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Bondi e le urgenze del settore
Antonio Autieri
BoxOffice 15/5/2008

Con la formazione del nuovo governo Berlusconi, il ministero dei Beni Culturali ha in Sandro Bondi il suo nuovo titolare. Dopo il biennio politicamente forte (con un ministro che era anche leader di partito e soprattutto vicepresidente del Consiglio), e da pi parti giudicato positivo, di Francesco Rutelli, il mondo del cinema si trova quindi a cambiare interlocutore. Bondi, che ha lasciato la carica di coordinatore di Forza Italia, comunque politico di primo piano; non si tratta certo di una nomina debole, come ai tempi della Prima Repubblica quando i Beni Culturali erano il fanalino di coda nei desideri dei politici che andavano al governo. Certo, l'eredit di Rutelli, ma anche di un altro recente ministro come Giuliano Urbani (che connot in maniera netta il proprio mandato), sono paragoni impegnativi per Bondi. Che lo sa bene, come dimostrano le dichiarazioni di apprezzamento per il lavoro di Rutelli.
L'impressione che, rispetto al predecessore (o a Veltroni, che si occup della materia una decina d'anni fa), Bondi presenzier meno a festival, manifestazioni, convegni. Soprattutto, perch conosce meno il mondo del cinema. Ma questo potrebbe non essere un problema, anzi: inutile fingere di essere quel che non si . E da un ministro ci attendiamo che contribuisca a risolvere i problemi, o permetta agli uomini del suo staff o agli enti che ne dipendono di lavorare bene: se poi partecipa o meno direttamente agli eventi secondario. Da questo punto di vista, ci sembra fondamentale la nomina di Salvo Nastasi (che si fatto apprezzare come direttore generale dello spettacolo dal vivo) a capo di gabinetto: la sua competenza e le sue relazioni con una parte del mondo con cui dovr interloquire sono un ottimo punto di partenza. Cos come la continuit rappresentata, per il nostro mercato, da Gaetano Blandini alla direzione generale cinema, che negli anni ha saputo raccogliere consensi unanimi attorno a s.
Altro aspetto fondamentale di metodo, sar il dialogo con il settore in tutte le sue componenti: dalle associazioni di categorie che rappresentano l'industria e l'esercizio al mondo della creativit (registi, attori), che pure inizialmente guarder con diffidenza - per motivi di "colore" politico - il nuovo ministro. Che per ci sembra abbia le qualit per poter impostare un confronto aperto e sostanziale.
Entrando nelle questioni che interessano il settore, sar fondamentale verifi-care la messa in atto - dopo l'approvazione dell'Unione Europea - delle norme di incentivo fiscale (il credito d'imposta, voluto da Rutelli, e il tax shelter introdotto grazie anche a Gabriella Carlucci e Willer Bordon, entrambe molto apprezzate dai produttori): soprattutto, auspicabile che siano solo il primo passo e che questo strumento sia rafforzato da adeguata disponibilit finanziaria Dal governo e dal ministero il settore - che, per fortuna, negli ultimi anni ha imparato a presentarsi ai tavoli istituzionali finalmente compatto - si aspetta una forte collaborazione sul fronte delle strategie che riguardano il cinema italiano all'estero: un tema, seguito da Box Office negli ultimi numeri, che per anni stato completamento disatteso dalle istituzioni. Servono, lo ribadiamo, strategie nuove e organiche e mezzi importanti: lo stesso settore che ha indicato le modalit, ed davvero largo il consenso all'auspicata societ mista, a capitale pubblico e privato; che sia una Filmitalia rafforzata o una societ nuova di zecca (ma senza disperdere professionalit ed esperienze). E se sono importanti altri due aspetti come la riduzione dell'Iva sul biglietto al 4% (che il cinema chiede, come da anni l'home video, per equiparazione ad altri prodotti di cultura come i libri) e un'uniformit delle norme regionali sull'apertura di nuovi multiplex (oggi regioni vicine possono avere regolamenti molto diversi tra loro: un'assurdit che crea confusione e incertezza sulle scelte degli imprenditori), un tema davvero decisivo sar quello della lotta alla pirateria. Un fenomeno devastante per il cinema e l'audiovisivo dal punto di vista dei danni economici e dell'allontanamento di fasce sempre pi larghe di pubblico "conquistate" dal consumo illegale. Le leggi, pur con qualche indebolimento, furono rafforzate con il ministro Urbani, ma sono sempre mancati i mezzi a chi combatte la pirateria (forze dell'ordine, magistrati, associazioni e istituzioni di categoria come la Fapav). una questione di sopravvivenza: se davvero si crede nel cinema non si pu continuare a sottovalutare questa guerra.



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