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MILANO - Pubblicit, maxiposter solo in periferia. E in centro spot luminosi sui palazzi
Elisabetta Soglio
Corriere della Sera (Milano) 01/06/2008

La rivoluzione del piano pubblicit del Comune. Adesso deve passare in aula consiliare prima di diventare operativo
Il manifesto di Armani in via Broletto? Via. Quello in via Torino, vicino alla Fnac? Via pure quello. E cos tutti gli altri, un centinaio circa, esclusi quelli che coprono cantieri, affissi nel centro storico. Il repulisti della pubblicit in centro
riguarda poi tuttii poster, le targhe attaccate ai pali, le cosiddette pellicolature, i totem, i gonfaloni, gli impianti su tetto o su servizi automatizzati. La rivoluzione annunciata
dall`assessore comunale Maurizio Cadeo che l`altro giorno ha fatto approvare in giunta il piano della pubblicit, destinato ora al passaggio in aula consiliare prima di diventare operativo,
in teoria dal gennaio del 2009.
Il piano della pubblicit, atteso dal 1993, divide la citt in cinque spicchi (Cerchia dei Navigli, Cerchia dei Bastioni, Circonvallazione esterna, restante perimetro del centro abitato
e aree marginali) e definisce per ognuno di questi regole
specifiche. Fra i risultati della rivoluzione -targata Cadeo c`
anche un vantaggio economico per il Comune: oggi gli introiti
derivati da tassa di occupazione suolo pubblico e imposta
pubblicitaria sono di circa 20 milioni di euro all`anno.
Se verranno sfruttate tutte le possibilit dei piano, gli incassi
potranno aumentare del 40 per cento circa. La nuova disciplina
si accompagna infatti ad un aumento delle superfici destinate
ad accogliere messaggi promozionali: gli impianti per le pubblicit triennali passano dagli attuali ioo mila metri
quadri a 145 mila e vengono introdotti 20 mila metri quadrati
per supporti di arredo urbano e 20 mila metri quadri per impianti innovativi e tecnologicamente avanzati.
Sempre a detta dell`assessore, gli impianti pubblicitari dovranno
essere uniformati per colore e dimensione delle cornici.
Di pi: all`assessore, ma la proposta giunta da alcuni consiglieri comunali, piacerebbe che a Milano si creasse una
sorta di Pccadilly Crcus, tutta pubblicit luminose e colori
consentiti dal capitolo del piano dedicato agli impianti di
nuova generazione, tecnologicamente avanzati. Qualcuno
-- spiega Cadeo - pensa a San Babila e a Cadorna, a me non dispiacerebbe anche trasformare cos piazzale Loreto.
Resta ora da superare lo scoglio dei consiglio comunale,
contro cui il Piano si infranto negli scorsi anni. Cadeo ottimista, perch abbiamo cercato di costruire insieme queste
regole. Fabrizio De Pasquale, presidente della commissione
Arredo Urbano che ha gestito il progetto, conferma che i tempi di approvazione del consiglio dovrebbero essere brevi e come gruppo ci limiteremo a proporre tre emendamenti migliorativi. Il primo
- anticipa De Pasquale - prevede che i proventi della pubblicit
dai cantieri vengano usati per mitigare i danni che i cantieri stessi hanno creato dove erano stati allestiti. Chiederemo poi norme contro i furbi che fingono lavori per fare pubblicit sulle facciate.
Secondo il leghista Matteo Salvini, invece, c` ancora
troppa pubblicit ed pagata troppo poco. La citt potrebbe
guadagnare almeno l doppio e contro gli abusi, bisogna delegare
i controlli alle zone.
Critico, infine, il capogruppo pd, Pierfrancesco Majorino:
Il piano non prevede alcuna forma di sostegno al privato sociale e all`offerta culturale e non ci sono garanzie sul fatto che si evitino in futuro casi come quello delle Mura Spagnole dove c` stato eccesso di invasivit rispetto al patrimonio.



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