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ARCHITETTURA E PAESAGGIO - I migliori architetti del mondo non fanno colate di cemento
ROBERTO FORMIGONI
Corriere della Sera 03/04/2008

Costruire non fare colate di cemento
Caro Celentano, su una cosa sono daccordo con lei: dobbiamo scommettere sulla bellezza. E la scommessa dellExpo 2015 proprio questa: rendere Milano e la Lombardia pi belle e pi funzionali.
Pi belle e pi funzionali, come il sindaco di Milano Letizia Moratti e io stesso abbiamo sostenuto ieri in conferenza stampa a Palazzo Chigi. Una sfida di fronte alla quale non ci presentiamo impreparati: abbiamo alle spalle oltre un decennio di governo del territorio che sulla bellezza naturale, artistica ed architettonica ha fondato la propria azione e progettato il futuro. A differenza di lei, per, non crediamo che ogni nuova costruzione sia soltanto una colata di cemento che sfregia la natura. Vogliamo parlare del grattacielo Pirelli? Un capolavoro dellarchitettura moderna, simbolo riconosciuto e apprezzato in tutto il mondo delle migliori qualit dei milanesi e dei lombardi. Altro che quellalbero di trenta piani contro cui, caro Celentano, lei si scagliava quarantanni fa dalla sua via Gluck. E anche laltra sede della Regione, i cui cantieri sono stati visitati ed elogiati dal Presidente della Repubblica Napolitano, cos come il nuovo polo fieristico di Rho Pero, sono frutto di concorsi internazionali a cui hanno partecipato i migliori architetti del mondo. Sono e saranno i nuovi Pirelli, ispirati ai canoni della bellezza e della compatibilit con lambiente. Il fatto, Celentano, che noi pensiamo a un Expo davvero del Terzo millennio: una Esposizione Universale come non si mai vista nel passato. Da Londra 1851 in poi, lExpo stato sempre caratterizzato dalla costruzione di grandi strutture, specchio e vetrina della moderna civilt industriale. Da Milano 2015 in poi, lExpo sar il simbolo di una civilt post-moderna e post-industriale. Non tanto palazzi e fabbriche, quanto reti e relazioni. Il nostro Expo sar il centro di una grande riflessione e di un grande impegno mondiale sui temi epocali della nutrizione e della tutela dellambiente, cio della cura del futuro dellumanit e del pianeta. Non costruiremo una torre alta duecento metri, ma biblioteche, centri di studio e di ricerca. Progetti e ospedali in tutto il mondo, strumenti e team di ricerca trasversali e internazionali. Metodi e conoscenze tra culture e identit anche molto diverse. Questo sar il nostro lascito. E questo rafforzer le reti di collegamento di Milano e della Lombardia con il mondo, allinsegna del confronto, di un nuovo dialogo tra i popoli, di una solidariet vera nel progettare insieme la crescita e lo sviluppo. Nutrizione, dunque. Azioni per battere la fame nel mondo, per la sicurezza alimentare e anche per la convivialit: perch si mangia a tavola, insieme, noi e gli altri, ovvero gli ospiti, le persone e i popoli da noi diversi, ma con i quali condividiamo lesistenza e il destino. E cura dellambiente, cio uno sviluppo sostenibile. Non se ne abbia a male, caro Celentano: a Parigi, tre giorni fa, una persona salita sul palco per dire tutto il proprio apprezzamento per il nostro progetto, con parole sincere e a lungo applaudite dai delegati di oltre 150 Paesi. Quella persona ha vinto il premio Nobel per la Pace per aver dedicato il proprio impegno alla difesa dellambiente. Quella persona Al Gore, che insieme ad Amartya Sen, Zohra Ben Lakhdar, Nagia Essayed, Ismail Serageldin, Sakiko Fukuda, Roberto Schmid, Gian Tommaso Scarascia Mugnozza e tanti altri lavorer con noi da qui al 2015.
Roberto Formigoni



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