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Petrolio italiano
Gianni Fichera
Artecultura 6/6/2008

Confesso che anch'io di primo acchito sono rimasto un po' sorpreso. Sapete quanti sono in Italia i siti archeologici, i luoghi naturali unici, i capolavori indiscussi della natura o nati dalla fantasia dell'uomo d'importanza planetaria, che l'Organizzazione Internazionale della Conferenza Generale dell'Unesco ha imposto di salvare come Patrimonio dell'Umanit? Trentuno, a fronte dei nove della Francia; otto dell'Inghilterra; sette della Spagna; Tre del Portogallo e cos via. Notate la distanza - ecco la mia sorpresa - che c' tra il nostro paese al primo posto e la Francia seconda in classifica generale. E' sufficiente solo questo dato per andare davvero orgogliosi d'essere nati e vivere in un Paese cos ricco di eccezionali bellezze naturali e splendide opere sorte dalla fantasia dell'uomo. Cito alcuni, e solo alcuni, dei pi grandi: Leonardo, Michelangelo, Raffaello, Bernini, Caravaggio, Canova ecc. Una fioritura di geni da lasciare stupefatti. Diciamo per che questi geni erano sostenuti da munifici mecenati, quali Sisto IV che orn Roma di Chiese, Monumenti, Palazzi sontuosi e leg, in particolare, il suo nome alla Cappella Sistina, famosissima insuperata opera d'arte di Michelangelo; Lorenzo il Magnifico a Firenze, sotto di lui la citt tocc l'apogeo artistico diventando l'indiscussa capitale della Cultura europea. Gi suo nonno Cosimo, altro grande, aveva restaurato la famosa Accademia Platonica, attrezzata palestra filosofica del Rinascimento, autentica "miniera d'oro" della rinascenza spirituale, morale, materiale e artistica dell'Italia dopo i secoli bui del medio evo. Il Rinascimento fu un fenomeno culturale storico a tutto tondo che secondo me fa il paio con l'aurea et di Pericle in Grecia. In proposito ci sarebbe da scrivere tanto, ma mi fermo qui.
Grandi personaggi e grandi uomini che han fatto grande l'Italia, giustamente apprezzata nel Mondo. Ecco allora che si impone qualche considerazione. Premesso l'altissimo riconoscimento di cui sopra da parte di una qualificata commissione Internazionale, le nostre Istituzioni ai vari livelli, noi tutti dovremmo attivarci maggiormente nella salvaguardia, nella tutela, conservazione e valorizzazione di un Patrimonio immenso che tutto il Mondo ci invidia. In seconda battuta chiedo, le nostre Autorit centrali e periferiche conoscono i dati sopra citati che ci collocano al primo posto nel mondo con un vantaggio impressionante sulla Francia, seconda nella classifica generale? E in caso affermativo, queste Autorit (ma anche tutti noi francamente) abbiamo la consapevolezza necessaria di questo colossale, unico Patrimonio Nazionale che, insieme al clima dolcissimo, alle interminabili coste marine, ai laghi, alle montagne, ai rinomati Parchi nazionali, alle molte belle citt - una per tutte Venezia -, pu paragonarsi senza la minima esitazione a una serie di pozzi di petrolio disseminati su tutto il territorio nazionale da Trieste fino a Siracusa? Io temo di no, e per una precisa ragione: negli ultimi cinque - sei anni tutti gli altri Paesi europei a vocazione turistica (Francia, Spagna, Grecia, Gran Bretagna, ecc.) ci hanno superato abbondantemente per afflusso turistico e ci avvenuto nella totale indifferenza delle nostre istituzioni responsabili. Chiedo: tollerabile una cosa del genere? Che fa da noi la politica mestierante e parolaia? Litiga sempre e scarica sull'avversario ogni responsabilit. Conseguentemente le cose irrisolte, che sono tante, si incancreniscono mettendo sotto acuta sofferenza l'intero Paese. Una vergogna, una indecenza da paese del quarto mondo ! Cosa si dovrebbe fare? Semplice, cambiare mentalit nella gestione e valorizzazione dell'intero Patrimonio Naturale e Artistico del nostro Paese. Per essere pi chiari il Ministero dei Beni Culturali e Artistici dovrebbe passare, per importanza, dagli ultimi posti in cui si trova adesso ai primi posti, affidandolo a una persona esperta e qualificata capace di gestirlo con mentalit moderna e manageriale. Bisogna subito svecchiare, rinnovare, ammodernare concetti e strutture obsolete. Conosco le obiezioni: "e i fondi dove li prendiamo?" Anche qui la risposta semplice: gli euro devono venire dall'autofinanziamento, cio dalle entrate che una tale poderosa industria capace di produrre. Bisogna solo volerlo, venire fuori dal pantano degli eterni dubbi amletici, male nazionale. Se questo si far sono certissimo che l'economia e la ricchezza nazionale subiranno un beneficio epocale. L'industria turistica ha un indotto vasto, che va dall'attivit alberghiera a quella dei ristoranti e dei trasporti. Dando sviluppo adeguato a questa industria, avremo risolto il problema dell'occupazione in generale e dell'impiego dei giovani in particolare. La questione, anzi l'incubo, del precariato per tanti giovani (e famiglie) scomparir con sollievo di tutti. Insomma avremo "trovato", come dice il titolo, il petrolio in Italia. E scusate se poco.



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