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Gambardella: uomo del rinascimento che sa vivere nel futuro
GUSTAVO AFFINITA
DOMENICA, 15 GIUGNO 2008 LA REPUBBLICA Pagina XXII - Napoli


Prorettore della II Universit, manager e architetto "di sfide"
Vedo lumanit divisa in ladri di bambini e uomini postumi: ci che conta avere e usare la conoscenza
Con il nostro centro puntiamo alla solidariet. Ma lo sviluppo non si racconta, si pu soltanto fare...

Una dimora da principi nel casertano, solo a qualche decina di chilometri da Napoli. Disegnata su 1000 metri quadrati e identica a quella abitata da Scarface nel film con Al Pacino. Walter Schiavone, fratello del boss detto Sandokan, la volle cos. Ora un centro sportivo riabilitativo per disabili. Il professor Carmine Gambardella la preferisce cos. lui larchitetto che ha curato progettazione e realizzazione di unopera che coi quasi due milioni elargiti dalla Regione ha trasformato una ombrosa villa del crimine di Casal di Principe in una struttura che illumina la zona.
Libera docenza in Governo del Caos. Ma prima c la docenza ufficiale, quella vera, acquisita a Bologna, esercitata a Napoli in Fondamenti e Applicazioni di Geometria Descrittiva. Brucia quantit smisurate di calorie se solo chiamato a ricordare gli incarichi di cui titolare. Ha il ruolo di Prorettore della II Universit e responsabilit varie da presidente o direttore o coordinatore di qualche centinaio di progetti, dipartimenti, dottorati e fondazioni. Carmine Gambardella un attualissimo uomo del Rinascimento. Un umanista che sfida la vita con leclettismo e il razionalismo. Gira per il mondo armato di parole chiave, e di piccole arguzie nelle quali comprime enormi quantit di pensiero. Non mi va di vivere di rendite di posizione. Io vedo unumanit divisa in due categorie, quella dei ladri di bambini e quella degli uomini postumi. I primi sono coloro che uccidono la speranza, figure che vivono e che tuttavia hanno laria daver gi esaurito ogni proprio compito o scopo. Gli uomini postumi sono invece gli abitatori del futuro, individui che esistono con la consapevolezza continua che il deperimento organico, finanche la morte, possono non essere un ultimo sigillo, se si sa vivere lasciando tracce.
Labilit di governare il Caos una dote di cui si serve nellattivit di docente, nei ruoli direttivi che ricopre, sulle poltrone da manager che occupa, nelle sfide scientifiche che affronta. Ci che conta raggiungere ed usare la conoscenza. per questo che credo nella tecnologia. Occorre alluomo per insinuarsi l dove nel passato non era possibile entrare. E poi necessario integrare i saperi. Vanno combinate le risorse materiali e quelle immateriali. Fin da quando ero al liceo, ho vissuto col mito dellarchitettura, poi coltivato. Minsegnarono che va vista come studio dellintervallo dei vuoti. Trovo affascinante questo modo di avvicinarla. Non solo volumi pieni, ma spazi, luoghi della libert. Creativa, scientifica, civile.
Salernitano con la costiera nella mappa genetica. Ho gli avi amalfitani, originari di Atrani e Furore. Mio nonno Alfonso era medico. Mio padre Cherubino fu invece un valoroso ingegnere, alto funzionario comunale sul quale un giorno cadde loccasione di fare impresa. Ci che ricordo di mio padre soprattutto la sua sconfinata etica di tecnico. Pu accadere, mi diceva ogni tanto, che un ingegnere commetta un errore invisibile, qualcosa che nessuno vede e forse non potr vedere mai: be, quello resterebbe un errore che il responsabile quotidianamente ritroverebbe davanti allo specchio.
