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NAPOLI - spendere nel centro storico
Giulio Pane
21 giugno 2008, LA REPUBBLICA - Napoli



Dallaltro, linvito a Ray Bondin rivolto a un esperto internazionale di interventi analoghi, che in grado di descrivere e illustrare problematiche affini, di evidenziare le difficolt amministrative incontrate, di indicare gli strumenti pi efficaci posti in essere altrove e soprattutto di farci capire come fare a spendere in modo ottimale la somma di 220 milioni che i fondi europei e la Regione Campania hanno gi un anno fa messo sul conto di un tale intervento.
In altre parole, prima ancora che tale impegno di spesa venga utilizzato per finanziare questa o quelliniziativa particolare - della cui legittimit e interesse architettonico-urbanistico non discuto e non intendo discutere in questa occasione, poich essa dovrebbe essere vista come preziosa chance di confronto in vista del miglior risultato - sar quanto mai opportuno, per non dire necessario, riaprire il dialogo tra le varie componenti (ahi, la societ civile!) che concorrono o intendono concorrere a questo scopo. E ci senza operare steccati pregiudiziali se non di carattere metodologico, e perci appunto scientificamente e documentalmente motivati; e senza cedere alla tentazione, cos cara al nostro costume para-mafioso, di stabilire percorsi privilegiati, connettere amicizie importanti, assicurarsi personalmente e preventivamente il gradimento del politico di turno, garantirsi lesito realizzativo prima ancora che si sappia con relativa certezza che cosa fare e come farlo, evitare "perdite di tempo" in "inutili" discussioni, e cos via, tutte cose che sfociano nel non sapere decidere (perch non si vuole ascoltare) o peggio nel decidere cose e modalit che passano sulla testa di tutte le competenze, recentemente richiamate nel dibattito in corso sul tema.
Ho pi volte sottolineato - e credo in modo icastico con il documentario "Centro anticonuovi problemi" (www.napoli.com, 2006) - come la problematica della fin troppo vasta area urbana sia essenzialmente costituita dalla sua destrutturazione; in ci senza scoprire nulla di nuovo, dato che tale caratteristica si ritrova in quasi tutte le aree centrali europee, dove pi che altrove si prodotta espansione specializzata, e dove ancora una volta si pagato lo scotto di visioni urbanistiche settoriali, determinate in linea di principio dalla crisi del moderno razionalismo. Alla complessa articolazione edilizia, economica, sociale prodottasi nel centro storico nella secolare riconferma della sua centralit urbana ha perci fatto seguito una disseminazione di funzioni periferiche (lo sviluppo!) che ha tolto linfa vitale alla citt antica, senza che in essa si mettesse in moto un processo di ricucitura e di reidentificazione, ma anzi alimentando usi impropri e destinazioni duso contraddittorie, quando non brutali sostituzioni edilizie determinate da ragioni puramente speculative.
Eusebio Leal, che non un architetto, ci ha recentemente illustrato quanto si fatto a LAvana; ma egli stato nominato e ha operato inizialmente come Historiador de la ciudad, per poi stendere un vero e proprio programma concreto. Questa procedura va tenuta ben presente, se si vuole che la riqualificazione del centro storico sia sentita da tutti come un processo virtuoso, e non una mera occasione professionale. vero, in altre parole, che crediamo di sapere tutto (o quasi) sul centro storico, ma non vorrei che finissimo perci col concludere come quel gioviale costruttore napoletano, che in un remoto convegno esclam: Allora, mettimme mano?.
Limpiego dei fondi europei non pu perci che essere finalizzato in buona parte a unattenta disamina e motivazione storica e socio-economica degli interventi, per mezzo di un piano che inquadri modi e tempi degli stessi, che non possono e non devono essere solo interventi edilizi, e programmi - al di l delle somme ora messe a disposizione, inevitabilmente insufficienti - le coerenti azioni future. Subito dopo, occorrer delineare un vero e proprio meta-progetto (che non ancora un progetto urbanistico o architettonico), che individui e articoli gli interventi concreti e ne stabilisca la sequenza ottimale. Certo, mi rendo conto che in una citt nella quale si sconquassano in pochi mesi tutte le strade del centro storico, per non perdere i finanziamenti europei, quanto ho appena scritto unutopia grande; ma tuttavia dobbiamo crederci, se - al di l del vantaggio economico immediato che deriver dallimpiego dei fondi - intendiamo sul serio avviare il problema a soluzione.



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