LEGGI
BENI IN PERICOLO
INTERVENTI E RECENSIONI
RASSEGNA STAMPA
COMUNICATI DELLE ASSOCIAZIONI
EVENTI
BIBLIOGRAFIA
STORIA e FORMAZIONE del CODICE DEI BENI CULTURALI E DEL PAESAGGIO
LINK
CHI SIAMO: REDAZIONE DI PATRIMONIOSOS
BACHECA DELLE TESI
per ricevere aggiornamenti sul sito inserisci il tuo indirizzo e-mail
patrimonio sos
in difesa dei beni culturali e ambientali

stampa Versione stampabile

MILANO - Piano: sull`Expo sto con Celentano Si rischia l`affarismo
Giangiacomo Schiavi
Corriere della Sera 06/04/2008

MILANO - Exposcettico o Expoentusiasta? Sono Expo diffidente
Come Celentano, che prevede speculazioni e colate di cemento su Milano?
Io temo la retorica celebrativa e vedo il rischio della corsa all`oro, dell`affarismo.
Nella zona dell`Expo ci sono aree che hanno avuto una rivalutazione del trecento per cento: l`affare qualcuno l`ha gi fatto.
Per questo difendo Celentano: lui la voce della coscienza. Come Beppe Grillo. In certe occasioni importante che Milano sappia ritrovare la sua anima critica. Se c` discussione e dibattito anche i progetti migliorano. Per ... .
Per...
In una cosa mi sento Expo entusiasta
Quale?
Il tema. E una bella intuizione: nutrire il pianeta. Una sfida che tocca la fragilit della terra, l`ambiente, la guerra alle povert. la questione giusta. Milano pu farne una bandiera. Io spero che da qui al 2015 la retorica non si mangi la verit e l`ingordigia i soldi.
Cade la linea. La voce di Renzo Piano si perde da New York. E in strada, intorno ad Harlem. Sta progettando il nuovo campus della Columbia University: una citt nella citt con facolt, laboratori di ricerca, teatri, negozi e una scuola d`arte. A San Francisco sta finendo il nuovo Museo di Scienza naturale. Diventer l`edificio pi verde d`America: il tetto un gigantesco giardino di 300 mila piante, le graminacee abbassano
la temperatura e i condizionatori diventano inutili. Rieccolo al telefonino: La scommessa dell`Expo dovrebbe essere quella di far emergere le affinit globali positive, quelle che hanno fecondato
per anni la nostra cultura umanistica.
Dopo l`11 settembre i riflettori si sono accesi soltanto sulle affinit negative. Sostenibilit, bellezza ed equit sociale
dovrebbero essere le tre parole chiave.
Molti si chiedono se l`architetto Renzo Piano parteciper ai concorsi per l`Expo.
La mia risposta no
Senza ripensamenti?
Nei concorsi si deve lasciar spazio ai giovani. Avevo 33 anni quando ho vinto il progetto del Beaubourg con Rogers, e a concorrere eravamo in 681. Senza quella decisione coraggiosa e
aperta nessuno mi avrebbe preso in considerazione.
Ci sono troppo pochi concorsi a Milano e in Italia?
Si diffusa l`idea che pericoloso far concorsi. Ma io dico: pericoloso fare programmi sbagliati. I concorsi servono, fanno emergere nuovi talenti. Per City Life, l`ex quartiere fieristico milanese, c` chi rimpiange il suo progetto.
Anche Berlusconi adesso parla dei grattacieli sbilenchi di Libeskind. E si dice: troppo cemento.
Quello era un concorso per operatori, su inviti. In
questi casi pesa molto l`aspetto economico. Vince chi offre di
pi.
E ha vinto una cordata con gli architetti americani.
Non discuto i progetti dei colleghi.
Dico che Milano, la citt che invent la Triennale, non pu ridursi a ignorare la sua cultura. Io lavoro al pi grande
progetto urbano di New York perch in America c` voglia di umanesimo. E noi, culla dell`umanesimo, andiamo a importare la visione degli shopping center?
L`Expo di Milano senza Piano, allora?
Io il progetto per Milano ce l`ho gi, sono dentro l`Expo a Sesto San Giovanni, nella vecchia area industriale della Faick. L si sta cancellando la periferia industriale facendola rivivere come luogo urbano, con un museo d`arte contemporanea, la citt della Scienza, l`equit sociale, i contratti per i giovani e il verde che viene restituito ai cittadini.
Ci sono state difficolt finanziarie su questo progetto, sicuro che possa essere portato a termine?
ci credo. E la Fabbrica delle idee alla quale sono pi legato. Dal costruttore Zunino e dal sindaco Oldrini ho avuto fiducia, e a loro do la mia solidariet. Ma se il progetto venisse snaturato
da qualcun altro scapperei a gambe levate.
A Milano lei ha lavorato su un progetto per il recupero di un`altra periferia, Ponte Lambro. Non finita bene.
Mi sento un po` colpevole per un progetto che non andato avanti come doveva. Ho lavorato con persone illuminate.
Ma alla fine di luce ne facevano poca.
Un suggerimento al sindaco Moratti?
Io porto nel cuore Milano come una citt bella, ma oggi Milano deve fermare la sua esplosione, chiudere la ferita delle periferie, costruire solo sul costruito, trasformare il traffico privato in pubblico, ampliare ogni metro quadrato di verde, ritrovare l`acqua, smettere di fare i grandi parcheggi in centro...
L`Expo come occasione per un risanamento urbano?
Una citt bella lo specchio di una comunit bella. E La parola "bella" non disgiunta dalla parola "buona", mi diceva Senghor, quando lavoravo per lui con l`Unesco.
La bellezza non un concetto troppo astratto, applicato a una citt?
C` una bellezza non formale, non edonista, che riguarda la qualit degli spazi e dei luoghi. una bellezza ha a che fare con la dignit del vivere urbano, che chiude certe ferite sociali.
Ci vuole un simbolo?
Trovo poco interessante la discussione sui simboli. Credo all`idea di una citt che restituisce ai suoi abitanti il
gusto di viverla. L`esperienza di Genova `92 utile: non si spreca niente. Il porto antico recuperato per le Colombiadi
non solo un simbolo: la gente ci va, lo usa.
L`Expo per Milano pi vivibile?
Ha mai notato con quale entusiasmo cresce il verde a Milano? Ci sono citt dove gli alberi ti ringraziano ogni mattina. Milano una di queste.



