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URBANISTICA: I giardini oltre il cemento
Benedetto Gravagnuolo
30/06/2008 IL MATTINO







Parigi stata al centro dei riflettori internazionali soprattutto negli anni dei grands travaux effettuati dal presidente-faraone Franois Mitterrand per celebrare il bicentenario della Rivoluzione nel 1989. La Pyramide incastonata da Ieoh Ming Pei nella corte del Louvre, la Bibliothque nationale de France di Dominique Perraul nel Tolbiac, la Grande Arche di Johan Otto von Spreckelsen nella Dfense, lInstitut du Monde Arabe di Jean Nouvel a Jussieu, la Cit de la Musique di Christian de Portzamparc nella Villette, lOpra de la Bastille di Carol Ott e lallestimento del Muse dOrsay di Gae Aulenti restano i sette simboli della rinnovata fisionomia di questa grande citt. Alla malcelata sindrome della grandeur, che ha sotteso quellambizioso programma di nuovi monumenti in stile high-tech, si affiancata tuttavia (gi a partire da quella fase) una non sottovalutabile attenzione verso la riqualificazione della banlieue. La Parigi una citt-regione per antonomasia, con un centro storico di notevole fascino che funge da magnete gravitazionale non solo degli ingenti flussi del turismo internazionale (circa 20 milioni di visitatori lanno), ma anche di una vasta periferia, abitata da una popolazione multietnica. Questarea metropolitana (contrassegnata da una densit abitative tra le pi alte dEuropa) costituisce nei fatti un organismo unitario, nonostante le irrisolte disuguaglianze tra le sue parti, che sono allorigine dei conflitti sociali esplosi con violenza nei primi anni del nuovo secolo. Proseguendo lungo il tracciato logico dellampia visione territoriale dello Schma directeur de Rgion Parisien (1965) - che disloc le villes nouvelles in un raggio di circa trenta chilometri dalla cattedrale di Notre-Dame - il Plan dAmnagement et Dveppement durable (Padd), caldeggiato dal sindaco Bertrand Delano, mira con tutta evidenza a una pianificazione a scala sovracomunale. Lo sviluppo economico e sociale dellintera area metropolitana fa leva su una coordinata triangolazione concettuale tra lincremento infrastrutturale delle reti dei trasporti, il renouvellement dei quartieri residenziali e il vero e proprio Piano urbanistico di Parigi (Plan Local dUrbanism, Plu), perfezionato con il master-plan attuativo (Pos) varato nel giugno 2006. Per valutare linterrelazione tra la pianificazione strategica e la qualit delle nuove architetture comunque opportuno far tappa al Pavillon de lArsenal, istituito nel 1987 dallallora sindaco Jacques Chirac e potenziato nel 2002 dalle video-installazioni progettate da Clment e Biecher. Questo spazio attrezzato per informare i cittadini sulle trasformazioni urbane in atto resta il paradigma che ha anticipato la formula degli urban center, attualmente diffusi in quasi tutte le grandi citt d'America e dEuropa. Al Pavillon si peraltro aggiunta nel 2007 la Cit de lArchitecture et du Patrimoine, allestita nel Palais de Chaillot al Trocadro. Tra gli obiettivi del Paad si staglia la riqualificazione dei quartieri residenziali. La domanda abitativa resta daltronde molto alta. Tuttavia piuttosto che perseverare nella fondazione di altre villes nouvelles (rivelatesi quasi sempre deludenti), stata prescelta lantitetica metodologia del recupero dei tessuti urbani degradati, sia ai margini che allinterno del centro storico. Nel solco della collaudata esperienza delle Zac (Zone dAmnagement Concert), sono state individuate le aree prioritarie dintervento nelle quali far convergere (con sapiente regia) i progetti-pilota atti a rigenerare lambiente urbano nel suo insieme. Dunque non solo case, ma anche parchi, servizi e spazi di socialit. La progettazione delle residenze emerge tuttavia quale laboratorio deccellenza delle sperimentazioni sia tecniche che linguistiche. Valgano ad esempio gli alloggi sociali delllot Candide Saint-Bernard (1996), assemblati da Massimiliano Fuksas sotto forma di una grande onda, o quelli di rue des Suisses (2000), ideati da Herzog&de Meuron, adottando ampi balconi protetti dallinedita tecnologia delle persiane metalliche scorrevoli. Laltro campo riservato allinnovazione va individuato nellampliamento de la Dfense, il noto centro direzionale realizzato negli anni sessanta per volere di De Gaulle, ma gi potenziato negli anni Ottanta con linnesto del Les 4 Temps (una delle pi imponenti macrostrutture commerciali), oltre che della stessa Grande Arche. E qui che gli architetti possono liberamente esercitarsi sulla progettazione di nuovi grattacieli dalle conformazioni insolite, come la Tour Edf (2001) di Heri Cobb e Ieoh Ming Pei, i colossi gemelli La Coeur (2001) di Jean-Paul Viguier e la vela della Exaltis Tour (2005) di Bernardo Fort-Brescia. Tra le novit di maggior pregio, si distinguono piuttosto la ristrutturazione del Muse des Arts Asiatiques (2001) a opera di Henri Gaudin, e la Fondation dArt Contemporain Franois Pinault (2007), progettata da Tadao Ando. A emblema della luce nuova del XXI secolo si erge per, al di sopra di ogni altra opera, il Muse du Quai Branly (2005), dedicato alle arti e alle culture antropologiche dellAfrica, dellAsia, dellAustralia e delle Americhe. La vocazione cosmopolita di Parigi - che aspira al ruolo di occhio critico del mondo, teso a esplorare gli orizzonti lontani delle civilt non-europee - trova un poetico riscontro in questa architettura che Jean Nouvel ha voluto nascondere dietro un metaforico paravento-giardino, profumato da fiori tropicali, innalzato lungo la riva della Senna per evocare i misteri della foresta ancestrale e del fiume dellesistenza che scorre silenzioso tra lamore e la morte.

La metropolitana di Parigi; al centro larchitetto Gae Aulenti



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