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ROMA. La Festa di Alemanno, la star Bettini
Michele Anselmi
Il Riformista, 13 giugno 2008





Cinema. Il sindaco in ritardo, per i giornalisti niente domande


Chi lavrebbe mai detto? Se Alemanno non s sfilato dalla Festa del cinema, come pure aveva in animo, grazie a Cacciari. Si, il pi accanito avversario della kermesse veltroniana, intervistato dal Corriere della Sera, aveva invitato Alemanno a lasciar perdere, a buttare gi la Festa. Non sia mai: A quel punto ho capito che qualcosa non tornava e ho deciso di fare esattamente il contrario. Parola del sindaco capitolino, arrivato allAuditorium con unora di ritardo (impegni istituzionali, s scusato), mentre la sedia vuota sul palco stava diventando un problema. Cerano tutti, a rappresentare i soci fondatori della Festa, e cio Fuortes di Musica per Roma, Zingaretti per la Provincia, Marrazzo per la Regione, il neopresidente Rondi e luscente Bettini; tutti tranne lui, il sindaco di centrodestra che il mondo del cinema vede con alterni sentimenti. Il comunista Claudio Amendola, ad esempio, gli ha dato ragione sulla Festa, sia pure dopo averlo incarnato con qualche licenza in Caterina va in citt.
La verit che ad Alemanno la Festa voluta da Veltroni, creata da Bettini e cresciuta con il sostegno della Roma piaciona che conta, sta proprio sulle scatole. Per non dire dellAuditorium, che vede come una sorta di "Bettinorum": il mausoleo di una stagione politico-culturale contro la quale s battuto in consiglio comunale. In che altro modo interpretare, senn, le parole pronunciate mercoled presentando la stagione lirica di Caracalla? Negli ultimi anni lamministrazione comunale s concentrata troppo sulla Festa del cinema e il Parco della musica. Noi ci impegneremo affinch il Teatro dellOpera passi da unorgogliosa resistenza a uneffettiva centralit e protagonismo nella vita culturale della nostra citt. Faremo di tutto per porla al centro degli appuntamenti estivi.
Il messaggio chiaro. Che poi sia lungimirante, si vedr. Ma certo, nel porre mano ai tagli imposti dal deficit comunale, il neosindaco prova a differenziarsi dai predecessori, puntando confusamente su una sorta di marchio italiano.
Per lui anche la Festa deve essere un seme di crescita della nostra cultura nazionale. Il che significa alleanza strettissima con i David di Donatello, pi spazio al cinema italiano, pi attenzione al mercato. Di soldi Alemanno non parla. Quanto alla passerella di divi americani, tanto detestati da Squitieri, si astiene dal commentare. Magari non il caso di urtare le major hollywoodiane. Per spiega: Non sono contrario al tappeto rosso, solo che devono starci gli attori e i registi, non i politici. Insomma glamour s (chiss perch, pronuncia la parola alla francese: la glamr), ma senza esagerare.
Per il resto, la prima uscita pubblica della Festa "riveduta e corretta" ha riservato poche sorprese. Bettini, sconfitto con onore, ha giganteggiato sul palco ricordando di essersi dimesso perch ho sentito fortissima una contraddizione: essendo coordinatore del Pd mi sembrava una mancanza di stile non rimettere il mandato di presidente di una grande istituzione culturale. Applausi malinconici. Raddoppiati quando ha aggiunto: Ho inteso difendere il bambino, non la poltrona. Nel frattempo sullex presidente erano piovuti complimenti di ogni tipo. Da Mondello, uno dei fondatori della kermesse (ma dato per dimissionario); da Marrazzo, che s impegnato a far valere il peso della Regione nella messa a punto della Festa; da Zingaretti, che ha nominato Daniele Luchetti consigliere in quota Provincia. E naturalmente da Rondi. Avvolto nella sciarpa bianca delle grandi occasioni, l87enne presidente della Festa ha ribadito la sua ammirazione per Bettini, che ha inventato la Festa di Roma avendo come fine ultimo il cinema. Poi, esauriti i convenevoli, la prima stoccata: Ricevo un incarico, non richiesto e non atteso, e mi muovo su una nave che ha gi lasciato il porto da vari mesi. Traduzione: confido nel lavoro dei cinque direttori gi al lavoro per la terza edizione, ma la mia impronta si far sentire pi avanti. Una cosa per lha fatta capire, e cio che la Festa dovrebbe lasciare lesame preciso dellarte cinematografica alla Mostra di Venezia e puntare sul cinema spettacolo che ha per obiettivo i gusti e il consenso degli spettatori. Vuol dire che la struttura della rassegna dovr essere rivista? Che il concorso destinato a scomparire? Vai a sapere. Data lora tarda, la faccenda s chiusa l: senza domande dei giornalisti.



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