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Appello per un governo riformista del territorio
LUnit 4/4/2008

Una sinistra moderna, consapevole dei grandi e irrisolti problemi del governo del territorio nel nostro Paese, ha il compito di superare resistenze e vecchi schemi che da decenni bloccano la capacit di approvare una compiuta riforma urbanistica e di avanzare proposte innovative per delineare i principi di tale riforma.
Nella scorsa legislatura, facendo tesoro delle esperienze regionali pi innovative e con un lungo lavoro di confronto politico e di dialogo con istituzioni, mondo della cultura, forze economiche, i Democratici di Sinistra, la Margherita e forze della sinistra sono pervenuti ad una proposta condivisa poi confluita in disegni di legge depositati alla Camera e al Senato dai parlamentari dell'Ulivo-PD che ancora oggi possiamo considerare come riferimento per una legislazione che eviti il degrado delle citt, del paesaggio e dell'ambiente in nome di un efficientismo sregolato che consegna alla speculazione edilizia e alla rendita immobiliare il patrimonio pi prezioso della comunit italiana. Vanno scongiurati, con una precisa scelta di campo riformista contraria alla finanza creativa dei condoni e ad ogni baratto tra deregulation urbanistica e disponibilit di investimenti, nuovi tentativi di privatizzare le politiche territoriali consegnandole nelle mani di una progettualit affaristica senza cultura civile ed estranea alle responsabilit del pubblico pianificare e di regole semplici, nette e condivise cui condizionare le attivit private. una scelta politica che deve prevenire altre riedizioni di un neoliberismo camuffato da sussidiariet sociale, secondo modelli gi conosciuti con l'iniziativa legislativa del centro-destra.
Come si sottolinea nel programma del PD, in tema di pianificazione dell'uso e del governo del territorio l'ideologia della deregolamentazione cattiva consiglie-ra. La direzione deve essere quella, seguita nei paesi europei pi avanzati, di minimizzare il consumo di suolo vergine, e di puntare invece sulla riqualificazione delle aree gi costruite.
Tutto questo richiede di far propria fino in fondo la cultura del "piano pubblico". Un piano che, con tutta la legittimazione politica e la condivisione civica di cui deve dare prova, sa interagire col mercato perch sa disciplinarne impulsi e opportunit, stimolandone la creativit, senza lasciarsene catturare. Va dunque messo in valore il lavoro svolto da dirigenti politici e amministratori, da esponenti del mondo della cultura, dell'Universit, e da centri di analisi e formazione come l'Istituto nazionale di urbanistica. E va anche recuperata la riflessione che, a sessantanni dalla formulazione del messaggio neo-riformistico di Adriano Olivetti, si sta alimentando attorno all'esigenza di un governo inclusivo, avveduto e parsimonioso: dunque ben pianificato del territorio.
La salvaguardia dei valori storici e paesistici dovr essere un cardine delle politiche territoriali. Essa dovr essere saldamente ancorata alla pianificazione urbanistica e paesistica secondo quanto stabilito dal Codice del paesaggio, riformato dal Ministro Rutelli in accordo con la Conferenza unificata, che consentir una pi efficace forma di collaborazione tra Soprintendenze, Regioni ed Enti locali. Per il risparmio energetico occorre valorizzare, anche qui, l'esperienza che molte regioni vanno compiendo in riferimento alle nuove costruzioni. Ma per la nuova come per l'edilizia preesistente occorrono parametri minimi nazionali con cui coordinare la normazione regionale da applicare nei piani urbanistici.
Le opzioni della pianificazione comunale debbono raccordarsi con le istituzioni provinciali e regionali in funzione di programmi e finanziamenti per la mobilit adeguati a quel livello di governo. Anche il cosiddetto consumo di suolo va affrontato all'interno del pubblico pianificare. La sensibilit culturale e ambientale dei nostri tempi, impone una giusta politica del limite e la massima e consapevole cautela nella destinazione di suoli ad usi urbani. Avendo per chiari gli esatti termini del problema, che sono quelli di una pianificazione urbanistica ove quantit e qualit degli interventi debbono trovare una comune misura in adeguate tecniche di ponderazione sia dei carichi urbanistici, anche laddove si tratti non di nuova edificazione ma di recupero di volumi esistenti, sia del loro impatto ecologico, estetico, paesistico, energetico, e costituire un'alternativa a vecchie e nuove forme di rendita urbana e rurale.
Un governo riformista del territorio deve assumere come suo segno specifico questo genere di pubblica pianificazione e postula una classe politica nazionale che, nelle scelte legislative che l'attendono, sia dotata di questa consapevolezza, di questa concretezza colta e densa di valori civili e sociali, propri di una sinistra del fare e della responsabilit.
Gae Aulenti, Paolo Avarello, Giuseppe Campos Venuti, Domenico Cecchini, Patrizia Colletta, Riccardo Conti, Giuseppe Dematteis, Roberto Della Seta, Concetta Fallanca, Francesco Ferrante, Bruno
Gabrielli, Carlo Gasparrini, Benedetto Gravagnuolo, Vittorio Gregotti, Fulvio Irace, Carlo Magnani, Maurizio Marcelloni, Raffaella Mariani, Luigi Mazza, Antonio Monestiroli, Massimo Morisi, Federico Oliva, Domenico Piglionica, Ermete Realacci,
Amerigo Restucci, Edo Ronchi, Pietro Rubellini, Gianvalerio
Sanna, Fabrizio Vigni, Edoardo Zanchini

I promotori di questo documento, nell'invitare a sottoscriverlo,
fanno appello al voto per il Partito Democratico alle elezioni politiche del prossimo 13/14 aprile.
Il documento pubblicato sui siti web del Partito Democratico (www.partitodemoaatko.org) e dell'Associazione "Romano Viviani. Idee e pratiche per il governo del territorio e lo sviluppo locale" (www.associazioneviviani.org). Per sottoscriverlo sufficiente inviare una e-mail a segreteria@associazioneviviani.org



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