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CAMPANIA - Filangieri, il museo che scompare
25/07/2008 IL MATTINO








Donatella Trotta I napoletani che hanno buona memoria lo chiamano ancora il museo che cammina. Perch allepoca del Risanamento post-colera, a causa dellampliamento fineottocentesco di via Duomo, ledificio rischi di essere abbattuto; ma poi, grazie allintervento e alle pressioni di intellettuali, artisti e personaggi illustri come Settembrini e Dalbono, venne invece smontato. Pezzo per pezzo. E rimontato, venti metri pi avanti, con la stessa bella struttura che offre allo sguardo la sua facciata con un armonico bugnato toscano, punteggiata da finestre di piperno che danno luce a interni di notevole eleganza, ricchi di tesori del collezionismo privato documentati da volumi come quelli di Nadia Barrella. costellata di aneddoti, colpi di scena e vicissitudini di vario segno la lunga e complessa storia del quattrocentesco Palazzo Como, sede dal 1882 del Museo Civico Gaetano Filangieri, una Fondazione privata su modello degli Arts and Crafts Museums: luoghi museali intesi come strumenti didattici e sedi di studio, ricerca e sperimentazione nel campo delle arti applicate. Ma una storia, anche, nel segno del paradosso: come il fatto che un museo che costa sui 400mila euro annui di gestione chiuso da dieci anni, dice lingegner Giampaolo Leonetti, dal 2004 - su mandato del sindaco Rosa Russo Jervolino - direttore del Museo Filangieri, dopo essere stato soprintendente del Pio Monte della Misericordia. Non di poco conto, la responsabilit che Leonetti si addossato alla guida di un gioiello napoletano: Un patrimonio negato alla pubblica fruizione - prosegue Leonetti - ma inventariato e riversato, dal 2005, in un sofisticato sistema informatizzato di gestione museale comprato in Svizzera, primo museo della Campania ad aver convertito agli standard moderni la schedatura dei suoi beni. Un altro paradosso. Come il rischio, previsto dallatto di donazione del principe Gaetano Filangieri al Comune di Napoli, che se il Museo continua a restare chiuso i tesori in esso raccolti devono tornare agli eredi. Ma che cosa ostacola la riapertura al pubblico del palazzo, peraltro noto nella tradizione popolare come o Palazzo de Monacielli, almeno stando alle superstizioni tramandate da chi lo abit? Pi che una maledizione, la beffa degli ingranaggi della burocrazia, sottolinea Leonetti, che spiega: Esistono due ordini di problemi. Il primo legato agli stipendi dei custodi, sette comunali ma cinque dipendenti della Fondazione, tutti in regolare servizio per la manutenzione ordinaria e lapertura e assistenza su richiesta di qualche studioso. Gli stanziamenti straordinari del Comune di Napoli, deliberati in misura decrescente dal 2005 ma erogati sempre con ritardo, non bastano pi; e anche il fido bancario da me ottenuto lo scorso gennaio si sta esaurendo. E il secondo problema? Riguarda la necessit di lavori di adeguamento del Museo (durata: due anni, costo 2 milioni e mezzo di euro da finanziamenti regionali del piano Pit-Por), senza i quali non si possono riaprire i battenti al pubblico. Ma lennesimo paradosso che i fondi stanziati per il 2000-2006 sono stati revocati per decorrenza dei termini di presentazione del progetto, approvato in giunta comunale nel novembre 2006. E ora che c il progetto, siamo in attesa di nuovi stanziamenti Pit-Por per il 2007-2013. Leonetti sfiduciato: Il Madre - denuncia - costa 8 milioni di euro lanno. Mi chiedo perch spendere tanto e qual la logica di gestione di questa citt che si vanta dessere citt darte. Getta acqua sul fuoco Nicola Oddati, assessore comunale alla Cultura: Il sindaco tiene molto al Museo Filangieri, tant che continuiamo a erogare fondi straordinari: 250mila euro nel 2005, 235mila nel 2006 195mila nel 2007. I pagamenti avvengono a rendicontazione delle spese, come accade a tutti. Non possiamo agire in modo difforme, gi per noi un problema dare un contributo a un museo chiuso quando abbiamo musei aperti a cui non finanziamo tutti questi soldi. In attesa di verificare la possibilit di anticipare di qualche mese lerogazione, sono ora prioritari i lavori di ristrutturazione, di competenza dellassessore Laudadio: mi risulta che il progetto presentato sia stato gi approvato nel piano Pit-Por 2007-2013. Chi vivr, vedr.




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