunque sarebbe meglio distruggere e svendere ogni cosa a man salva; o nel senso che la necessaria tutela del nostro patrimonio culturale e paesaggistico può farsi lo stesso, anche se i finanziamenti dello Stato si riducono in modo così massiccio. Nessuno è tanto cinico (o barbaro) da sostenere la prima di queste due tesi. Molti invece i sostenitori della seconda, che tuttavia puntano su quattro diverse strategie. Vediamole.

Secondo alcuni, come l´onorevole Aprea, il Ministero avrebbe «accumulato qualcosa come 4.000 miliardi di vecchie lire di residui passivi», e perciò basta pescare in questo salvadanaio e «rimodulare i meccanismi di spesa», e il gioco è fatto: i tagli della manovra d´estate sarebbero solo un invito alla virtù.

Peccato che le cose non stiano così: questa cifra è aggregata su più anni, per giunta considerando "residui passivi" le somme già spese ma non liquidate, dunque dà un´idea distorta della realtà (sarebbe giusto che fosse lo stesso Ministero a chiarirlo).

Seconda teoria: se lo Stato si dilegua, arriveranno i privati a gestire musei e parchi archeologici. Ma quali privati? La favoletta secondo cui in America i musei vanno a gonfie vele perché privati ha già fatto il suo tempo, ma giova ripetere perché: nessun museo d´America ha il bilancio in attivo (il Getty, che è il più ricco, copre con gli introiti meno del 10% delle spese), ma tutti possono contare su beni patrimoniali investiti (endowment). Sono donazioni di uno o più mecenati, il cui frutto è obbligatoriamente investito in attività culturali, a fondo perduto: nulla di comparabile con l´assetto dei musei italiani, che di endowment non ne hanno proprio.

Ma perché tanti generosi donatori in America, in Italia quasi nessuno? Facile: in quel grande Paese vige un sistema fiscale efficiente, che prevede fra l´altro la detassazione totale delle quote di reddito che vengano donate a musei, teatri, università, istituti di ricerca. In tal modo, gli Usa e i singoli Stati federati rinunciano a introiti significativi, e i cittadini-donatori stabiliscono un legame di fidelizzazione con le istituzioni che sostengono. Donazioni private sì, ma rese possibili dalla lungimiranza dello Stato.

Perché invece di parlare di un inesistente modello americano di gestione redditizia dei musei non si adotta il concreto modello americano di un sistema fiscale efficiente?

Forse perché il fisco italiano (che il governo sia di destra o di sinistra) non rinuncia a un centesimo di tasse, né può farlo, dato lo stratosferico livello dell´evasione fiscale nell´infelice Penisola.

L´adozione del "modello americano" comporterebbe in primis la lotta all´evasione fiscale, perciò non se ne parla. Meglio qualche chiacchiera a vuoto sul "museo come azienda", che non tocca gli interessi di nessuno (salvo che dei musei).

Terza strategia per sostituire lo Stato in ritirata: le Fondazioni museali a partecipazione mista, pubblico-privata.

Buona idea, se funziona. Ma funziona? A dieci anni dalla legge in merito (Veltroni-Melandri, con regolamento Urbani), c´è una sola fondazione nata intorno a un museo statale (l´Egizio di Torino), un´altra (Aquileia) sta nascendo. Il freno principale è precisamente la difficoltà di trovare capitali di provenienza non pubblica: se a Torino si è potuto contare su due grandi fondazioni bancarie, in quasi tutte le città italiane non è così. Il meccanismo è forse efficace, ma di lentissimo rodaggio. Un´Italia che si converte in massa alle Fondazioni per colmare i tagli che devasteranno il Ministero non è plausibile, si accettano scommesse.

Quarta ipotesi, la devoluzione dei beni culturali alle Regioni, che l´infelice riforma del Titolo V della Costituzione tortuosamente sembra consentire. Proposte in tal senso sono state avanzate dalla Toscana nel 2003, da Lombardia e Veneto nel 2007, dal Piemonte un mese fa: cioè sempre da regioni governate da una coalizione politica diversa da quella del governo nazionale del momento. Verrebbe così a crearsi per i beni culturali una situazione simile a quella della sanità, dove dal 2001 (secondo "Cittadinanza Attiva") «una distorsione del concetto di federalismo declina il diritto costituzionale alla salute in 21 modalità diverse». Con due aggravanti: primo, mentre i malati possono spostarsi – quando possono– – da una regione all´altra (nel 2007 lo ha fatto il 51% dei cittadini, e il dato è in salita), monumenti e paesaggi sono inchiodati in situ. Secondo, le regioni più povere avrebbero ben poco da destinare alla tutela: in regime di "federalismo fiscale", solo sette regioni sarebbero autosufficienti, nessuna al Sud; e al Sud va solo il 5% delle contribuzioni liberali delle Fondazioni bancarie.


Ma la devoluzione dei Beni culturali comporterebbe un risparmio di spesa a parità di servizi? C´è da dubitarne: la sanità "federale" non solo è distribuita in modo diseguale, costa anche di più: «nel ´98 costava 55 miliardi, oggi ne brucia il doppio» (G. Trovati, Il Sole, 4 agosto). Che cosa accadrebbe ai beni culturali? E al paesaggio? La risposta è chiara: o il moltiplicarsi della spesa, o un drammatico affievolirsi della tutela.

Insomma: se lo Stato dovesse dileguarsi, il rimedio per i Beni culturali è ancora da trovare.

