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BOLOGNA - "Rischio TAV per l'archeologia"
MARCO GUIDI
Il resto del Carlino 31/03/2008

- BOLOGNA ARCHEOLOGIA, la ricerca, il mondo cambiano in continuazione e intanto noi continuiamo a muoverci secondo la Legge del 1939 e il regolamento `provvisorio` del 1913. Questo mi pare spieghi molte cose. Luigi Malnati dal 2002 soprintendente archeologico dell`Emilia-Romagna. Una carica che assume sempre maggiore importanza, vista anche la massa di opere pubbliche che si sta svolgendo sulla nostra terra. Opere pubbliche che hanno non solo bisogno del placet della Soprintendenza ma che vanno accompagnate, quando serve, dal lavoro degli archeologi.
Il fatto curioso che questa una grande stagione per l`archeologia bolognese e dell`intera regione. Una grande stagione di scoperte, studi, novit. Una grande stagione portata avanti con organici incompleti, mai proporzionati ai lavori da compiere.
Malnati, bergamasco, bolognese d`adozione. Vinsi nell`81 il concorso per ispettore in Soprintendenza, e arrivai a Bologna dove sono rimasto per 14 anni. Gi allora Malnati cerc la collaborazione di altre forze: musei civici, universit, associazioni. Un modo di operare che caratterizza da sempre la
sua regola di lavoro. Nel 1994 vince il concorso da soprintendente e va in altre regioni: a Bologna torner
solo nel 2002, a riprendere il lavoro interrotto.
E a far fronte ai soliti problemi. L`organico della Soprintendenza per tutto il territorio emiliano-romagnolo
fissato a 148 persone. In realt ce ne sono solo 108. Una cifra ridicolmente bassa, se si considera che le Marche dispongono di oltre 200 persone. Ma il Ministero continua a privilegiare i monumenti e a considerare poco le necessit di chi scava, di
chi trova cose scientificamente importanti anche se non eclatanti dal punto di vista del `pezzo`.
Gi, fino agli anni 60, contava il `pezzo` poi, piano piano, l`atteggiamento ha iniziato a cambiare.
Ma che fatica. Fatica aumentata perch nel 2006 a Malnati toccato anche l`interim di Milano. Questo delle soprintendenze
multiple e ad interim un problema di tutto il Nord, dove Malnati il solo soprintendente titolare. Oltretutto qui si continuano a non fare i concorsi per ispettori. E la media di
et sopra i 50 anni. Ma anche un ricambio non si pu fare in un
giorno, n in un mese. Bisogna che i nuovi quando e se arriveranno siano addestrati dai loro predecessori. E per questo ci vuole al minimo un anno.
MA INTANTO le cose non si fermano, nuovi scavi hanno portato a
grandi scoperte in tutta la regione, a Bologna in particolare. Sono ripresi gli scavi in quel gioiello poco conosciuto che Velleia, una citt romana nell`Appennino parmigiano.
E a Bologna gli scavi vanno dalla Fiera, a via Belle Arti, dalla
Manifattura Tabacchi, a via Saffi, fino a Castenaso dove sono emerse alcune straordinarie stele. Devo moltissimo
- spiega Malnati - al soprintendente della Basilicata,
Dino Adamesteanu, a lui devo l`aver imparato il modello aperto,
il modo dir cercare, di studiare, di pubblicare.
Malnati lo fa capire, trova Bologna un po` autoreferenziale.
Per orgoglioso degli scavi in corso in collaborazione con le varie universit: con Bologna per Marzabotto, Classe, Galeata,
Solarolo. Con Venezia, Modena, Parma, Ferrara, con Milano.
E per il futuro? Bisogna che il Ministero capisca l`importanza del Nord Italia. Noi stiamo gestendo e gestiremo le grandi opere dell`Italia settentrionale: Tav, strade, ferrovie, autostrade. Bisogna che siamo in condizione di farlo. Ci manca anche il personale di custodia. Ma manca soprattutto la regolamentazione professionale del mestiere di archeologo. Ormai il lavoro
si fa anche al di fuori delle universit, dei musei, delle soprintendenze. E siccome non possibile aprire cantieri di qualsiasi tipo senza archeologi, e universit e soprintendenze ce la faranno mai da sole, si ricorre a esterni.
E` tempo che il loro lavoro venga riconosciuto a livello
istituzionale. Gli archeologi sono professionisti capaci,
ora di dar loro uno status, bisogna che Ministero e universit si diano una mossa. Se ne parla da 25 anni, senza venirne a capo e intanto i grandi progetti sono l che arrivano.
Le forze ci sono, ci vorrebbe la volont politica. Oltretutto il privato deve avere garanzie. Bisogna fare qualcosa, a meno che non si vogliano degli istituti di archeologia circoscritti solo a pochi figli di pap.



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