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Bonito Oliva benedice il Man: Un gioiello da far crescere
CELESTINO TABASSO
L'UNIONE SARDA - 02.06.2008

Bonito Oliva benedice il Man: Un gioiello da far crescere
Il Man grande e Bonito Oliva il suo profeta. Ad aver fretta si pu sintetizzare cos lincontro centrale della mattinata di ieri al Festarch, il festival internazionale di architettura organizzato dalla Regione, dalle Universit di Cagliari e Sassari e dallInarch nellex Manifattura Tabacchi di Cagliari. Il pi conosciuto (nonch il pi narciso, per sua ammissione) dei critici darte ha gettato pubblicamente tutto il suo peso a favore del museo nuorese darte contemporanea e di quel suo progetto di ampliamento che tanto sta facendo discutere, in Barbagia e non solo. Insieme con ABO - schierati a sostegno del progetto e del direttore del Man Cristiana Collu - cerano anche lo scrittore Marcello Fois e lartista Leonardo Boscani. Il primo intervenuto a duplice titolo, come intellettuale e come nuorese, a difesa del ritocco alla piazza Satta studiato per dare spazio al museo. Il secondo, da sassarese, sa che cosa significa avere un museo come il Masedu, che un giorno non funziona perch si guastato un allarme e il giorno dopo resta chiuso perch i vigili del fuoco hanno da ridire. E quindi lunga vita al Man, alla faccia dei giochi di potere e di chi pare voglioso di organizzare qualche bella impiccagione in nome della tutela urbanistica. Meno ruvido ma altrettanto netto Fois: Sono qui per disubbidire alla regola sarda del non schierarsi mai . Credo che si possa prendere posizione senza rovinare i rapporti personali tra chi unopinione e chi ne ha unaltra, e anzi credo che il confronto ci arricchisca . Detto questo, il sospetto che il problema a Nuoro non sia n la piazza n ledificio del museo. Il problema che il Man, come il festival di Gavoi e la casa editrice Il Maestrale, rappresenta un pugno in faccia a quella politica locale che vive di assistenza e che trasforma il vittimismo in votificio, quella politica che non voleva la piazza ma un parcheggio e adesso che la piazza c, la tutela come una vestale, senza capire che questa battaglia di retroguardia serve solo a tutelare qualche infisso in alluminio anodizzato: sarebbe meglio se pensassimo un po tutti a difendere Tuvixeddu, altro che storie. Pacati nei toni e tecnici nella sostanza gli interventi degli architetti Gianni Filindeu e Ignazio Caredda, autori del progetto di ampliamento, mentre Cristiana Collu non intervenuta se non per introdurre rapidamente largomento dellincontro, che era - o sarebbe stato - liniziativa artistica Il tour della vittima. Un bel tema, ma la vittima Cristiana ha proclamato subito Bonito Oliva, che ha fatto firmare al pubblico della Sala 4 del Festarch una petizione pro Man (per bilanciare il documento anti ampliamento sottoscritto da molti accademici sardi). E mentre il foglio protocollo si copriva di autografi, il critico fissava i punti della sua orazione. Primo: il museo un gioiello, una creatura preziosa che ha un fisiologico bisogno di crescere. Secondo: chi ha dichiarato questa guerra sorda e sarda contro il progetto sta alimentando una situazione kafkiana, con una sentenza da eseguire anche se non se ne conosce la ragione. Terzo: il muro che conterrebbe i nuovi metri quadri del museo non un muro fine a se stesso: unapertura alla citt, pu diventare lo schermo cinematografico delle prossime estati nuoresi, per esempio e soprattutto che cosa rimpiazzerebbe? qualche finestrella che si affaccia su una piazzetta, un episodio darchitettura di paese. Quanto allarchitettura da metropoli, avrebbe potuto parlarne Rem Koolhaas, una delle stelle previste nel programma di questa seconda edizione di Festarch, ma ieri un contrattempo gli ha impedito di tenere la sua lezione su progettazione e potere politico. Al di l di questa assenza imprevista, il festival si chiuso ieri sera - ultimo evento lintervista del giornalista del Tg1 David Sassoli al presidente della Regione Renato Soru sul G8 di La Maddalena - con un bilancio molto positivo. Gli organizzatori ieri hanno comunicato che nei tre giorni e mezzo di incontri e lezioni 40 mila spettatori hanno assistito a circa 70 eventi, con protagonisti dellarchitettura come Wolf Prix, Minsuk Cho, Bjarke Ingels (affollatissimo lincontro di ieri con il talento danese della progettazione), Fabio Novembre, Rudy Ricciotti, Franois Roche, Italo Rota, Benedetta Tagliabue e il premio Pritzker Jacques Herzog. Ai big del tavolo da disegno vanno aggiunti poi i nomi del design, della narrativa, della fotografia e dellarte che hanno accompagnato gli spettatori tra conferenze, tavole rotonde e azioni. E sembra quasi una coda delle performance artistiche ospitate da Festarch liniziativa programmata per stamattina da un gruppo di artisti. Si tratta del progetto C.P.Topoli , una suggestione di sapore boscaniano (daltra parte tra gli organizzatori c Erik Chevalier, pi volte compagno di scorribande creative di Boscani) che prender corpo questa mattina alle 10 sulla spiaggia del Poetto, nei pressi del Lido DAquila. Lidea semplice: sulla sabbia verranno sistemati degli scatoloni di cartone, ciascuno arredato da un artista diverso, che costituiranno gli alloggi per clandestini del primo Centro di Permanenza Temporaneo biodegradabile nella storia dellimmigrazione. Le unit abitative personalizzate dai volontari, che gi ieri pomeriggio si stavano dando da fare con cartoni ed accessori vari, verranno sistemate in spiaggia per affrontare in modo dissacrante il tema della colandestinit. Una specie di sberleffo artistico al pacchetto sicurezza condensato nella frase di uno dei realizzatori: Perch nessuno aveva ancora pensato a usare gli scatoloni? Sono perfetti per rispedire la gente direttamente nel Paese di provenienza: basta sigillarli e da Centro Temporaneo di Accoglienza ridiventano pacchi postali. Stamattina in spiaggia verranno resi noti i nomi di tutti gli artisti coinvolti nel progetto. Per ora si sa - dai volantini che circolavano ieri in citt - che lorganizzazione attribuita alla Immobiliare Costa Pagu.



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