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Madonna del cardellino: la ospiter Palazzo Medici
MARCO FERRI
Il Giornale della Toscana, 22 maggio 2008

Un centinaio di giorni di esposizione a Palazzo Medici Riccardi, tra ottobre 2008 e linizio del 2009. Questa la soluzione che si va delineando per il prossimo futuro della Madonna del cardellino, il capolavoro di Raffaello. La soluzione pi ovvia - A confermare che saranno gli spazi al piano terra dellantica residenza medicea a ospitare la tavola dipinta, stato ieri il Segretario Generale del Ministero per i beni e le attivit culturali, Giuseppe Proietti. Mi sono informato, parlando con la soprintendente del Polo museale fiorentino, Cristina Acidini, e con il soprintendente dellOpificio delle Pietre Dure, Bruno Santi, i quali hanno confermato che c una discussione in atto per mostrarla a Palazzo Medici Riccardi . Lobiettivo proporre alla citt lopera restaurata prima che questa torni nella sua naturale collocazione, nella sala dei dipinti di Raffaello della Galleria degli Uffizi. Il periodo di questa mostra monografica dovrebbe essere tra ottobre e linizio del nuovo anno, abbracciando quindi anche il periodo delle feste di fine anno, quando la Firenze turistica vive uno dei suoi momenti di maggior fervore. Il s definitivo, come qualche addetto ai lavori aveva gi indicato qualche giorno fa, dovr per giungere dal Ministero e lascia quanto meno perplessi che proprio il Segretario Generale, che rappresenta la continuit al vertice del dicastero, abbia avuto bisogno di informarsi a Firenze prima di rispondere alle nostre domande. Comunque sia, la soluzione che si va delineando pare la pi ovvia, con la citt che si riappropria di unopera - una vera e propria icona della pittura occidentale - che da quando stata dipinta (tra il 1506 e il 1507) non ha mai lasciato Firenze. E poco importa il contenitore allinterno del quale il lunghissimo e delicato restauro del dipinto sar presentato: limportante che il recupero si sia finalmente concluso e con successo. Il dietrofront del Quirinale - Come si ricorder, lo scorso 22 gennaio fu proprio il Giornale della Toscana a scoprire le manovre che avrebbero portato il capolavoro ad essere mostrato al Quirinale prima di tornare agli Uffizi. Come ha confermnato ieri Proietti, stato il Presidente della Repubblica in persona a cambiare idea, a preferire cio che la Madonna del cardellino non lasciasse Firenze alla volta della Capitale; la decisione maturata nel momento in cui si reso conto che la sua disponibilit di ospitare lopera nella casa di tutti gli italiani stava creando delle polemiche. Solo allora ha fatto dietrofront. Da sottolineare che la soluzione Quirinale non era lunica su cui si stava lavorando perch, pare, gi dallinizio dellautunno scorso la disponibilit di Palazzo Medici Riccardi a fare da cornice al ritorno del dipinto era stata manifestata chiaramente. Daltronde le mostre dellApoxyomenos della Croazia e degli oggetti di oreficeria sacra restaurati dallOpificio e mostrati in anteprima proprio nel palazzo mediceo, costituivano un precedente da non sottovalutare. La soluzione che sar adottata, quindi, non si delineer n come una dimostrazione di fiorentino provincialismo n come una sorta di divieto di riconoscenza a chi ha reso possibile il recupero dellopera. I complimenti ai restauratori potranno pervenire anche se lopera sar esposta a Palazzo Medici Riccardi, mentre la saggia decisione di non far viaggiare il capolavoro eviter di creare un pericoloso precedente: lopera, come detto, non si mai mossa da Firenze e, dal momento che la materia dei prestiti di capolavori da troppo tempo al centro di una pericolosa vacatio legis, lesposizione mediatica al Quirinale della Madonna del cardellino avrebbe giovato allOpificio e al Polo museale fiorentino, ma avrebbe fatto correre rischi inutili alla tavola dipinta, come ha pi volte affermato il direttore degli Uffizi, Antonio Natali. Restauro finito - Intanto il restauro del capolavoro di Raffaello veramente finito e il dipinto sta per essere sottoposto a una delicata e meticolosa campagna fotografica che servir per corredare il catalogo-testimonianza del lungo iter fino al definitivo recupero. Confrontando le immagini del prima con il risultato finale del restauro, si percepisce subito la sorprendente differenza delle crome del manto pittorico. Sparita la patina giallo-verdognola che la opprimeva, la superficie del quadro ha reso quelli che sono stati ritenuti i veri colori di Raffaello, le sue pennellate morbide, quasi impalpabili. Non solo: sono riaffiorati dei particolari che erano invisibili, come una ciocca di viole ai piedi della Vergine. Sono molto contenta del risultato finale - ha detto Patrizia Riitano, la restauratrice che per dieci anni ha curato lopera -ma allo stesso tempo provo la necessit di allontanarmi da essa. Cos, forse, quando avverr il definitvo distacco soffrir un po meno.



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