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SARDEGNA - La piazza Satta, il Man e limperante star system degli architetti globali
Antonietta Mazzette
La Nuova Sardegna 10/06/2008

Un lupo vide un agnello presso un torrente che beveva, e gli venne voglia di mangiarselo con qualche pretesto. Standosene l a monte, cominci quindi ad accusarlo di insudiciare lacqua... Leggendo la su La Nuova il resoconto dellincontro organizzato da Festarch il cui tema significativamente era Tour della vittima, mi venuto da pensare alla favola di Esopo del lupo che si veste da vittima. Lontano da me il pensiero che i progettisti siano dei lupi, ma ancora pi lontana lidea che essi possano essere considerati vittime. Al di l di queste facezie, sottopongo allattenzione alcuni argomenti che emergono dalle dichiarazioni riportate nelle cronache giornalistiche. Parto dallaffermazione: Colpevole di non essere una griffe... perch se fosse uno dei grandi nomi visti a Festarch la discussione neppure si sarebbe posta. Chi ha avuto modo di leggere il volume La metropoli consumata (di cui sono unumile co-autrice con Emanuele Sgroi) e i precedenti lavori, avr visto quanto siano poco sensibili alle mode alcuni sociologi urbani. In merito alle architetture delle meraviglie cito dal secondo capitolo scritto da Sgroi: Stiamo assistendo negli ultimissimi anni a una esplosione di questa architettura seduttiva che farebbe pensare alla potenza compulsiva di un Don Giovanni Tenorio alla continua conquista di luoghi, del loro corpo piuttosto che della loro anima, da collezionare nel proprio catalogo. Gran parte di queste opere incontra un successo che dovuto, realisticamente, non soltanto al glamour di esperimenti linguistici assai sofisticati, ma soprattutto alleffetto grandi firme che ha monopolizzato il mercato con la forza da rullo compressore dei grandi studi professionali globali. Come accade ai grandi stilisti della moda che non si pongono il problema di chi indosser poi i loro abiti, anche molti architetti non disegnano un monumento per un luogo, ma costruiscono un evento per i nuovi nomadi del mondo globale. C chi ha detto di recente che gli archistar stanno ormai nel sistema della moda. Dal canto mio, posso solo dire: Mi spiace non vesto Prada e neppure Marras. Ben vengano invece progettisti locali meno noti al grande pubblico; ma essere locali per noi, instancabili e noiosi critici dello star-system, non significa essere esenti da possibili critiche. Anche laffermazione secondo cui si scelta una strategia di ampliamento che quella di invadere in modo figurato, il centro storico, lontana dal gigantismo modello Guggenheim di Bilbao, va riportata nel corretto contesto, sia perch non di modello alcuni di noi hanno parlato, n di misure, bens di effetto Guggenheim, in relazione al duplice ruolo attrattivo del museo e del suo contenitore; sia perch alla citt nel suo complesso che stata rivolta questa specifica critica e non al singolo progetto. Ma tant le parole possono essere rivoltate come pi appare utile, per dimostrare un complotto che non c perch tutti siamo per ampliare il Man. Infine, il grido dallarme Non fermate il museo, a chi rivolto? Ai ricercatori che hanno firmato lappello contro la modifica della facciata di casa Deriu? Ma davvero tra i grandi che hanno firmato lappello di Achille Bonito Oliva qualcuno ha avvertito questo pericolo? Trovo la cosa un po buffa, lo confesso, soprattutto se penso ai veri problemi che sta attraversando la nostra isola, problemi da cui non immune Nuoro, come noi talvolta grilli parlanti cerchiamo di raccontare quotidianamente nel nostro fare e nel nostro ricercare. A mo di postilla: lautorevolissimo capogruppo alla Camera del Pd ritiene che sia giusto lasciare lultima parola al Man che ben conosce le sue esigenze, ma aggiunge chi dovrebbe decidere (il sindaco) non decide e il progetto non viene approvato. Ossia la decisione pubblica sembrerebbe dipendere da chi conosce le proprie esigenze. Ma domando, dato che ogni settore economico ben conosce le sue esigenze, da questo che dipendono le scelte della politica? Ma se cos fosse perch mai dovremmo avere bisogno della politica?



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