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Appena partite, sono gi dal meccanico
Stefania Tamburello
CorrierEconomia 8/12/2003

Per la prima si delinea un cambiamento radicale di rotta. Per la seconda si profila un riassetto strutturale e gestionale. Patrimonio spa e Infrastrutture spa, le due societ gemelle nate dall'estro del ministro dell'Economia, Giulio Tramonti e del direttore generale del dicastero di via XX Settembre, Domenico Siniscalco, sono arrivate al decisivo giro di boa del tragitto iniziato un anno e mezzo fa. Al momento della loro istituzione, col cosiddeto decreto salva-deficit, Tremonti aveva insistito sul carattere di assoluta novit delle due societ, destinate, aveva detto, a cambiare faccia alla gestione del bilancio. E ci perch, aveva aggiunto il ministro, i meccanismi di manovra dei conti pubblici sarebbero diventati sempre pi simili a quelli di un'impresa privata.
Qualche rotellina per s deve essere in seguito inceppata perch dopo i proclami dell'esordio i tragitti di Patrimonio, nata col compito di gestire e valorizzare gli immobili pubblici, e di Infrastrutture, costituita per reperire le risorse necessarie a far partire i grandi lavori, sembrano proseguire per strade secondarie.
Patrimonio e Infrastrutture hanno molti punti di contatto oltre la data di nascita. Ad unirle sono state le polemiche iniziali legate ai timori sul futuro degli immobili da conferire a Patrimonio per essere valorizzati e a Infrastnitture per costituire la garanzia sul patrimonio sociale. Nonch le lungaggini burocratiche per raggiungere la piena operativit e da ultimo l'apparizione di un terzo incomodo. E cio la collisione con un'altra Societ destinata a deviare la rotta disegnata. Patrimonio, per esempio, ha iniziato a operare solo nel febbraio scorso ma i primi passi sono stati lenti.
Il fatto che si attenuata la linea di confine tra i compiti dell'Agenzia del Demanio, la costola del ministero dell' Economia in via di trasformazione in ente pubblico economico e quelli della societ guidata da Massimo Ponzellini. Elisabelta Spitz, architetto e capo dell'Agenzia, e Ponzellini hanno anche firmato prima dell'estate un protocollo per accordarsi sui rispettivi compiti nei progetti da realizzare assieme. La soluzione adottata, il ruolo di advisor finanziario di Patrimonio per l'Agenzia, seppur parziale, potrebbe dirla lunga sul futuro della societ. Anche perch l'Agenzia, che cura il censimento di tutti gli immobili esistenti in Italia guidandone la successiva valorizzazione e che gestisce anche gli accordi territoriali con gli enti locali, sembra aver ormai in mano il timone della gestione del patrimonio.
In un momento peraltro in cui l'attenzione per quel che riguarda la valorizzazione dei beni rivolta soprattutto agli strumenti finanziari da utilizzare. Fra questi c' sicuramente il fondo immobiliare da 800 milioni di euro costituito da Patrimonio e affidato, prima ancora di essere operativo, alla gestione di una Sgr, la Sgr della Bnl. La societ guidata da Ponzellini ha poi provveduto a riclassificare l'attivo patrimoniale dello Stato e ha creato sotto il suo cappello Dike Aedifica che gestir il piano di costruzione di 11 nuove carceri per un valore di 530 milioni d euro. Cos accanto al ruolo di advisor si profila per Patrimonio anche il ruolo di aiutante in campo per i compiti di risistemazione di stabili pubblici: dopo le carceri toccher alle scuole e poi agli ospedali. Prima per, e l'iniziativa verr annun-
ciata nei prossimi giorni, la societ andr all'estero per curare la ristrutturazione delle ambasciate italiane.
Infrastrutture ha annunciato l'emissione del primo bond con doppia A di rating. da emettere per finanziare i progetti dell'Alia velocit. E' solo il primo di una serie, ha detto il presidente Andrea Monorchio, che prevede in tempi brevi anche la partenza dei progetti di sostegno alle grandi opere, forte dei 3,2 miliardi di euro di capitale a disposizione. C' per un problema che non incider forse sui compiti di Infrastrutture ma con ogni probabilit influir sulla sua governance. Il problema si chiama Cassa Depositi e Prestiti, che poi l'azionista unico della societ presieduta dall'ex Ragioniere generale dello
Stato. Con la trasformazione della Cassa diretta da Antonino Turicchi in societ per azioni e con l'ampliamento della sua operativit potrebbero infatti crearsi delle sovrapposizioni.
I tempi per una decisione a riguardo non sono forse maturi: nei prossimi giorni, e fino alla fine dell'anno, il problema principale della Cassasar quello di definire la composizione del suo azionariato. E cio in primo luogo la verifica della volont delle Fondazioni bancarie di entrare nel capitale della societ col 30% del capitale. Subito dopo per si
dovr cercare una soluzione per Infrastrutture che rester la struttura destinata a svolgere la nuova attivit della Cassa di finanziamento delle grandi opere. L'interrogativo se continuer a farlo come societ autonoma controllata dalla Cassa o se, come appare pi probabile, verr accorpala alla societ madre finendo per operare come divisione. Questa ipotesi ovviamente significherebbe un cambiamento radicale per Infrastrutture che muterebbe, se non vocazione, quantomeno struttura e vertici.



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