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Madonna del Cardellino: dietrofront
Marco Ferri
Il Giornale della Toscana - 09-04-2008

Il regalo alla citt di Firenze, stavolta lha fatto il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. La Madonna del cardellino, il capolavoro di Raffaello che da circa dieci anni al centro di un complesso e delicato restauro, non andr in mostra al Quirinale, comera stato annunciato lo scorso gennaio. Alla fine del suo restauro - tuttora in corso nel laboratorio dellOpificio delle Pietre Dure di Firenze - cio verso settembre, invece di volare a Roma, torner agli Uffizi. Non solo: in una nota diffusa ieri dal Quirinale in si spiegano le motivazioni di questo d i e t r o front, si legge che il presidente Napolitano vorr rendere omaggio e pubblico riconoscimento dellimpegno profuso per il restauro, visitando la Galleria degli Uffizi, sede naturale dellopera di Raffaello . Ineccepibile. Come si ricorder, il capolavoro di Raffaello, dipinto tra il 1506 e il 1507, una volta finito il restauro doveva essere traslato al Quirinale. La trasferta romana della tavola dalle pennellate leggere e dai colori emozionanti, era stata preparata in gran segreto mail Giornale della Toscana ne diede notizia e subito cominciarono a sollevarsi delle obiezioni. A livello politico intervenne anche il senatore Paolo Amato di Forza Italia con uninterrogazione parlamentare e dichiarandosi contrario alle proposte di presentare in pubblico nella capitale unopera che, sostenne, da pi di 350 anni rappresenta uno dei capolavori identitari degli Uffizi e della citt di Firenze. A quel punto qualcosa deve essere accaduto perch sulla vicenda caduto un velo di silenzio, mentre nel silenzioso laboratorio restauri della Fortezza da Basso, la restauratrice Patrizia Riitano proseguiva il suo lento lavoro di recupero dellopera. Attualmente mancano ancora due mesi al momento in cui verr scritta la parola fine di questo intervento da manuale, che restituir alla Galleria degli Uffizi uno dei suoi capolavori identitari. E com giusto che sia, sar Firenze a riabbracciare La Madonna del cardellino, da troppo tempo sostituita da una fotografia delloriginale (ormai anche un po sbiadita) in Galleria. Lesposizione mediatica romana del capolavoro, quindi non ci sar e sorprende la motivazione avanzata dal Quirinale. Nella suddetta nota, infatti si legge: Lo sforzo compiuto dalla Presidenza della Repubblica per la mostra Nostoi, la previsione di altri eventi gi programmati nella sede del Quirinale, e la opportunit di ospitare in tale sede eventi di specifico significato istituzionale - prosegue - non consentono di accogliere lipotesi, gi presa in considerazione con le competenti autorit nazionali e locali, di esporre nel Palazzo della Presidenza della Repubblica il capolavoro di Raffaello, la Madonna del Cardellino, a conclusione del lungo restauro compiuto dallOpificio delle Pietre Dure in Firenze . La decisione sembra ponderata, con attenzione, ma allora perch la conferenza stampa di presentazione della trasferta romana del dipinto era programmata per il 29 di questo mese? Che cosa accaduto nel frattempo? Difficile trovare subito delle risposte, ma di certo al presidente Napolitano non devono essere andate a genio i pericoli di polemiche che l'esposizione del capolavoro di Raffaello al Quirinale avrebbe sicuramente generato. Cos, meglio prevenirle quelle polemiche, lasciando il dipinto a Firenze. Saggia decisione, anche se a qualcuno (sia a Roma sia a Firenze) non piacer. Adesso non resta che aspettare la nuova visita del capo dello Stato a Firenze che - lha promesso - ammirer lopera proprio agli Uffizi, la sede naturale. Tra i primi commenti positivi rispetto la decisione assunta dal Quirinale, quello del direttore della Galleria degli Uffizi, Antonio Natali, che ha detto: Limportante che si faccia il bene dellopera darte, che si compia un episodio formativo delle coscienze. Per ora non ho ancora una data di rientro dellopera in Galleria - ha concluso - . Da parte mia non ho alcuna fretta: ho aspettato nove anni, posso attendere ancora qualche mese. Pi propositivo il commento di Cecilia Frosinini, responsabile del settore restauro dipinti dellOpificio delle Pietre Dure: Prima di tutto auspico una mostra interamente e solamente dedicata allopera, magari con unilluminazione diversa, pi appropriata, che sia un vero regalo ai fiorentini. Perch se torna subito in Galleria - ha aggiunto - la vedranno prima i giapponesi. Poi ha riferito qualche particolare tecnico: Mancano ancora un paio di mesi alla fine vera del restauro, poi inizieranno le indagini del dopo e la campagna fotografica utile per completare il corredo fotografico da pubblicare sul libro che accompagner la fine di questo restauro.



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