news

14-09-2019
Da Artribune: Franceschini sospende i decreti Bonisoli

13-09-2019
RASSEGNA STAMPA aggiornata al giorno 13 settembre 2019

05-09-2019
Franceschini, il primo appuntamento al Museo della Liberazione di via Tasso

02-09-2019
Giuliano Volpe: Ci piacerebbe un ministro più educato

29-08-2019
Da Finestre sull'arte vi segnaliamo...

25-08-2019
Sul Financial Times si parla dei provvedimenti Bonisoli

22-08-2019
Trasferito il Soprintendente di Pisa che si era opposto alle bancarelle in piazza dei Miracoli

20-08-2019
In Finestre sull'arte: Gli accorpamenti della riforma Bonisoli affosseranno definitivamente i musei piccoli?

20-08-2019
Caos musei. Nel sito Emergenza Cultura vi segnaliamo...

16-08-2019
Da Finestre sull'arte: Musei, tutti gli accorpamenti decisi da Bonisoli

14-08-2019
Bonisoli firma decreto musei, ecco cosa prevede

01-07-2019
APPELLO - Per il parco archeologico dell'Appia Antica

30-06-2019
Documento dell'API sulla riforma del Ministero: riorganizzazioni perenni

27-06-2019
La FCdA per il Museo Etrusco di Villa Giulia e il Parco Archeologico dell'Appia Antica

26-06-2019
Firenze, l'annuncio di Bonisoli: "Accademia formerà polo unico con gli Uffizi"

21-06-2019
Lorenzo Casini sulla riforma del Ministero: Linsostenibile leggerezza ovvero la nuova riorganizzazione del Ministero per i beni e le attività culturali (Mibac)

05-06-2019
Alinari. Quale destino per la più grande raccolta museale di fotografie in Italia? Un comunicato della SISF

30-05-2019
Bando per il premio Silvia Dell'Orso 2019: scadenza 30 settembre

07-05-2019
Dal blog di Carlo Pavolini: Luca Nannipieri e l'abolizione delle Soprintendenze

25-03-2019
Pisa. Bonisoli: Sarà trovata soluzione per ambulanti ma non in piazza Miracoli

25-03-2019
E' mancato questa mattina Andrea Emiliani

28-02-2019
Associazione culturale Silvia Dell'Orso: VIII edizione di Visioni d'arte

26-02-2019
Mai più bancarelle in piazza dei Miracoli. Firmate l'appello

14-02-2019
Appello. Contro lo smantellamento dello Stato Italiano

13-01-2019
Per unarcheologia fuori dallimpasse. Lettera al Ministro Bonisoli di API (Archeologi Pubblico Impiego)

11-01-2019
Sulla riforma delle Soprintendenze e dei musei di archeologia. Dichiarazione di archeologi accademici Lincei

29-12-2018
Per un rafforzamento delle soprintendenze uniche

29-12-2018
A proposito dell'appello agli archeologi: "Firme e coerenza" di Pier Giovanni Guzzo

18-12-2018
APPELLO AGLI ARCHEOLOGI

28-11-2018
Nell'anniversario dei Washington Principles. Lo Stato italiano ha fatto poco per la restituzione dei beni culturali di proprietà ebraica

Archivio news