Sandro Bondi ha scritto (Il Giornale, 3 agosto) che la tutela «è un formidabile generatore di senso comunitario, di creatività, di crescita civile e produttiva», e che perciò «non dev´essere compresso il finanziamento alla cultura, all´istruzione e alla ricerca».

«Un Paese come l´Italia che non scommette sulla cultura e l´istruzione è un Paese che non ha futuro».

Non si può che essere d´accordo con lui. Ma basterà «incoraggiare l´intervento dei privati e delle autonomie locali» per tappare l´enorme buco di bilancio creato dalla manovra d´estate?

Intanto, i nostri vicini di casa ci giudicano. La Süddeutsche Zeitung del 5 agosto commenta questi tagli col titolo «La minacciata liquidazione della tutela dei beni culturali assesta il colpo di grazia alla cultura italiana e devasta i tesori più preziosi d´Europa».

La situazione, scrive Volker Breidecker, «non è drammatica, è catastrofica», e l´Europa non può disinteressarsene, dato che l´Italia è «culla della classicità, luogo d´origine del Rinascimento e della civiltà comunale, civiltà a cui si devono quasi tutte le idee-guida della politica e della vita pubblica, e per questa ragione sede di un patrimonio archeologico, architettonico, paesaggistico e artistico senza paragoni sulla Terra».

Che cosa accadrebbe, si chiede Breidecker, in caso di devoluzione? La privatizzazione, come quella dei templi di Agrigento, progettata dalla Sicilia? O la vendita del patrimonio culturale pubblico, come a Verona va facendo il Comune?

Consigliamo la lettura di questo articolo al presidente Berlusconi e al ministro Tremonti. Vi troveranno un giudizio durissimo, ma che tradisce a ogni parola un amore senza riserve per l´Italia, per la sua tradizione e per il suo futuro.

Anche questo amore, condiviso da tanti in Europa e fuori (anche in Italia? anche in Parlamento?), è un asset su cui contare. I tagli alla Cultura non solo mettono a repentaglio il futuro del nostro patrimonio, ma costituiscono un immediato, grave danno d´immagine per il Paese. Chi saprà correggerlo? E come?






news

02-09-2010
RASSEGNA STAMPA: aggiornata al giorno 02/09/2010

31-08-2010
Articoli su paesaggio e fonti rinnovabili

27-08-2010
SICILIA/CULTURA: ARMAO, POSSIBILE COLLABORAZIONE CON MUSEI VENEZIA

19-08-2010
Fahrenheit Radio 3 - tre minuti al giorno sui beni culturali

15-08-2010
ARCHEOLOGIA IN PERICOLO – ALLARME DEI SOPRINTENDENTI

15-08-2010
Corte dei Conti e Protezione Civile: alcuni documenti

14-08-2010
AMBIENTE: FEDERPARCHI, NON CHIEDIAMO ELEMOSINE MA INVESTIMENTI

14-08-2010
Il David conteso tra il Comune e lo Stato

13-08-2010
CORTE DEI CONTI - Sull’assoggettabilità a controllo preventivo di legittimità di varie ordinanze di protezione civile

11-08-2010
Musei: a ferragosto quelli statali resteranno aperti

11-08-2010
CORTE DEI CONTI - delibera su ordinanze di protezione civile concernenti Pompei

10-08-2010
SICILIA/AMBIENTE: ARMAO, ISTITUITO PIANO PAESAGGISTICO PROVINCIA RAGUSA

09-08-2010
FIRENZE: ORDINANZA RENZI, SOVRINTENDENZA PULISCA MURI UFFIZI

05-08-2010
TARQUINIA: SCOPERTE LE PIU' ANTICHE PITTURE DELLA NECROPOLI ETRUSCA

04-08-2010
Firenze avanti tutta: cementificazione di Bellosguardo

04-08-2010
Centrale del latte di Pescara: in arrivo al demolizione

02-08-2010
Lettera di Assotecnici al PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA ITALIANA

30-07-2010
Mediapolis: il "suicidio" della campagna di Ivrea

30-07-2010
LA TUTELA DEI BENI CULTURALI BLOCCATA DALLA MANOVRA FINANZIARIA BONDI CORRA AI RIPARI

29-07-2010
RESCA (DIRETT.GEN.PROMOZIONE):"ACCORDI CON STAATLICHE MUSEEN ED ALTRE 16 ISTITUZIONI MUSEALI TEDESCHE"

29-07-2010
Piano paesistico. Audizione della sovrintendente Vera Greco in quarta commissione

29-07-2010
UMBRIA/TERREMOTO: MARINI, 300 MLN EURO NECESSARI PER RICOSTRUZIONE

29-07-2010
CULTURA: INTESA REGIONI-MIBAC SU CONTRIBUTI SPETTACOLO DAL VIVO

29-07-2010
SICILIA/CULTURA: DOMANI SIGLA PROTOCOLLO INTESA REGIONE-UNIVERSITA'

29-07-2010
Nelle acque di Capraia poppatoi di 2 mila anni fa

29-07-2010
Scopelliti boccia la proposta di Resca sui Bronzi di Riace

29-07-2010
ROSSI (COORD.NAZ. FP CGIL): "GRAVI RICADUTE CONTINUI TAGLI"

28-07-2010
MUSEI: IN CRESCITA NEL 2010, MA E' ALLARME CUSTODI

28-07-2010
Federalismo demaniale: Agenzia demanio pubblica elenco beni: un altro link

27-07-2010
FEDERALISMO: LEGAMBIENTE, E' PARTITA LA GRANDE SVENDITA

Archivio news