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auspicabile che si torni ad investire nelle capacit delle amministrazioni locali
Ledo Prato
Marted 17 Giugno 2008 L'ARENA




BENI CULTURALI. MOLTE HANNO PROMOSSO INIZIATIVE CHE HANNO CAMBIATO LOFFERTA CULTURALE DEL PAESE
IL RUOLO DELLE CITT DARTE

Sarebbe opportuno che il neoministro Bondi ripartisse dalle loro esperienze per non disperdere il prezioso lavoro gi svolto



I beni e le attivit culturali sono un ambito entro il quale, da sempre, le citt italiane hanno svolto un ruolo di primo piano. Al di l della gestione del rilevante patrimonio civico di musei e spazi espositivi, in questi ultimi anni, molte citt d'arte hanno promosso iniziative innovative (dai Festival alle stagioni teatrali, dalla promozione dell'arte contemporanea ai grandi eventi espositivi) che hanno profondamente cambiato l'offerta culturale del Paese, portando benefici ai cittadini residenti e nuove motivazioni al viaggio in Italia. Sono cresciute nuove imprese culturali, nuovi modelli di alberghi, nuove attivit legate alla produzione e all'uso di tecnologie, nuovi impulsi allo sviluppo dell'"Italian style", nonostante una legislazione che non sempre ha incoraggiato l'iniziativa locale.
Per quanto siano diffuse buone pratiche di leale collaborazione fra istituzioni statali e locali, rimane difficile e contorto il rapporto con i privati, mentre la ricerca di nuovi modelli di gestione, che consentano di migliorare l'offerta culturale e stimolare investimenti privati, pesantemente condizionata da un dirigismo dall'alto che mortifica lo spirito di intrapresa. Eppure tutti gli osservatori pi attenti confermano che proprio a livello territoriale si sono generate le trasformazioni pi significative che hanno consentito di adeguarsi alla competizione globale. Merito spesso delle imprese ma anche di sapienti scelte pubbliche. In questo ambito la cultura, la creativit hanno svolto e continuano a svolgere un ruolo propulsivo nello sviluppo delle economie locali. Sono ormai decine i casi di citt virtuose. Molte di queste citt (tra cui Verona e Brescia) sono socie dell'Associazione delle Citt d'arte e cultura.
Proprio da questa esperienza emergono almeno due esigenze. La prima. Se la competizione fra territori, le politiche per la cultura devono assumere un carattere sovra locale, con alcune citt che ricoprono il ruolo di leader a livello territoriale. Il Codice dei beni culturali ha offerto un quadro legislativo alle intese fra enti pubblici, e fra questi e i privati, per la predisposizione di "piani di valorizzazione culturale territoriale" per promuovere veri e propri distretti economici, fondati sulla complementariet di pi settori, senza separazioni tra "industrie tradizionali e industrie creative". Il precedente Governo aveva avviato un'attivit propedeutica per giungere ad un accordo tra lo Stato, le Regioni e le Autonomie locali. Sarebbe opportuno che il neo Ministro Sandro Bondi ripartisse da qui per non disperdere il prezioso lavoro gi svolto.
La seconda. Il Codice dei beni culturali, con le modifiche del 2006, ha ribadito l'alternativa fra la gestione dei musei in forma diretta e quella indiretta tramite la concessione a terzi, selezionati mediante gara pubblica. E' stata cos introdotta una restrizione di rilievo rispetto al passato: gli organismi di collaborazione pubblico/privato, che in precedenza potevano risultare affidatari diretti dell'attivit di valorizzazione (purch risultasse prevalente la partecipazione delle amministrazioni pubbliche titolari dei beni), ora rientrano tra i "terzi" a cui le attivit possono essere affidate a seguito di gare pubbliche. Al fondo ha giocato un ruolo decisivo una certa sfiducia nei confronti dell'amministrazione pubblica locale che si voluta condizionare con la posizione di 'vincoli e paletti'.
Ed proprio su questo terreno che si dovr aprire un confronto con il Ministro Bondi e con lo stesso Parlamento perch si torni ad investire nelle capacit delle amministrazioni locali e delle soprintendenze, all'interno di un quadro normativo certo e rispettoso degli indirizzi comunitari. Una moderna politica per i beni e le attivit culturali deve tener conto delle capacit e delle esperienze del sistema delle autonomie locali ed incoraggiare tutte quelle forme che consentono di sviluppare autonomia e responsabilit amministrativa con la fattiva collaborazione dei privati, a partire da quelli senza scopo di lucro come le Fondazioni di origine bancaria. Una scelta ineludibile se si vuole dare nuovo slancio al sistema dei musei del Paese.



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