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CODICE DEL PAESAGGIO - LECCE La Sovrintendenza sar presto potenziata
La Gazzetta del Mezzogiorno 01/07/2008

I Comuni potranno rilasciare il nulla osta paesistico sino al 31 dicembre 2008 secondo le vecchie procedure e gli uffici della Sovrintendenza di Lecce saranno potenziati. Con questa chiarificazione del responsabile dell`ufficio legislativo del Ministero dei Beni culturali, Paolo Carpentieri, si concluso il convegno sul nuovo Codice del paesaggio, svoltosi a Lecce su iniziativa della Camera amministrativa e degli Ordini degli ingegneri e architetti, che ha registrato la partecipazione di
300 operatori del settore, in rappresentanza dei Comuni salentini.
Abbiamo chiesto all`avvocato Pietro Quinto, presidente della Camera amministrativa, di illustrare il senso di queste conclusioni del convegno.
Il problema centrale - dice - che con il 1 maggio 2008 cessato il regime transitorio disciplinato dal Codice del paesaggio, che attribuiva alle Regioni ed ai Comuni delegati la competenza al rilascio del nulla osta paesaggistico per qualsiasi intervento di modificazione del territorio ed un controllo
eventuale di legittimit del sovrintendente. Il nuovo sistema
normativo prevede invece la centralit delle Sovrintendenze, che esprimono un parere preventivo obbligatorio e vincolante su tutti i progetti edilizi, che condiziona il rilascio del nulla osta comunale. Nel secondo decreto correttivo del Codice, entrato in vigore alla fine di aprile, vi stata un`infelice formulazione della norma transitoria, che, pur rinviando al 1 gennaio 2009 l`entrata in vigore del nuovo regime, non ha tenuto conto della scadenza del termine del 1 maggio stabilito dalla normativa previgente. Si creato cos un vuoto normativo che impedisce ai Comuni di operare.
Quale la soluzione?
Il convegno organizzato dalla Camera e dagli Ordini degli Ingegneri e Architetti ha avuto lo scopo di denunziare tale situazione e sollecitare un intervento del Ministero dei Beni culturali. Il dottor Carpentieri, responsabile dell`Ufficio legislativo del Ministero, ha cos annunciato l`emanazione a breve
di una norma correttiva del "documento correttivo del Codice" (un bel bisticcio) per colmare il vuoto normativo e prorogare il regime transitorio a tutto il 31 dicembre 2008. La norma emananda
convalider anche una circolare interpretativa, concordata con le Regioni ed inviata da subito ai Comuni che consentir il mantenimento delle competenze. Ci al fine di non paralizzare
l`attivit edilizia soprattutto in alcune province come
quella di Lecce, il cui territorio gravato in larga parte
da vincoli paesaggistici.
Quali prospettive per l`ufficio della Sovrintendenza di Lecce?
Il dottor Carpentieri, recependo le sollecitazioni degli
Ordini professionali e degli operatori del settore si fatto carico di rappresentare al ministro Bondi la insostenibile situazione organizzativa e funzionale della Sovrintendenza
di Lecce, che, pur dovendo "gestire" la complessa tematica dell`ambiente, del paesaggio e dei beni culturali delle tre province salentine non dispone di un adeguato organo funzionale
e di una necessaria autonomia operativa.
Qual il ruolo della Regione Puglia nel settore?
Si tratta di un ruolo centrale e l`assessore Barbanente,
intervenendo nel dibattito, ha dimostrato di averne piena consapevolezza. Il delicato settore della tutela e valorizzazione del bene paesaggio pone l`urgenza della redazione ed approvazione
di un piano paesaggistico che potrebbe essere infraregionale
considerando le specificit della nostra regione, sul quale dovranno conformarsi gli strumenti urbanistici comunali. Solo all`esito di tali adempimenti sar superato il regime transitorio
e le autonomie locali recupereranno la loro legittimazione a gestire il proprio territorio. In poche parole la mancanza del piano paesistico regionale fa s che la centralit del controllo sul paesaggio rimanga nelle mani dello Stato, attraverso le Soprintendenze. Se la Regione si doter del piano del paesaggio
acquisir la titolarit piena del "governo del territorio"
ed il parere del sovrintendente sui progetti edilizi diverr facoltativo. Fino ad allora quel parere vincolante. Il che significa che il funzionario statale a decidere delle sorti del territorio comunale e regionale.
Rimane fermo il divieto di rilasciare il nulla osta paesistico in sanatoria?
Su questo argomento v` stato un vivace dibattito nel corso del convegno con l`intervento di numerosi tecnici comunali, ma i sovrintendenti Ramirez e Maurano hanno confermato il divieto
del nulla osta in sanatoria per gli interventi edilizi gi realizzati, ancorch autorizzabili. Il divieto nella legge
e riguarda le opere di trasformazione del territorio che comportano creazione di volume ed incremento di superficie utile. Devo dire che un tale divieto ha una valenza soprattutto "politica". Vuole essere cio un deterrente a violare la legge e ad imporre la regola del fatto compiuto. Non ha invece una razionalit urbanisticae paesistica. Non si comprende infatti perch si debba demolire un manufatto che poteva e pu essere autorizzato sotto il profilo edilizio e della compatibilit
paesistica. Si arriva all`assurdo che il giorno dopo la demolizione si pu chiedere ed ottenere l`autorizzazione formale ed edificare il medesimo manufatto abbattuto.
Potrebbe essere sufficiente la sanzione penale per colpire
l`abuso formale senza una depauperamento di natura economica-produttiva, che, peraltro, pu arrecare maggiore
pregiudizio all`ambiente attraverso l`attivit costruttiva, la successiva demolizione e la riedificazione sempre nella stessa zona.



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