Rigori etici che finiscono nellimpasto educativo di Carmine, ultimo nato da mamma Filomena, figura che orienter il domani e la direzione esistenziale del giovane in misura definitiva. Partorir una bimba disabile, e con lei il desiderio di insinuarsi attivamente in quel mondo sconosciuto. Siamo sul finire degli anni 50, la bimba che sta crescendo ha per gemella una fondazione. Ancor oggi, entrambe sono vitalissime e felici: Da poco pi di un decennio, da quando cio mia madre non c pi, ne sono il presidente. Anche se ad ognuno dei dipendenti e delle tante professionalit che sono al mio fianco amo ricordare che in realt io non sono il padrone. Sono un consulente, una figura che spero riesca essere utile tutte le volte in cui ci richiesto. La Fondazione Filomena Gambardella una traccia di solidariet che spero viva pi a lungo possibile, non unazienda che punta alla massimizzazione del fatturato. Quando un governo Berlusconi del passato var la norma che ci consentiva di convertirci in una spa, preferimmo rinunciare ad ogni beneficio previsto dalla legge configurandoci definitivamente come Fondazione. Volevamo che fossero chiare sia le modalit sia gli scopi con cui proseguiamo la nostra attivit di fisioterapia della riabilitazione. Che fosse trasparente il rapporto instaurato con luniverso della disabilit.
Il suo moto continuo ha mille traiettorie. Fluttua da un progetto intrapreso o realizzato al successivo, che gi un cantiere aperto nei suoi propositi. Da responsabile scientifico del Benecon, uno dei dieci Centri di competenza regionali, Carmine Gambardella ha diretto e coordinato ogni dettaglio del capolavoro tecnologico sorto a Frignano, anima di territori avvolti nel guscio della camorra. Vincemmo la gara e realizzammo quel che oggi chiamiamo Laboratorio Ars: Ambiente, Rappresentazione e Struttura. Abbiamo valori tecnologici che superano i 10 milioni di euro, ma soprattutto l visibile oggi quella che una mia idea antica, una vera fabbrica della conoscenza. quello il modello che guida ogni nostra scelta, ed quello il paradigma che vogliamo esportare. Io continuo a pensare e a ripetere che lo sviluppo non si racconta, si fa. Lopera di Frignano ne un esempio. Ricordo perfettamente ogni difficolt, durante i giorni in cui eravamo al lavoro per metter su il Laboratorio. Non volevamo una cattedrale, n un monumento allo spreco di quattrini pubblici. Noi volevamo uninterazione piena col territorio. Mi spiego con un esempio. Durante i lavori, viene un giorno da me un tale. Si presenta come il proprietario della sala cinematografica che sorgeva solo qualche decina di metri allesterno dei nostri cancelli. Mi disse che lattivit di proiezione dei film era ormai ridottissima, poi mi chiese: "Professore, i convegni li farete da me?" Meraviglioso, quelluomo aveva gi intuito lo spirito del nostro insediamento. Gli dissi: "Non solo i convegni, la sua sala potr diventar sede dei Master che saranno allestiti". Ed ecco lautentica fabbrica della conoscenza. Noi integriamo i saperi di docenti esperti nei settori dellanalisi e della diagnosi delle qualit ambientali, della rappresentazione del territorio, delle strutture e della sismica, della chimica dei materiali, della geologia, della vulcanologia e del design, forniamo supporti tecnologici di livello avanzatissimo. Tutto ci deve vivere e respirare accanto, insieme al territorio in cui sorge. Oggi il risultato che ad un recentissimo convegno mondiale sulla cogenerazione di energia che s tenuto ad Ottawa, in Canada, Frignano era nelle cartografie planetarie, indicata accanto ad altre localit del mondo che detengono tecnologia e struttura di tale livello. Tra un po ci sar una spedizione di scienziati in Italia. Vengono perch sono ansiosi di visitare Frignano e il suo Laboratorio. Presto sar anche un vicesindaco carico di deleghe. Pompei pronta ad affidargli poteri sui Grandi progetti, sui Beni Culturali, sul Paesaggio, la Pianificazione e il Marketing Territoriale. Avevo gi ricevuto offerte simili a questa, in passato. Ma la proposta dellamministrazione pompeiana mi pare la pi stimolante.
Troppi impegni? Non dico che non mi costino fatica. Mia moglie, Stefania Buda, un pubblico ministero. Spesso tenta di mettermi in guardia, mi dice che tante attivit possono esporre a rischi. Le rispondo che sono pronto a rispondere. Amo lidea della fabbrica della conoscenza. Basta sapere scientificamente quel che si fa, basta farlo in buona fede, basta farlo lasciando tracce profonde. Io voglio che uomini colgano le occasioni che altri uomini sanno creare.



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