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ROMA- Lo spoils system non perdona: la Soprintendenza saluta La Rocca
Adele Cambria
l'Unit (Roma) 19/06/2008

I miei dubbi che la decapitazione di Eugenio La Rocca, il Soprintendente capitolino ai Beni Culturali, si fosse gi consumata si sono rafforzati leggendo sull`invito che avevo ricevuto per il convegno dedicato ai settant`anni di Andrea Carandini, il nome del Soprintendente affiancato soltanto dalla dicitura Universit di Roma La Sapienza.
Per verificare ho chiamato l`ufficio della Soprintendenza.
Il Professore La Rocca non pi qui, risponde il centralino. Mi passa la segretaria? Alla segretaria chiedo se pu darmi il cellulare. Ma l`ha gi restituito! la riposta.
Riferisco il tutto al Professor La Rocca e lui si diverte al mio raccontino: E lo spoils system - commenta - Un sistema istituito a suo tempo da Franco Bassanini, aggiunge.
Come dire che anche lo spoils system non n di destra n di sinistra? Gi, ride. E mi spiega il meccanismo: decadenza automatica dei Dirigenti apicali con contratto a tempo determinato, alla scadenza o alla caduta dell`amministrazione
che li aveva nominati e/o riconfermati. (Lui fu nominato la prima volta da Franco Carraro e confermato sia da Rutelli che Veltroni). Per cui il 30 aprile sono andato via, riconsegnando ovviamente
tutto. Sono tornato all`Universit dove insegno Archeologia
Classica. Parliamo ora della sua relazione al convegno dell`Odion, dell`altroieri. Dove - spiega il Professore - ho voluto stabilire un collegamento sia pure ideale del progetto
dell`amministrazione Veltroni, con quello del "Giardino del Campidoglio", di Napoleone che voleva fare del vastissimo territorio del cuore della Roma antica un enorme meraviglioso giardino - che partisse dalle pendici del Campidoglio e si estendesse, includendo il Foro Traiano e il Foro romano, e naturalmente il Palatino, che gi i Farnese avevano destinato
a luogo di delizie, fino al Colosseo, al Circo Massimo e al Foro Boario. Ma perch il progetto di Napoleone I non si realizz? Intanto Roma fu napoleonica soltanto quattro anni, dal 1810 al 1814, poi ritorn sotto i Pontefici. Inoltre Napoleone si era affidato a Camporesi e a Valadier, ma i loro interventi gli sembrarono troppo modesti, e si rivolse allora a Berthaul.
Il nostro progetto per l`area archeologica centrale di Roma - continua - riprende l`idea di rendere organico il disegno sempre pi riconoscibile, via via che si susseguono le scoperte, del cuore della Roma antica. Riconoscibile anche ai non addetti ai lavori, ai turisti, ai romani stessi, con l`edificio di via
dei Cerchi a funzionare come Museo della Citt. Come Eugenio La
Rocca, anche Angelo Bottini, Soprintendente Speciale per i Beni
Archeologici di Roma, ha focalizzato il suo intervento, nella seconda giornata del convegno dell`Odion, sullo stato del progetto definito, per brevit del Grande Louvre. La storia di Roma antica - dice - storia complessa: e per certe epoche, come quella della Prima Repubblica, non sono rimaste nemmeno le pietre a testimoniare. Perci il Museo della Citt, che si potrebbe chiamare anche in altro modo, sarebbe indispensabile.
Tanto pi che oggi, con la tecnologia del virtuale il visitatore potrebbe essere "preparato" a gustare, per esempio, la visita "reale" alla meravigliosa Casa di Augusto appena recuperata. Andrea Carandini del resto lo dice da anni: Bisogna fare un Museo che non accumuli tanto gli oggetti, ma configuri lo spazio, l`urbanistica, l`architettura, in cui, per secoli e secoli,senza
interruzione, ha abitato l`uomo, il romano. Dal canto suo,
l`ex Assessore Simo Di Francia - a cui non piace affatto la definizione di "Grande Louvre", preferisce il pi semplice "Campidoglio Due" - mi dice: Io ho steso a marzo la bozza per la Conferenza Stato-Comune che poi la vicesindaca Garavaglia-Veltroni si era gi dimesso - ha firmato con Francesco Rutelli, allora Ministro dei Beni Culturali. Tutti erano d`accordo: i consulenti - Carandini e l`ingegnere Giorgio Croce - i due Soprintendenti... Ma Salvatore Settis, me l`ha detto Bottini, era contrario, ritenendo l`operazione del Museo della Citt non prioritaria. Ma
non soltanto di via dei Cerchi che si tratta, reagisce Di Francia. Intanto a via dei Cerchi, svuotata ormai al 90/100 degli uffici, deve trovar posto la parte pi preziosa dell`immenso materiale antiquario conservato nei magazzini, e vi si trasferirebbe anche il Museo della Civilt Romana che all`Eur nessuno lo va a vedere. Poi a Palazzo Rivaldi andrebbe la collezione Torlonia, ed i Musei Capitolini, svuotati degli uffici, come per esempio la Ragioneria Generale, potrebbero rafforzare la propria funzione. Insomma si tratterebbe di dare un assetto organico al cuore antico di Roma, di stabilire un coordinamento
attendibile. Perch, per esempio, il Foro Traiano appartiene
alla Soprintendenza capitolina e il Foro Romano a quella dello Stato? Il nuovo Assessore alla Cultura, Umberto Croppi, sarebbe, si dice, favorevole al "Grande Louvre".



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